Progetto Almax

15112015

2013 Gennaio - Scrittore - GIOVANNI AGNOLONI

Ciao Giovanni, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura?  Grazie a Tolkien. Era il dicembre del 1997, e non avevo ancora finito di leggere Il Signore degli Anelli, che mi venne l'ispirazione per iniziare scrivere il mio primo libro, il saggio Letteratura del fantastico – I Giardini di Lorien, un percorso di parallelismi e suggestioni comparate tra passi tolkieniani e spunti di altri grandi maestri della letteratura universale, soprattutto greci, latini e italiani (libro poi uscito con Spazio Tre nel 2004). Il tuo percorso? Dopo Letteratura del fantastico ho scritto (ma pubblicato solo nel 2010, con Eumeswil) Nuova letteratura fantasy, dove i parallelismi erano tra Tolkien e autori internazionali del Novecento, come Hermann Hesse, Gabriel García Márquez e José Saramago. Il mio “pallino” è sempre stato confrontare il Professore di Oxford con autori non fantasy, ma radicati nel mondo reale, benché ricchi di suggestioni rapportabili a quelle delle sue opere. Perché il segreto è riscoprire il mondo reale: parafrasando Tolkien stesso, evadere per ritornare, non fuggire. Quindi ho scritto e pubblicato (nel 2011, con Galaad Edizioni) Tolkien e Bach – Dalla Terra di Mezzo all'energia dei fiori, dove il confronto era tra i simboli (ovvero gli archetipi) della Terra di Mezzo e i tipi psicologici dei rimedi floreali del Dr. Edward Bach (i cosiddetti “Fiori di Bach”), il tutto su basi junghiane. Intanto, fin dal 2006 circa, come autore inizialmente di racconti, ero confluito nel movimento connettivista (http://poesia.blog.rainews24.it/2011/07/10/i-connettivisti-lavanguardia-italiana), partecipando all'antologia A.F.O. - Avanguardie Futuro Oscuro, edita da EDS nel 2009 e poi riuscita con Kipple Officina Libraria, e al numero 17 (e tra poco al 18) della rivista ufficiale del movimento, NeXT - cfr. http://www.next-station.org/ - per la quale curo la rubrica HolysTolk. Questa collaborazione ha nutrito la mia poetica, col risultato di arrivare al mio primo romanzo, Sentieri di notte, appena uscito (ottobre 2012) sempre con Galaad Edizioni (collana “Larix”, a cura di Davide Sapienza) (qui, http://giovanniag.wordpress.com/sentieri-di-notte-romanzo/, la rassegna stampa e il booktrailer realizzato da Gabriele Calarco). Infine, uscita giusto ieri (dunque si parla del dicembre 2012), l'antologia/albo (n?1) in e-book Future alchimie, a cura di Vito Introna, per Libro Aperto Edizioni, dove il mio racconto “Luna a 3/4” contiene il nucleo tematico e stilistico da cui si è sviluppato il romanzo Sentieri di notte. In parallelo a tutto questo, collaboro con i blog http://lapoesiaelospirito.wordpress.com e www.postpopuli.it, con recensioni, articoli e interviste, oltre che con il quotidiano “Corriere Nazionale”. E ovviamente porto avanti l'altra grande fetta del mio lavoro, che sono le traduzioni, letterarie e tecniche. Lavoro con inglese, spagnolo, francese e portoghese (anche se studio pure il polacco). Maggiori informazioni sono disponibili sul mio blog personale, alla pagina http://giovanniag.wordpress.com/about/. Di cosa trattano le tue due pubblicazioni? Beh, in parte ho già risposto, ma diciamo che ci sono due filoni di saggistica e tre di narrativa. Nella saggistica c'è il ramo delle opere comparative a sfondo tolkieniano/olistico e quello della letteratura di viaggio (dove diversi miei lavori sono in attesa di pubblicazione). Nel campo della narrativa, abbiamo il filone connettivista (quello di cui è espressione Sentieri di notte), con ambientazioni in un futuro prossimo, tinte noir e venature fantascientifiche; un filone noir più classico, di cui il primo “mattone” dovrebbe uscire nel 2013; e infine un filone di narrativa di viaggio (dei mémoirs in attesa di pubblicazione). Cosa ne pensi dei concorsi editoriali/poetici? Agli inizi ho mandato in giro qualche poesiola, ma poi ho capito che la mia vena principale è quella di “poeta in prosa”, nel senso che cerco di mettere spunti intimistici e atmosfere evocative (quello che io chiamo il lirismo) nei miei romanzi e racconti, unendovi una componente viscerale, archetipica e perturbante, perché lo scritto lavori dentro il lettore. Credi nell'editoria Italiana? Credo nell'editoria seria, italiana e straniera. L'esperienza che ti ha regalato più soddisfazione? L'uscita di Sentieri di notte e le ottime recensioni che sta ottenendo mi danno grande gioia. Ma è anche molto bello il rapporto con un autore cubano che ormai è prima di tutto un grande amico, Amir Valle (http://amirvalle.com), del quale ho tradotto per le Edizioni Anordest lo splendido romanzo Non lasciar mai che ti vedano piangere (http://www.ibs.it/code/9788896742587/valle-amir/non-lasciar-mai.html), e con cui ho avuto modo di incontrarmi più volte, sia a Berlino, dove vive e dove mi ha fatto conoscere luoghi divenuti centrali nella trama di Sentieri di notte, sia a Bari, a Castellaneta e a Ravenna, città che ho esplorato con lui grazie a occasioni di presentazioni del suo romanzo, per le manifestazioni “Spiagge d'Autore” (a cura della Camera di Commercio pugliese) e “GialloLuna NeroNotte” (a cura di Nevio Galeati). Un sogno nel cassetto? Sì, scrivere, viaggiare, tradurre e campare di questo. Progetti futuri? Sto lavorando al sequel di Sentieri di notte e continuo indefessamente l'attività di traduttore, non solo di libri altrui, ma anche del mio. Sono infatti all'opera con la traduzione spagnola e quella inglese di Sentieri di notte, e presto inizierò a dedicarmi a un progetto di sceneggiatura tratta dal romanzo. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  Grazie di tutto! PS. L'arazzo sullo sfondo della mia foto è di Antonio Ancarola. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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