Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Poetessa - VERONICA LIGA

ALMAX MAGAZINE

Ciao Veronica, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Da quando scrivi poesie? Da quando mi ricordo… anzi, prima! Le mie primissime “opere” furono trascritte dai miei genitori, dopo da grande le ho lette :) Erano una specie di filastrocche del tipo: “La mosca vola sul fiume, nell’erba si nasconde una rana” – in russo facevano rima :) Attualmente scrivi in italiano però. È difficile? Per niente, al contrario. Trovo naturale scrivere nella lingua in cui comunico, penso, “esisto” al momento. Ad aprile-maggio ho fatto una rimpatriata, ed ho scritto qualcosa in russo. Durante una stagione a Passo Tonale, lavorando con i turisti inglesi, scrivevo in inglese. Personalmente vedo le poesie come “figlie naturali, partorite senza dolore” (citando me stessa). Ciò che ti viene difficile, forzato – risulterà altrettanto forzato e goffo. Chiedi aiuto a qualcuno per aggiustare le tue poesie? Signori… io come lavoro faccio l’interprete! ;) La tua anima però resta russa.. L’anima non ha nazione, per come la vedo io. Parlerei semmai delle radici culturali – e le mie sono da ricercare in una città internazionale ed occidentale qual è San Pietroburgo. Altro discorso è la formazione: in effetti, ho studiato a fondo i grandi scrittori russi – alcuni conosciuti e stimati in Italia, altri purtroppo no – ed indubbiamente mi hanno influenzato. In che modo? Riguardo al contenuto – direi, in parole povere, un’intensa ricerca spirituale. Riguardo alla forma – l’utilizzo della rima e della metrica che Russia si rispettano quasi sempre, mentre in Italia sono praticamente abbandonate. Forse perché l’italiano è più musicale, “suona bene” anche così? Non sei d’accordo sul fatto che la rima sia limitante e vincolante per il pensiero? Vale lo stesso discorso che ho fatto per le lingue. Per me nella poesia ha ragione di esistere solo ciò che viene naturale. Scrivo in rima quando mi viene così! È un processo – passatemi il termine – quasi mistico! Le strofe arrivano come una musica, e poi mi rendo conto che hanno pure un senso – un senso che non avrei trovato razionalmente! A proposito della musica – che effetto fa sentire le proprie poesie musicate? La parola “FANTASTICO!” non rende l’idea! Vedere ciò che hai generato dal profondo del tuo essere, diventare a sua volta fonte di ispirazione per una nuova creatura.. Ecco, mettiamola così: se le poesie sono figlie, allora le canzoni cono… nipotine :) Come hai conosciuto Almax ed il suo progetto? Per un puro caso: tramite i contatti comuni di facebook. Quando si dice “Sua Maestà il Caso”! Alessia (Almax) arrivò nella mia vita al momento giusto – la sua vitalità mi aiutò a superare una profonda depressione in cui mi trovavo all’epoca, e per questo le sarò per sempre grata! Cerco di ricambiare il favore con la mia collaborazione ed amicizia ;) Sei sempre stata contenta delle “nipotine”? Devo dire di sì! Continuando il paragone, diciamo che non sono mai uguali alle “figlie”: prendono anche dall’altro genitore, ma è questa la bellezza :) Forse finora sono stata fortunata, cmq. il loro “aspetto” a volte lo trovavo inaspettato, ma mai deludente. È interessante invece che non tutti i miei lettori hanno sempre accettato le canzoni di buon grado. Significa che la loro personale interpretazione di quelle poesie, era diversa da quella dei compositori. Questo dimostra che ognuno ha la propria percezione, in effetti gli autori sono sempre 2: colui (lei) chi scrive e chi legge. Almax ha musicato 2 tue poesie che parlano una dei demoni, l’altra di Fata Morgana. Sei sempre così “mistica”? Non credi che oggi la poesia dovrebbe avere una posizione sociale? Parlano in realtà dei rapporti e dei sentimenti umani, usando come metafora questi archetipi (che piacciono molto alla “tenebrosa” Alessia (Almax) ;)). Politicamente sono una liberale – contro il totalitarismo, contro le dittature, contro il modo di trattare le persone come dei “dadi di un meccanismo”. Massimo rispetto per un individuo – con i suoi pensieri, le sue scelte di vita, la sua realizzazione. E nella scrittura – rivolta alla Persona e non alle folle – resto coerente con la mia posizione. Inoltre ci tengo alla meritocrazia, all’onestà, alla serietà. Quindi non propongo delle grandi soluzioni, non fingo di avere le competenze che non ho. Ma qualcosa sì che posso farlo: consolare, far sentire capito, caricare, tirare su – ma pure scuotere, spingere a pensare… Sfidare l’alienazione e l’indifferenza. Diceva Howard Thurman: “Il mondo ha bisogno delle persone che si sentono vive”. Ecco, vorrei che la mia poesia facesse sentire vivi! Intanto di certo fa sentire viva me! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax

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