Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Poeta - GIUSEPPE GUIDOLIN

ALMAX MAGAZINE

Ciao Giuseppe, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura? La passione per la scrittura e in particolare per la poesia nasce sui banchi di scuola durante l'adolescenza, leggendo e apprezzando i versi di poeti come Leopardi, Garcia Lorca e Ungaretti in cui, per sensibilità, intimamente mi riconoscevo e identificavo. Che cosa ti ha spinto a scrivere? Raccontaci un po' il tuo percorso personale. L'età adolescenziale è un po' per tutti una fase di trasformazione delicata e complessa, un momento di ricerca e di definizione della propria identità che talvolta può determinare una frattura e un conflitto interiore con il mondo esterno. In quel periodo la scrittura era quasi un'esigenza, una dimensione che suppliva e colmava in qualche modo un divario che percepivo dentro, sedando l'apparente 'dismisura' esistente tra la dimensione dei sogni, ideali e aspettative di vita che nutrivo e il senso concreto di inadeguatezza e inquietudine che la realtà sembrava impormi. Come definiresti lo stile dei tuoi componimenti ? Ho maturato uno stile poetico sobrio ed essenziale, introspettivo e intimista, in cui l'esercizio riflessivo sulla parola diviene strumento di consapevolezza e presa di coscienza di sé. Un modo per analizzarsi e riconoscersi in profondità lasciando progressivamente emergere l'originalità e specificità del proprio personale legame e rapporto con la realtà del mondo. Amo per questo la poesia e la scrittura che sanno tramutare la parola in magia evocativa, in espressione visionaria ed emozionale del mistero della coscienza umana, perennemente alla ricerca di un punto d'equilibrio tra Cielo e Terra, di un luogo d'armonia all'interno della Creazione. Ci sono alcuni autori che più di altri ti hanno attratto e coinvolto influenzando Il tuo modo di fare poesia? Sicuramente sin da giovanissimo mi ha influenzato e ispirato parecchio la poesia di Garcia Lorca oltre all'esperienza poetica della scuola ermetica italiana del '900. Non a caso Giuseppe Ungaretti figura tra i miei autori principali di riferimento. In seguito ho appreso e imparato molto anche dall'immediatezza e profondità dei componimenti Zen giapponesi e di certa parte della tradizione letteraria orientale. In particolari da figure poetiche per me esemplari come Tagore e Rumi. So che hai prodotto alcune raccolte .. come sei arrivato a pubblicare i tuoi libri? Hai mai partecipato a dei concorsi letterari? Il mio esordio in questo senso è stato abbastanza fortuito. Devo dire che la frequentazione di Premi e Concorsi letterari apre sotto questo aspetto qualche porta in più ed è stato proprio partecipando negli anni '90 ad alcuni concorsi di poesia che ho potuto per la prima volta inserire alcune mie composizioni in riviste e opere antologiche, vedendo pubblicata la mia prima raccolta di poesie, intitolata Il Sogno sepolto. Negli anni successivi, grazie ai nuovi contatti, sono seguite altre sillogi, come Effetto farfalla, Sizigie e Fuga a Samarcanda, sino all'ultima raccolta uscita alla fine del 2010, intitolata Farfalle nello stomaco. Puoi parlarci un po’ dei temi dominanti, ispiratori delle tue raccolte poetiche? Ogni singola raccolta è l'espressione di un particolare, simbolico e metaforico viaggio interiore attraverso la realtà quotidiana. I temi evocati sono spesso l'amore, il sogno, la ricerca di un senso comune che leghi vita e morte, il desiderio innato d'armonia, sempre filtrati dal registro e dallo specchio immanente e visionario della coscienza che osserva. Nell'intima consapevolezza che qualsiasi parola poetica, per quanto ispirata ed elaborata, non sarà forse mai in grado di descrivere compiutamente la verità ultima della vita e l'intimo enigma del mondo ma potrà comunque intravedere delle forme al di là del velo che li avvolge, cogliendo il senso di smarrimento o di stupore del pensiero di fronte alla loro infinità e immensità. Quali sono le linee essenziali della tua poetica e del tuo modo ti porti di fronte alla scrittura? La poesia per me è proiezione