Progetto Almax

15112015

2013 NDicembre - Scrittore - STEFANO MICCOLI

Ciao Stefano, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura? Grazie a un amico. Avevo una storia in mente da un po’, ma credevo che per scrivere servisse chissà quale licenza specifica. Poi ho scoperto che questo mio amico scriveva, che in moltissimi lo fanno e mi sono detto: perché non provarci? Ho iniziato così, a diciannove anni, e non mi sono più fermato.Quando hai capitodi voler scrivere romanzi fantasy? Come lettore non sono solito fare preclusioni di genere, ho letto e leggo un po’ di tutto. La storia che avevo in mente comunque era fantasy, per cui… diciamo che non ho avuto difficoltà a capirlo. Un giorno mi piacerebbe scrivere un romanzo storico, un giallo storico, magari. Secondo te a cosa è dovuta la passione del pubblico per questo genere letterario cheanche tu rappresenti? Credo che il fantasy sia il genere che più di tutti permette al lettore di evadere dalla quotidianità, di staccare la spina dei problemi, delle tensioni, della noia e della routine e di volare con la mente in un mondo fantastico, ma non per questo inverosimile. Sono infatti fermamente convinto che anche un’opera fantasy sia in grado di trasmettere e lasciare qualcosa, difar riflettere il lettore. Da dove trai gli spunti per un tuo scritto? A chi o a cosa devi la tua ispirazione? Quello che leggo e vedo in tv aiuta. Ma ho smesso di leggere libri fantasy quando ho iniziato a scrivere, proprio per evitare di essere troppoinfluenzato da altreopere. L’ispirazione arriva dal nulla e quando lo decide lei, non è dovuta a niente o nessuno in particolare. Cosa pensi dei concorsi letterari? Hai maipartecipato? Bisogna operare un distinguo,a mio avviso. Ci sono concorsi letterari che possono essere un  buon trampolino di lancio e offrire una certa visibilità, altri che lasciano il tempo che trovano. Io ho partecipato solo a un concorso locale, qualche anno fa.Una soddisfazione avuta come scrittore? Sapere che il mio romanzo d’esordio sta registrando buone vendite, presentarlo in diverse località d’Italia e ricevere complimenti da persone sconosciute. Reputo queste belle soddisfazioni per un esordiente. Sassolini nella scarpa? Tutti abbiamo i nostri detrattori, non si può piacere a tutti, è una cosa che so e che accetto. Ma dopo i complimenti e gli attestati di stima ricevuti, magari qualcuno si sarà ricreduto sulle mie capacità.Credi nell'editoria Italiana?Non tanto, in verità. Mi reputo fortunato, poiché la mia Casa Editrice, Montag, pur essendo piccola, è molto seria. E la serietà è una virtù rara al giorno d’oggi. Tanti piccoli editori sono soliti fare proclami, e assicurano mari e monti a un esordiente, pur sapendo di non disporre delle risorse adeguate per poter tener fede alle promesse. E magari chiedono anche di pagare uno sproposito. Non è così che dovrebbero andare le cose. E i colossi editoriali dovrebbero essere più attenti e aperti nei confronti dei giovani autori. Gli scrittori validi nel nostro Paese ci sono. Quello che spesso manca, in questo come purtroppo in altri campi, è un’opportunità.Quali sono i tuoi progetti futuri? Sta forse arrivando un altro tuo romanzo? L’uscita del mio secondo romanzo, seguito di quello uscito un anno fa, è prevista per la primavera del duemilaquattordici. Una curiosità: essendo un fantasy,potremmo ritrovare alcuni personaggi a cui abbiamo detto addio nel primo libro? Alcuni torneranno, sì. Ma forse non nel modo che il lettore si aspetta. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto eStima.  [Intervista di: Martina Galvani]

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