Progetto Almax

15112015

2012 Dicembre - Scrittrice - JOLANDA BUCCELLA

Biografia dell’autrice Jolanda Buccella nasce a Oliveto Citra (SA) il 28 giugno del 1980 dopo aver frequentato il liceo linguistico di Campagna (SA) scopre la sua passione per la scrittura e la pittura. Attualmente vive a Milano per motivi di lavoro, ha una famiglia numerosa che adora ma lei è single per scelta degli altri, è un’accanita lettrice di romanzi latino americani, dipinge. quadri astratti per sfogare tutte le sue emozioni negative e nel tempo libero ama cucinare i piatti della sua terra, andare al cinema e seguire il calcio, essendo una tifosa sfegatata del Milan. Fortuna, il buco delle vite edito da Ciesse edizioni è il suo primo romanzo, con il quale spera di regalare ai lettori una parte delle emozioni che ha ricevuto lei scrivendolo.

Ciao Jolanda, ti ringraziamo per  la  tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come Ti sei avvicinata alla scrittura? Credo che non ci sia un momento preciso in cui mi sono avvicinata alla scrittura, è una passione che ha sempre fatto parte di me e che nel tempo ha assunto sempre di più un’importanza fondamentale nella mia vita. Il tuo percorso? Fortuna, il buco delle vite è il mio primo romanzo. Ho cominciato a scriverlo nella lontanissima estate del 2007 ed ha assorbito quasi cinque anni della mia esistenza fino alla sua pubblicazione che è avvenuta a luglio del 2012. Di cosa tratta la tua pubblicazione? Fortuna, il buco delle vite è la storia di una quarantenne che per amore del suo compagno, un affascinante medico ruandese, decide di lasciare l’Italia per trasferirsi in Ruanda a pochi giorni dall’inizio del genocidio dei tutsi dell’aprile del 1994. Le intricate vicende del destino la condurranno a vivere i suoi ultimi giorni in una squallida prigione dove ripercorrerà il complicato cammino delle sue vite passate, perché in realtà Fortuna non è il  vero nome della protagonista del mio romanzo, prima di avere questa identità ha prestato il suo volto e le sue emozioni ad altre due donne molto diverse tra di loro, prima alla giovane. Rizzutelli una ragazzina con i capelli rossi come l’inferno e una brutta malformazione alla colonna vertebrale e poi a Piccoletta una fragile e indifesa barbona che è costretta per un lungo periodo a sopravvivere per le strade di Roma… il resto della storia dovrà scoprirlo il lettore. Cosa ne pensi dei concorsi poetici? Fino a questo momento non ho ancora mai partecipato a un concorso letterario, però credo che sia molto utile per un autore emergente che vuole far conoscere al pubblico la sua opera. Credi nell'editoria Italiana? Se non ci avessi creduto, probabilmente Fortuna sarebbe rimasta in un cassetto. Sicuramente è difficile entrare in una casa editrice come la Mondadori o la Rizzoli, ma se alla base c’è talento, volontà e tenacia allora niente è impossibile. L’importante è affidarsi sempre a persone capaci e che non chiedono contributi per la pubblicazione. L’esperienza che ti ha regalato più soddisfazione? Per me è stata una grandissima soddisfazione, sapere che il mio romanzo è stato scelto tra i tanti che ogni giorno arrivano nella redazione della Ciesse edizioni di Padova, la casa editrice che mi ha offerto il contratto di pubblicazione, per la sua originalità e la capacità di emozionare. Qualche sassolino nella scarpa? Fino a qualche tempo fa a questa domanda avrei risposto che la mia sete di rivincita era inarrestabile, oggi dico che mi sento talmente in pace con me stessa e con il mondo che mi circonda che ho quasi dimenticato tutte le persone che mi hanno fatto del male. Un sogno nel cassetto? Adoro sognare in grande… perciò vorrei che Fortuna, il buco delle vite diventasse un lungometraggio diretto da Sergio Castellitto. Hai mai pensato di scrivere un romanzo? Se fosse, su cosa verterebbe? Dopo aver concluso Fortuna, ho avuto bisogno di un po’ di tempo per staccarmi da questa storia che ha assorbito quasi completamente cinque anni della mia vita. E’ stato molto faticoso, ho avuto la sensazione di aver perso una persona cara e di essere costretta a rielaborare il lutto per accettarlo e andare avanti. Ora, a distanza di cinque mesi dalla pubblicazione, finalmente ho la mente libera per cominciare a pensare al mio secondo romanzo. Progetti futuri? Non amo fare progetti a lungo termine, perché tanto poi è la vita che decide per noi. L’unica cosa che mi sento di dire è che mi piacerebbe continuare  a scrivere e riuscire a trasmettere le mie emozioni a chi avrà ancora la bontà di leggermi. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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