nell'Universale, immersione in quel particolare microcosmo di emozioni, sensazioni e percezioni che nell'esperienza quotidiana richiama ed evoca una dimensione olistica di intima appartenenza dell'Uomo a tutto ciò che lo circonda. Il Poeta, per definirsi tale, deve dunque esaltare l'aspetto eccezionale della realtà, circoscrivere con forza gli angoli di sublime o tragica straordinarietà dell'esistenza ordinaria. La conoscenza poetica non può mai tuttavia afferrare e rinchiudere la verità in un concetto assoluto ma solo circondarla e salvaguardarla. Ogni poesia custodisce e coltiva per questo un segreto, attinge a un mistero che necessita di esprimersi come tale. Il suo ambito è il mondo del simbolo, in cui l'invisibile si rende visibile velandosi. Prediligo quindi una poesia 'aperta' ad una varietà e molteplicità interpretativa in cui l'elemento trasmesso venga volutamente sospeso e trattenuto e in cui il dato formulato emerga parzialmente cifrato e criptato, esigendo d'essere decodificato e declinato per intero dal fruitore del messaggio stesso, in base alla sua propria e peculiare sensibilità. Indicativamente, quante copie dei tuoi libri sei riuscito a vendere nel tempo, comprendendo librerie e store online? Hai fiducia nell'editoria italiana? Le vendite online e in libreria purtroppo non sono mai state troppo cospicue .. si sa, a parte poche eccezioni di libri di poesia in Italia se ne vendono abbastanza pochi, ma questo dipende anche dalla qualità dei servizi e supporti messi a disposizione dall'editore che pubblica. L'offerta sotto questo aspetto è abbastanza variegata e diversificata, più o meno conveniente e vantaggiosa per l'autore. Se si ha a che fare con piccole case editrici, come spesso avviene, occorre osservare che la distribuzione e la promozione non possono essere così capillari ed efficaci, talvolta sono prevalentemente od esclusivamente a carico dell'autore stesso che non sempre purtroppo è in grado da solo di pubblicizzarsi e farsi apprezzare adeguatamente. A parte la pubblicazione su carta, pensi che Internet possa avere un ruolo crescente e determinante per la diffusione e divulgazione della poesia ? Se sì, ritieni che il supporto cartaceo sia destinato in futuro a perdere valore? Dal punto di vista della creazione, produzione, promozione artistica e letteraria Internet apre sicuramente nuovi, interessanti e promettenti scenari. Oggi la rete è diventata un potente oltre che incisivo e innovativo strumento e veicolo di libera informazione e conoscenza, di comunicazione e circolazione di idee e creatività che va adeguatamente e intelligentemente sfruttato e incoraggiato. Un mezzo attraverso cui la parola scritta in tutte le sue espressioni ha la possibilità di espandersi e diffondersi indistintamente da e verso tutti, senza più quei vincoli, limiti o ‘dazi’ che una parte dell’editoria tradizionale e cartacea per necessità è indotta ad imporre. E di tutto questo ne potrà trarre indubbio beneficio anche la diffusione della poesia. Credo che in futuro il libro cartaceo non sia comunque destinato a scomparire, diverrà forse complementare ad altri sistemi più flessibili e innovativi ma continuerà comunque ad esercitare il suo fascino, a rappresentare un prezioso oggetto 'tattile' da sfiorare, sfogliare ed esplorare piacevolmente. Una curiosità per concludere: hai qualche sogno nel cassetto per un progetto futuro? In questo momento per la verità non ho grandi sogni o ambizioni per progetti futuri, coltivo aspirazioni e prospettive tutto sommato 'normali', o che mi piacerebbe fossero tali .. come per ex. Veder pubblicata qualche mia opera da una prestigiosa casa editrice di richiamo, oppure comporre un testo che possa diventare base e fonte d'ispirazione per il lavoro di qualche altro artista. Mi piace molto la 'contaminazione' e l'interazione tra discipline e forme d'arte diverse, è forse una delle condizioni creative più stimolanti ed esaltanti che si possa vivere. Grazie da Almax Magazine per la Cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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