Progetto Almax

15112015

2013 Giugno - Scrittore - LUCIO CANEVE

Lucio Caneve  è nato il 18 gennaio 1961 a Caorle, un piccolo Paese turistico di pescatori della provincia di Venezia, attualmente vive a Musile di Piave (VE). Pur lavorando nel settore assicurativo, non ha mai smesso di coltivare le sue più grandi passioni, quali: la lettura, la scrittura, il disegno, la pittura, l’aerografia, la fotografia. Nel 2010, è stato pubblicato il suo primo libro, un romanzo dal titolo: “Nulla è come sembra” (Kimerik Editore).  dopo il suo primo lavoro, ora, lo scrivere è diventato parte di lui, del suo modo di essere e di rapportarsi con la vita. Quando scrive, vive la storia come fosse realtà e quindi, come se vivesse nello stesso momento, due vite: quella reale e quella del romanzo che sta scrivendo. A novembre 2012 ha pubblicato il suo nuovo romanzo: “L’uomo che ero” (Butterfly Edizioni).  

Venezia. Uno scrittore dal buon successo. Una docente universitaria bella e solare. Un anziano e simpatico professore. Tutti alle prese con un susseguirsi d’avventure ed emozioni in seguito alla scoperta di un libro dai contenutisconvolgenti e rivelatori: sulla vita, sull’esistenza, sull’evoluzione dell’uomo. In un abile alternarsi di narrazione e riflessione, questo libro ci parla di viaggi astrali, sincronicità, dakini, pensiero positivo, amore universale. Ma anche di una magica storia d’amore, del vero significato del fatidico 21 dicembre 2012, di un incredibile incontro col passato… Un romanzo che ci invita a risvegliarci, a valorizzare la bellezza delle cose semplici, a scoprire che il segreto della vita è nel vivere ogni cosa con amore, a cogliere i messaggi di ciò che chiamiamo coincidenze. Perché nella vita nulla succede per caso. E ogni cosa è possibile, se viene fatta e chiesta con il cuore…

