Progetto Almax

15112015

2013 Agosto - Scrittore - STEFANO MASSARI

Ciao Stefano, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura? Cercando uno strumento con cui introdurmi nell’opera del mondo e degli uomini – uno strumento in grado di entrare in sincronia con la vita e le sue mutevoli forme - capace di condurmi all’interno dell’ininterrotta necessità di dialogare con i destini – individuali e collettivi . molto presto mi sono accorto che i segni che d’istinto tracciavo disegnavano un mondo che vedevo e sentivo solo io . cercavo intorno a me parole e spiegazioni che nessuno pronunciava mai . mi convinsi che quelle parole erano come segreti . non capivo ma intuivo che questi segreti esigevano una prosecuzione – uno scontro - una risposta – forse una confessione . davvero non lo so . allora mi appassionai alla parola –  come forma –  segno – suono – conoscenza . il ritmo rituale della preghiera mi sconvolgeva – le capacità di persuasione - di scoperta del mondo – di conflitto e di pace  fra individui  e comunità – ecco queste capacità della parola mi sconvolgevano . e ho trovato nella poesia l’unico ‘luogo’ adeguato dove manipolare misurare e partecipare a questa forza. Percorso artistico? Due stelle polari sin dall’inizio : bisogno assoluto di verità e libertà . in realtà ho cominciato a scrivere per odio . per odio del dolore – qui entrerei in un biografismo troppo personale e sarebbe lunghissimo e poco interessante – basti dire che solo con la scrittura riuscivo a trasformare questo male – che certo non era solo odio – ma  groviglio complesso di fatti – sentimenti – desideri e consapevolezze  . scrivevo quasi per confessarmi  e scrivevo infuriato - buio e durissimo – per sopravvivere e restituire un senso a tutto quello che accadeva dentro e intorno a me . la scrittura mi comandava di caricarmi addosso tutto questo male - non solo il mio . perché non esiste il bene se non lo si condivide – altrimenti non è bene ma altro – potere per esempio – ma col potere si resta soli e si diventa succubi e commedianti - e questo è sempre stato il peggiore dei destini per me. poi è arrivato lo studio – è arrivata la ‘cultura’ . l’incontro con il primo libro di poesia che mi ha segnato profondamente l’ho avuto all’età di 15 anni circa : millimetri di milo de angelis . mi ricordo che fu un’esplosione immediata . da lì si è aperta una strada infinita di letture – scoperte – rapporti – soprattutto all’inizio con autori non italiani . molta della mia lingua poetica è nata nell’italiano delle traduzioni poetiche . con pazienza e tantissimo lavoro ho costruito il mio modo di leggere la poesia .  per un poeta è più importante saper leggere la poesia più che scriverla. Di cosa trattano le tue pubblicazioni? Ho scritto tre libri di poesia . ricordo parola per parola da dove viene ogni verso – ogni immagine – ogni sentiero . ma non importa . non so dire di cosa trattino . il libro è un corpo – una parte di te che restituisci definitivamente al mondo – deve andare per la sua strada e tu devi fare spazio a quella parte di mondo che deve ancora entrare in te . quindi la domanda non posso accoglierla in senso generale - se non addosso a ognuna delle parole che compongono i miei libri. Come nasce un tuo scritto? Da dove trai gli spunti? Io non ho mai intenzioni in poesia . quando scrivo – se scrivo - tutto parte dall’ascolto dell’esistente – è un ascolto intensificato – concentrato – quasi contemplativo a volte – non è indotto – non è un gesto ‘culturale’ è un’attitudine dettata da una necessità (quella di cui sopra) – è come un muscolo – arrivo davanti a risposte o domande che devo indagare – sentimenti o pensieri che sento generativi di qualcos’altro e devo andare in profondità – non esistono l’illuminazione o l’ispirazione – sono cazzate . quando accade mi accorgo che il mio corpo tutto è in ascolto. il mio corpo reagisce e genera  suono e poi ritmo – penetra lo strato di coscienza – convoca un pensiero o un sentire rispetto a qualcosa di me che si sta probabilmente muovendo dall’interno verso l’esterno. qui comincia il lavoro –  … che non è un flusso ipnotico ispirato – quelle sono puttanate - bensì un’opera di costruzione lenta paziente di collegamento - trascrizione - correzione e organizzazione del linguaggio - per arrivare a una forma conclusa che conservi intatti tutti i segni e i semi di quella prima ‘percezione’ o intuizione. Tutto deve poi essere ricondotto a un’autenticità non confortante dell’esperienza che ha generato quel testo.  Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Tutto il male possibile . ne ho fatti alcuni – anche con risultati molto positivi – ma ho smesso prestissimo . ho provato a organizzarne uno io – lo volevo diverso – poi mi sono accorto che alla fine le dinamiche sono sempre quelle in questo mondo dominato dalla competizione come unica strada di narcisistica affermazione di sé – allora ho smesso anche lì. Non ho problemi con la competizione – ma credo che sia energia che vada canalizzata e inserita in uno scenario più ampio - dove l’affermazione di sé non è fine a se stessa e a qualsiasi costo . non contano le carrierine letterarie conta solo la poesia . la poesia è linguaggio e il linguaggio è patrimonio universale – è bene umano superiore a qualsiasi narcisistica compulsione autoreferenziale da artista . la fregatura è che l’energia del narcisismo è un’energia necessaria all’artista per procedere – e questo è giusto ma è un’energia da cui non deve farsi possedere definitivamente – altrimenti muore . e di morti in questo senso ne vedo ogni giorno parecchi – in tv – sui giornali – etc.. quasi tutta l’arte e la scrittura che conta oggi è cosa morta. Una soddisfazione? Tantissime . soprattutto il fatto di aver conquistato da libero i miei pochi e discutibili meriti senza ‘scorciatoie’ . uno per uno . con il lavoro - il rigore assoluto e la capacità di mettermi ancora in discussione - cosa che non ostento mai e me ne scuso se lo faccio adesso – perché in fondo sono cazzi miei – ma mi rende fiero il fatto che riesco a leggere – a indignarmi – a non piegarmi fuori da convenienze e amenità simili . interpretare mi permette di leggere e interpretare il mondo con molta chiarezza. Sassolini nella scarpa? Quando ho qualcosa da dire la dico subito . quindi non ne ho . tengo fede ad alcuni valori guida che ho radicati dentro – e cerco di governare la mia barchetta prendendomi cura e lottando per le persone che amo e per le idee che ritengo valide per il bene comune . quindi sono molto dentro la mia strada e me ne sbatto dei vari show-business di qualunque natura essi siano. Sogni nel cassetto? Un’infinità . il principale è che i miei figli riescano ad avanzare in questo mondo liberi interi e consapevoli . poi che mi possa liberare delle ultime pastoie che mi tengono ancora bloccato in quotidianità assurde e schiaccianti . ma ce la farò . ne sono certo – riuscirò a vivere come voglio io .. che è proprio quella dimensione che non conosco ancora pienamente .. vale dire non so cosa significhi: come voglio io ... ed è proprio questo che mi entusiasma e mi permette di non sprofondare nell’abisso. Abisso che assedia tutte le nostre vite. Credi nell'editoria Italiana? mah… in gran parte l’editoria italiana è una specie di merdaio amministrato da pochi potenti con i loro ottusi servetti travestiti da manager o editor o altre stronzate del genere che producono in serie e costruiscono in laboratorio ‘scrittori’ personaggio con libri molto spesso brutti e nei casi migliori ‘trasparenti’ . gente fuori dalla realtà che si occupa di marketing e costruisce librerie multitasking – supermercato . è una situazione bloccata e grottesca . anche un po’ noiosa ... credo nei poeti invece – negli artisti – negli scrittori – in quelli soprattutto che si muovono rispondendo solo ed esclusivamente alle proprie istanze creative e alla ricerca continua di un interlocutore con cui intrecciare un dialogo vero e non finalizzato a priori verso qualsivoglia missione evangelica- educativa – sociale – politica . credo nelle ‘anime’ onestamente parlanti di Sé dentro questo mondo o dentro l’ipotesi di mondo per cui vivono. il resto è veramente tutto ormai un falso problema per me. faccio poesia . non me ne frega niente del mercato e degli editori. il mio rapporto con il ‘libro’ e con le persone a cui mi rivolgo facendo ‘arte’ è di altro genere . non cerco ‘pubblico’ cerco persone – cerco il mondo – cerco me stesso  tento di tracciare un sentiero sensato dentro tutto questo incasinato e magnifico disegno dell’esistente. Progetti futuri? Prepararmi come si deve al mio addio – ci vorrà tempo credo… poi più materialmente sto cominciando un altro libro di poesia . davvero stavolta sarà l’ultimo. dico così tutte le volte… vedremo. poi diversi progetti documentari – mi occupo anche di video  con la stessa intensità che mi coinvolge in poesia anche se per sentieri di ricerca diversi. Sto lavorando anche a idee di allestimenti miei con foto video e suono. ci sto lavorando da parecchio tempo ma non trovo ancora il varco. Sono  vicino lo so. ma risorse e tempo scarseggiano. vedremo. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

 

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