Progetto Almax

15112015

2012 Dicembre - Scrittore - SALVUCCIO BARRAVECCHIA

Ciao Salvuccio, ti ringraziamo per  la  tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Ciao Alessia per me è un vero piacere essere qui ed aver ricevuto il tuo invito. Come ti sei avvicinato alla scrittura?Sono stato sempre un tipo abbastanza curioso sopratutto nei riguardi dell'Arte. Sono stato e sono tutt'ora un grande sognatore in una realtà sociale dove tutto mi sta stretto. Io partirei proprio da questo preciso punto, infatti secondo me è questa mia sensibilità che crescendo mi ha portato a scrivere un qualcosa che crei armonia tra me e i miei stessi limiti. Da qui è nato l'amore per la scrittura e di conseguenza il renderla viva dentro di me. Il tuo percorso? Non sono un tipo che sta con le mani in mano e nemmeno uno che si mette in fila e ben coperto. La mia crescita sia creativa che spirituale ha bisogno di continui stimoli, infatti non faccio mai nulla che possa bloccarla. Ti faccio un esempio: Nella società di oggi è più facile avere tutto e subito, oggi come tu ben sai vanno avanti quelle persone conosciute tramite genti ben visibili e rispettate. Ecco... per me una situazione del genere bloccherebbe le mie emozioni, io ho bisogno di vivere anche gli errori senza chiedere niente a nessuno. Il bello viene dopo... perché da quell'errore posso riscoprire una parte di me che magari non conoscevo e quindi da lì può nascere la poesia, un sorriso oppure una carezza nel cuore. La mia vita è stata sempre travagliata anche perché il mio modo di pensare è stato sempre controcorrente. Sopratutto nel mio lato artistico infatti il mio animo è sempre irrequieto e mi porta sempre a rielaborare concetti che riguardano l'amore, la società e la libertà. Peace & Love... heheheh ... Cosa ne pensi dei concorsi poetici? Si li ritengo utili, ma solo se presieduti da un presidente con tanto di merito e titoli culturali ed a sua volta da una giuria suddivisa per sezioni ma sempre con tanto di titoli e riconoscimenti nell'ambito del mondo della cultura. Se mancano questi elementi è inutile fare un concorso... Occhi aperti ! Si... tempo fa ho partecipato al III premio internazionale d'arte EuropClub regione Sicilia e sia con l'opuscolo “La Poesia dentro e fuori” La Moderna ed. che con “La Divina Ironia” ho vinto la Menzione d'Onore nazionale. Credi nell'editoria Italiana? Io quello che posso consigliare a tutti gli scrittori emergenti, è di proporre inizialmente le loro opere inedite a dei concorsi seri, come dicevo poc'anzi, perché se si riesce a coronare il proprio sogno, l'editoria diventa una conseguenza. Certo la grande editoria molte volte cerca il profitto, ma c'è ne sono altre che ancora oggi cercano la novità, pochissime d'accordo, bisogna faticare a trovarle. La piccola editoria al contrario è troppo ambigua, nel senso che se non è circondata da persone riconosciute culturalmente valide, si rischia di buttare via i soldi e di rimanere nella stretta cerchia del Tu, Io, Mimmo e Riggio. Logicamente per persone “Culturalmente valide” intendo l'insieme di un percorso Artisticamente valido e premiato nel corso degli anni da altrettante valide persone. L’esperienza che ti ha regalato più soddisfazione? Sentire le mie parole o i miei versi recitati da bravi attori e accompagnati dalle note della chitarra. Quando finisce tutto... è come se avessi regalato una parte di me alla bellezza della Dea Arte. Io personalmente... non finirò mai di ringraziare il Cielo... la Poesia e la Dea Guitar. Qualche sassolino nella scarpa? Si certo... Vorrei togliermi tutte e due le scarpe e tirarle in testa all'invidia, alla lussuria ed a qualche santone di provincia compreso il satanasso di turno! Un sogno nel cassetto? Diventare ricchissimo e così aiutare tanti Poveri! Non sono un comunista... bensì un Altruista Sociale... Il nuovo partito della coscienza. Di cosa trattano le tue pubblicazioni? Le mie due ultime pubblicazioni sono La poesia dentro e fuori e appunto “La Divina Ironia”. Il primo è un pò come fermare il tempo per dare spazio a quella melodia di dialogo interno che ti cresce fino ad esplodere come tanti petali di luna. E poi quando sono lì sul tavolo... ritocco i miei sensi che inconsapevolmente mi avevano abbandonato. La ricerca del proprio Io è importante e solo l'eleganza dell'Arte riesce a sfiorarti le ombre dell'anima. Per quanto riguarda “La Divina Ironia” voglio trascrivere le parole di due persone che leggendolo hanno capito in pieno il mio pensiero e successivamente hanno scritto una recensione e sono Il Cav. Rocco Giuseppe Tassone e la scrittrice Bolognese Mariel Sandrolini... Ecco una parte di quello che hanno scritto: Cav. Rocco Giuseppe Tassone:  “Ma cos'è l'ironia? E' quell'arte di saper sollecitare scientificamente la sensibilità culturale ed umana di ognuno di noi e l'autore è sicuramente riuscito, nella sua opera, a stimolare la coscienza del lettore e farlo riflettere con un sorriso velato di nostalgia ma anche di rabbia. Infatti il Barravecchia nella sua ironia non trascura il richiamo ai drammi della vita reale e la sua voce si eleva a denuncia dei soprusi verso gli uomini e la loro buona fede, verso la natura e i suoi protagonisti”.  La scrittrice Mariel Sandrolini, invece, si è espressa esattamente così: “Era tanto tempo che non leggevo un libro che destava nel mio animo così tanto interesse e attenzione. Salvuccio Barravecchia con "La Divina Ironia" c'è riuscito! E' un lessico nuovo, innovativo, un vero poema letterario a cui accosto l'autore all'umorismo del grande Pirandello. La sua forma poetica analizza e decanta in riflessi ironici i temi fondamentali della vita. Nel libro di Salvuccio c'è tutta la sua arte creativa, sdrammatizza temi cruenti e li fa apparire come fatti del tuo quotidiano alleggerendoti il cuore dalle angosce. Anche la parte in rima è fantastica: Come voce in un sibilo ricerca la voglia di pensare. Il pensiero si slega in un sottile pregio... capisce dove sono gli schemi distaccandosi...” Penso che hanno detto tutto, comunque sono contento che il mio libro stia cominciando ad essere apprezzato. Hai mai pensato di scrivere un romanzo? Se fosse, su cosa verterebbe ? Si... vorrei fare un romanzo sulla politica e il perché è sempre lo stesso; uno sulla meritocrazia che non esiste ed infine uno sul perché l'uomo è così masochista da farsi tanto male.. ehehehe potrebbe essere la nuova Odissea. Facciamo una cosa... io scrivo quello che penso poi saranno gli altri ad identificarlo. Progetti futuri? Quelli non mancano... ma bisogna sempre migliorarsi... Penso proprio di continuare con il teatro, la poesia e tutto quello che mi possa emozionare. Io voglio arrivare al punto che un giorno quando scriverò l'ultimo rigo della  mia Arte... e quindi... quando passerò a miglior vita, sarò soddisfatto almeno con me stesso. Ehhehehe... vuoi sapere che ne farò della penna? Quella la lascerò ai miei figli...  Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. Grazie a te e a presto... ciao. [Intervista di: Alessia Marani – Almax

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