Progetto Almax

15112015

2013 Marzo - Scrittrice&Istrione - EVELYN STORM

"Evelyn Storm: scrittrice, pittrice,arti visive e molto altro"

Ciao Evelyn, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come Ti sei avvicinata alla scrittura? Non è qualcosa che ho pianificato a tavolino, è successo e basta. Fin da piccola ho adorato leggere, sfogliare i libri, annusarne le pagine, “immergermi” nelle illustrazioni e scrivere qualcosa di mio. Da grande ho semplicemente continuato ad assecondare questa mia passione nonché mia naturale predisposizione. Il Tuo percorso? Ho iniziato a scrivere fumetti per bambini e poesie. Poi, dopo aver adottato lo pseudonimo di Evelyn Storm, ho continuato con le poesie e sono passata ai romanzi e ai racconti, con i quali più che altro ho partecipato ai concorsi al fine di essere inserita in qualche antologia. Nel frattempo ho anche scritto articoli e speciali a tema, collaborando con qualche sito o rivista, senza contare le interviste agli autori. Di cosa tratta la tua pubblicazione? Attualmente ho due pubblicazioni in corso da due case editrici diverse. La prima è un romanzo, l'altra una favola per bambini. Nel dettaglio, “Grido d'amore – Quando il sogno non basta” è la storia di due fratellastri non di sangue che condividono la stessa casa e non si sopportano. Entrambi rendono i lettori partecipi della propria storia, con i dolori, le gioie, le speranze e i sogni che ne derivano. Non è semplicemente una storia tormentata e passionale, è uno stralcio di vita vissuta, è una generazione di giovani che si fanno strada nella vita, lottando, soffrendo, rialzandosi. È tutto un mondo da scoprire. “Ridolina si addormenta” parla invece di questa bambina, Ridolina appunto, che ha un problema molto grande: quando ride si addormenta. Da quel momento incomincerà per lei un'avventura alla ricerca dei 6 ingredienti che le serviranno per risolvere il suo problema. Ma dovrà vedersela con altrettanti strambi personaggi, tutti suggeriti dalla maga Vernilla. Come nasce un tuo scritto? Da dove trai gli spunti? Un mio scritto nasce dalla musica, da un'ispirazione che può arrivarmi dovunque e in qualunque momento, da un'immagine che mi appare davanti. Gli spunti li traggo da un film, dalla vita vera, da una lettura, da un'idea che ho nella testa o, come ho detto, dalle canzoni che ascolto. Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Prima, sono sincera, non mi ispiravano troppa fiducia. Soprattutto quelli che richiedevano un contributo economico. Ma con il passare del tempo ho cambiato idea, almeno su alcuni. Diciamo che ne ho trovati di seri e gratuiti che mi hanno spinto a volervi partecipare con piacere. Se poi ho vinto, ancora meglio. Credi nell'editoria Italiana? Diciamo che conosco editori seri che stanno lavorando per fare il massimo, anche se credo non abbiano tutte le possibilità che invece hanno gli editori stranieri. Credo che l'editoria italiana sarà sempre un passo indietro certi paesi e purtroppo bisogna prenderne atto. Qui, tranne rarissimi casi, non arrivano le vendite e il successo che trovano parecchie autrici americane, ad esempio. E questo fa male, tenendo conto che anche qui si trovano grandi talenti. È un'idea di cultura diversa, un diverso approccio, diverse situazioni economiche, un diverso mercato e i risultati li vediamo così come sono. Una soddisfazione? Oltre alla pubblicazione free del mio primo libro e del mio primo racconto per bambini, direi la vincita del primo concorso a cui ho partecipato. Sassolini nella scarpa? Primi fra tutti le case editrici che non hanno creduto in me. Poi, quei lettori che hanno promesso un acquisto che poi non hanno fatto. E infine, quando ho trovato delle analogie tra una mia storia e quella di un'altra autrice. Ma non ne voglio parlare. Sogni nel cassetto? Tanti, tra cui pubblicare tutto quello che ho scritto e scriverò e diventare una vera professionista conosciuta in Italia e all'estero. Progetti futuri in questo ambito? Top secret. Li pubblicizzerò man mano che le cose succedono. Com'è nata invece la tua passione per il disegno? Come nella scrittura, ho iniziato fin da piccola a disegnare. Credo che sia una passione innata, tramandata o ereditata dai miei antenati.Credi che certi talenti abbiano semplicemente doti innate? Sicuramente per alcuni è così. Prendono una matita in mano e creano opere bellissime senza aver bisogno di spunti. Ma per la maggioranza, penso sia vero anche il contrario. Da una dote innata si parte, ma poi bisogna coltivarla con lo studio, la pratica, l'applicazione costante per superarsi e migliorare sempre di più.  Come prende forma un quadro? A dir la verità è un po' che non dipingo quadri. I miei si dividevano in due categorie: paesaggi oppure persone, fate o animali. Prendevo qualche spunto, mi facevo un'idea del soggetto da ritrarre, tracciavo i primi tratti a matita e poi procedevo con la colorazione principalmente ad acrilico o acquarello. Anche se con il tempo ho optato per le illustrazioni fatte per i libri, per i tatuaggi, per le pagine di Facebook ad esempio. Sono più veloci, non richiedono troppo spazio né elevati costi di materiale. Solitamente ritrai qualcosa che vedi o qualcosa che immagini? Ritraggo sempre ciò che vedo. Che tecniche utilizzi? Come tecniche prediligo i pantoni, gli acquarelli, gli acrilici, i pastelli, i pennarelli, i gessetti, la china nera. Questo per le illustrazioni che faccio, che poi elaboro e modifico al computer.Hai mai fatto ritratti per personaggi famosi? Non è che me li abbiano commissionati loro, ma mi è capitato di ritrarre per il mio piacere o per un progetto con un'amica scrittrice Anna Falchi, Francesco Arca, Teo Teocoli, Sting e Keanu Reeves. Ma forse ho dimenticato qualcuno. Quanto si impiega mediamente per fare un bel quadro di media dimensione? Ed uno piccolo o grande? Come dicevo, non realizzo più quadri da anni... quindi non ricordo bene. Diciamo che mediamente ci impiegavo tre, quattro giorni per uno medio, facendo anche altro però. Uno o due giorni per uno piccolo e dieci giorni al massimo per uno grande. Tengo ad essere veloce, non mi piace tenermi un lavoro un mese, ad esempio. Per quanto riguarda le illustrazioni che faccio, invece, prima cerco tutto il materiale che mi serve, poi dipende. Per certi lavori ci ho messo qualche ora, per altri un paio di giorni. Se proprio il lavoro è difficile una settimana. Hai un disegno, un dipinto, o un ritratto al quale sei particolarmente legata? Ne ho più di uno, ma forse un ritratto di Audrey Hepburn. Soddisfazioni? Sassolini nella scarpa? Soddisfazioni sì. Quando un mio quadro è stato esposto per una settimana in un art-bar o quando due miei quadri di streghe e fate sono stati esposti in un bar. Ma potrei dire i miei biglietti d'auguri esposti in cartolerie, i mercatini che ho fatto, i concorsi artistici che ho vinto, le richieste e i complimenti ricevuti. Sassolini? Il fatto che non sono una grafica e mi è difficile convincere le case editrici a puntare su di me, dato che lavoro a mano libera e solo in fase finale utilizzo il PC. Progetti futuri o sogni nel cassetto? Ho tanti lavori in corso, tante idee e quindi sogni nel cassetto, sperando di diventare una vera professionista com'è nei miei progetti. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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