Ciao Lucio, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura? Dire che fin da piccolo avrei voluto scrivere un libro è fin troppo scontato, anche se è veramente così. In realtà, però, il vero fattore scatenante che mi ha portato a scrivere il mio primo libro dal titolo: “Nulla è come sembra” (Kimerik Edizioni), è stato un fatto di vita che mi ha letteralmente investito, facendomi perdere tutto ciò che avevo costruito fino a quel momento: lavoro, matrimonio, affetti e casa. Dopo questo mio primo romanzo, scritto quasi alla velocità della luce, è arrivato: “L’uomo che ero” (Butterfly Edizioni), perché ormai lo scrivere è diventato parte di me, ho scoperto un mondo bellissimo che fino ad allora era rimasto solo latente dentro di me, ad attendere il momento giusto per manifestarsi. Così, ora scrivo perché mi piace e mi diverte. E’ come se vivessi due vite contemporaneamente: quella reale e quella del protagonista del racconto a cui sto facendo prendere forma. Trovo che questo solo fatto meriti il mio dedicare ore (soprattutto notturne) alla scrittura. Qual è stato il tuo percorso? Il mio è stato e continua a essere un percorso da autodidatta: ho cercato nel web i siti delle Case Editrici e ho scelto a quali avrei spedito il mio manoscritto una volta completato, riletto e corretto e quindi fatto leggere ad alcuni amici fidati che mi sapessero formulare critiche costruttive in merito. Dopodiché, un’altra rilettura, qualche altra sistemazione e l’ho inviato a ben quarantadue Case Editrici. Poi, la lunga e estenuante attesa delle risposte. Mentre con il primo manoscritto mi sono affidato a quegli editori che mi rispondevano per primi (escludendone uno a priori di cui non faccio il nome), per il secondo ho deciso di attendere pazientemente per quasi un anno. Così facendo, mi sono arrivate ben dodici proposte di edizione, di cui undici prevedevano un contributo variabile dai 1000 ai 4000 euro a carico dell’autore, mentre la dodicesima che non chiedeva nulla.Inutile dire che ho scelto di pubblicare proprio con la Casa Editrice che non ha chiesto alcun contributo economico per pubblicare il mio romanzo, la Butterfly Edizioni. Per me, questa opportunità rappresenta già una “vittoria”, perché significa che il mio manoscritto è stato letto da un editore a cui è piaciuto e crede che la mia storia sia meritevole di un suo investimento economico per la pubblicazione, così come dovrebbe essere per tutti. Di cosa tratta la tua pubblicazione? “L’uomo che ero” racconta temi importanti per l’evoluzione umana attraverso la riscoperta dell’amore per tutto e per tutti. In chiave di romanzo ho voluto affrontare argomenti per molti ancora del tutto sconosciuti: parlo di sincronicità, di comunicazione a livello del cuore, di intuizioni, della visione dell’aura, di viaggi al di fuori del corpo e di fisica quantistica. Una parte importante l’ho dedicata alla visione di Kryon, un operatore di luce canalizzato da non più di tre persone al mondo.Ambientato a Venezia, città che conosco bene, affronta temi come quelli che ho sopra citato perché mi stanno particolarmente a cuore e io stesso ho potuto approfondirli nell’arco di più di vent’anni di pratica e di buone letture al riguardo. La storia d’amore che s’instaura fra i due protagonisti del libro, Lisa e Lorenzo, contribuisce a rendere la lettura semplice e piacevole, nonostante l’importanza delle tematiche affrontate e quindi penso possa essere adatta a tutti.Come nasce un tuo scritto? Da dove trai gli spunti? Il romanzo nasce da cose che ho vissuto in prima persona e da altre di cui ho potuto apprendere attraverso le mie letture: “La Profezia di Celestino” di James Redfield, “Il Libro Tibetano dei Morti”, Osho, Kryon, William Buhlman, Yogananda, Krishnamurti e altro, molto altro ancora. Cosa pensi dei concorsi editoriali? Hai mai partecipato? Penso che rappresentino una buona occasione e dovrebbero essere a partecipazione gratuita. Diffido sempre e comunque di quei concorsi dove venga chiesta una quota d’iscrizione. Personalmente, ho partecipato a un solo concorso, ma l’idea che me ne sono fatto è che, comunque vada la selezione, se vengono date agli interessati valide risposte sul parere negativo riferito alle loro opere, spiegandone bene le motivazioni, possano essere considerati come test di verifica e insegnare molto ai neo-scrittori. Mi spiego meglio: potrebbe essere anche visto come un momento di crescita. Se, viceversa, scartano semplicemente la mia opera senza alcuna spiegazione, questo è un concorso che non mi ha restituito niente, a parte l’umiliazione per il rifiuto ricevuto. Una soddisfazione? Certo! Il solo fatto che il mio romanzo sia stato pubblicato da un editore non a pagamento è per me una grande soddisfazione.Poi, chi ha letto il mio romanzo mi ha rivolto apprezzamenti dei quali vado molto fiero.Il più bel complimento che io possa ricevere è quando un lettore mi dice che, una volta iniziato a leggere il mio romanzo, non riesce più a posarlo sul comodino e spegnere la luce per riprenderlo fra le mani un altro giorno. Ecco, questo mi rende davvero felice. Qualche sassolino nella scarpa? Solo uno: mi spiace molto che tutti i grossi editori non tengano in minima considerazione noi cosiddetti “esordienti”. Sono convinto che molto spesso si perdano delle buone opportunità e contemporaneamente non le diano a chi invece sarebbe in grado di raccontare molto e bene. Sogni nel cassetto? Diventare uno scrittore famoso? Be’, sì! In fondo penso che tutti vorrebbero questo. Rimanendo con i piedi per terra, mi piacerebbe molto che il mio libro venisse letto, magari del tutto casualmente, da un editore che lo aveva scartato senza nemmeno leggerlo e si rendesse conto che non ha pubblicato un buon romanzo. Utopistico anche questo? I sogni non devono avere limiti, altrimenti che sogni sarebbero? Credi nell'editoria Italiana? Credo che il sistema editoriale italiano sia in mano a pochi editori famosi e che tutto il resto fatichi moltissimo per affermarsi, si tratti di un piccolo editore o uno scrittore esordiente che si è affidato ad esso. E’ indubbio che chi detiene il potere economico padroneggi il mercato. Chi non ha mai approfondito questo tema perché è un semplice lettore, non riesce nemmeno a rendersi conto; se entra in libreria trova sempre e solo libri di importanti Case Editrici e null’altro e quindi, la sua scelta è comunque limitata e orientata a queste pubblicazioni che non è detto siano le migliori. Quali sono i tuoi progetti futuri? Come dicevo, scrivere ormai fa parte di me, quindi ho in progetto di scrivere un altro romanzo. L’idea è nella mia testa e non devo fare altro che scriverla. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Martina Galvani]  

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