Progetto Almax

15112015

2013 Febbraio - Scrittrice Erotica - NINA VANIGLI

LA PASSIONE DI ORNELLA

Ornella, dominata da un sentimento univoco e ossessivo, è disposta a tutto pur di tenere legato a sé Alessandro, uomo violento e insensibile nei confronti del quale nutre una totalizzante passione. Dopo avere tentato inutilmente di sottrarsi a un destino di sofferenza, in cui il sesso è vissuto esclusivamente come strumento di dominio e privo di ogni risvolto affettivo, percorrerà consapevolmente un cammino che non prevede redenzione. Il primo libro erotico di Lettere Animate, nessuna volgarità, ma un erotismo drammatico, surreale e crudo. Una storia viva e vivida, passione, tristezza ed eccitazione si mescolano formando un cocktail sugoso e succulento. Il lettore sarà trascinato con vigore nella vita di Ornella, una donna come tante, vittima e carnefice si se stessa. La passione racchiude l’esistenza intera dell’essere ma, a volte, può tramutarsi in un padrone vigliacco e arcigno, diventando una malattia…“

Ciao Nina, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinata alla scrittura? In realtà scrivo da sempre. Questa pare essere la risposta standard di molti scrittori, ma è andata davvero così. Ho iniziato da bambina, ancora ricordo la prima poesia pubblicata a dodici anni, poi ho sempre continuato per passione. Riviste, concorsi letterari, racconti, articoli di diverso genere per riviste di settore, questi ultimi dovuti anche al mio percorso di studi umanistici, il più indicato per una persona predisposta alla scrittura. Ritengo, infatti, che una solida formazione di base sia indispensabile per scrivere dignitosamente e per utilizzare al meglio ogni registro linguistico. Sembra un’affermazione superflua, ma molti scrittori non sanno proprio di cosa io stia parlando. Il tuo percorso? Come autrice erotica posso dire che in passato ho scritto sotto diversi alias racconti per magazine e blog, ma poi ho smesso, poiché venivo sempre censurata a causa dei temi che tratto e del linguaggio che uso. Mi si chiedeva di ammorbidire il mio stile, ma io non sono disposta a farlo: ritengo che storie come quelle che io amo narrare non possano essere scritte diversamente. Sono grata, dunque, a “Lettere Animate” per avere pubblicato integralmente un testo così forte come il mio. Con il mio vero nome, invece, ho pubblicato racconti e poesie, ma l’attività che preferisco è quella di critico letterario e di editor. Di cosa tratta la tua pubblicazione? “La passione di Ornella” è un romanzo amaro e violento, in cui l’erotismo drammatico si stempera in un contesto di deriva sociale e sentimentale. E’ una storia sordida, nulla a che vedere con la patinata sensualità della maggior parte dei romanzi erotici che si leggono. Non si parla di allegre ammucchiate, né di sofisticati ambienti borghesi a fare da sfondo a vizi e perversioni, ma di una ragazza qualsiasi in preda a delirio erotico, disposta a tutto pur di vivere fino in fondo il proprio cammino di passione, intesa come sofferenza. Le scene di sesso sono molto esplicite e spinte, mai gratuite, sempre funzionali all’impatto che un testo del genere vuole provocare nel lettore. Il degrado è immediatamente percepibile. Come nasce un tuo scritto? Da dove trai gli spunti? Scrivo ispirandomi a fatti accaduti, a racconti di esperienze vissute, a scene di film o semplicemente osservando i comportamenti umani. Immagino, divago, rielaboro, ma sono convinta che nulla si possa inventare, se non partendo da ciò che empiricamente già si conosce. Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Ho partecipato a molti di questi, soprattutto qualche tempo fa, e credo possano essere utili per iniziare a pubblicare. Mi sono classificata in finale, ho fatto parte di antologie, ho avuto modo di arricchire il curriculum letterario e di entrare nell’editoria per capire sempre di più questo ambiente. Attenzione, però, a chi promuove il concorso. Non parteciperei se fosse richiesta una quota alta di partecipazione ( i più seri sono addirittura gratuiti), né se il comitato fosse composto di persone dalla  competenza non verificabile. Ho notato che spesso gli scrittori si lasciano suggestionare dalla pomposità del nome del premio letterario in questione, dimenticando di verificare la serietà di chi lo sta promuovendo. Bisogna fare molta attenzione, informarsi bene, ora con internet non è difficile smascherare i presunti professionisti di ogni settore. Una soddisfazione? Il successo di critica che il mio romanzo sta ottenendo. A prescindere dalla trama, che pare essere interessante perché non conforme a ciò che di solito si legge in ambito erotico, essere recensita numerose volte e sempre molto bene da scrittrici e scrittori è per me motivo di orgoglio, poiché significa che la tecnica narrativa e la mia matrice culturale sono evidenti e costituiscono la mia cifra. Naturalmente sono anche fiera di avere avuto fin da subito anche un notevole riscontro dal pubblico: il mio romanzo si trova ininterrottamente al primo posto nella classifica di vendita dell’editore Lettere Animate da maggio scorso, senza che io mi sia mai mostrata in pubblico né abbia mai fatto una presentazione: devo dire che detenere questo piccolo record è per me una grande soddisfazione. Sogni nel cassetto? Vorrei che lo scrivere fosse finalmente considerato un lavoro come un altro, e di conseguenza dignitosamente retribuito. Nella maggior parte dei casi, non mi risulta lo sia. Qualche sassolino nella scarpa? Trovo piuttosto ridicoli tutti coloro che credono di avere scritto chissà quale capolavoro letterario. Nessuno li conosce come autori, in libreria i loro libri non sono presenti, eppure sono tronfi come pavoni, forse lusingati dalla piaggeria dei più. Taluni, poi, nemmeno sanno scrivere, ignorano completamente il corretto utilizzo dei registri linguistici, e spesso sono davvero poveri, linguisticamente: di norma quelli che più se la tirano. Io ho scritto solo un romanzo piacevole, e sono molto contenta di ogni singolo apprezzamento mi venga rivolto, ma so benissimo che Anais Nin e Erica Jong si trovano da un’altra parte: farebbero bene a ricordarsene anche tante/i colleghe/i! Credi nell'editoria Italiana? Non molto, vedo molti furbi improvvisarsi editori, spesso senza nemmeno avere esperienza in materia. Alcuni sono seri, ma faticano ad affermarsi nel mare caotico dove i truffatori sono davvero troppi. Una cosa mi preme dire: mai bisogna prestarsi a pagare per pubblicare. Un editore serio non chiede soldi agli autori, nemmeno sotto forma di copie da acquistare. Chi si comporta così non è un imprenditore e va stroncato. Arrivare agli editori importanti, poi, è praticamente impossibile, forse perché anche a scrivere adesso si è veramente in troppi. Nemmeno gli agenti letterari mi convincono molto, si finisce per pagare un servizio per non arrivare magari da nessuna parte. Meglio auto pubblicarsi per scelta, e investire solo su se stessi. Progetti futuri? Sto scrivendo il secondo romanzo. Non so quando sarà ultimato, spesso manca il tempo, ma la trama è già completa nella mia testa. Posso dire che sarò fedele al mio stile : erotismo spinto e situazioni oltre il limite. Non sono tipo da metafore e mezzi toni. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

 

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