Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Scrittrice - LOREDANA BARIDON

Ciao Loredana, ti ringraziamo per la tua  partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinata alla scrittura? Scrivere è la prima cosa che ho fatto dopo aver imparato a leggere. Ricordo ancora il fortissimo desiderio che provavo nei confronti dei libri. Appena sono stata in grado di farlo, ho divorato tutto ciò su cui sono riuscita a mettere le mani. Il mondo che si è spalancato dinnanzi ai miei occhi mi ha rapita, e acceso la fantasia. Posavo i libri, e prendevo il quaderno. Il tuo percorso? Per anni ho scritto racconti e romanzi, tutti gelosamente custoditi nel cassetto, alcuni anche a quattro mani con un’amica. Fino alla maturità, più o meno. Poi ho smesso. L’università, la famiglia, il figlio, il lavoro, insomma… il tempo se n’è andato prima che me ne rendessi conto. L’unica cosa scritta in quel periodo sono stati i diari. Ho ripreso a scrivere a fine 2010, quando la storia che ha dato origine alla saga di Sam e Alice si è presentata con prepotenza alla mia attenzione. Di cosa trattano la tue pubblicazioni? I primi tre libri pubblicati (Il sole dentro, Prigioniere del fuoco e Occhi di gatto) fanno parte della serie di cinque previsti. È una storia difficile da inquadrare in un genere, poiché sono presenti elementi di fantascienza, fantasy, amore… Racconta la storia di due gemelle speciali, anche se in modo diverso tra loro. Una, Alice, è la principessa che cercano uomini misteriosi, appartenenti a una società e a un mondo segreto e inaccessibile; l’altra, Samantha, oltre ad avere le caratteristiche di una principessa (cioè una mente in grado di essere manipolata dagli uomini di Shadow Creek per i loro fini), ha la peculiarità di avere la stessa mente di questi strani uomini. Unica donna al mondo con questa singolarità, è facile prevedere che la sua sarà una storia molto particolare. Come nasce un tuo scritto? Da dove trai gli spunti? La storia delle gemelle, onestamente, non so come si sia creata nella mia testa. Ili giorno prima non c’era, il giorno dopo era lì. Ho solo dovuto scriverla. Gli altri libri o racconti che scrivo, invece, in genere prendono spunto da sogni, da incontri fortuiti, da una persona incrociata per strada che ha un certo modo di camminare, da un discorso sentito in ascensore… Qualcosa che mi colpisce la fantasia, basta un niente e i personaggi si presentano alla mia attenzione, “costringendomi” a dar loro retta. Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Ho partecipato a qualche concorso, soprattutto con racconti fantasy o erotici. In un paio di essi il mio testo è stato giudicato secondo e terzo. Credo che i concorsi siano un buon sistema per farsi conoscere, soprattutto. Far parte di un’antologia può raggiungere un numero di lettori potenzialmente elevato, e vista la difficoltà di farsi conoscere degli scrittori esordienti, beh… non è una possibilità da trascurare. Una soddisfazione? In ambito letterario? Ricevere i complimenti da parte di perfetti sconosciuti che hanno letto qualcosa di mio. Fino a questo momento è stata la gioia più grande. Significa che quel che avevo da comunicare ha raggiunto qualcuno, l’ha appassionato, l’ha fatto sognare, l’ha fatto entrare nel mio mondo. Bellissimo, mi commuovo ogni volta che accade. Qualche sassolino nella scarpa? Beh, chi non è ha? Diciamo che quelli che avevo me li sono tolti. Pubblicare uno o più libri mi ha permesso di dimostrare, ancora una volta, a tantissime persone, che niente è impossibile. Basta crederci e lavorare sodo per arrivare dove si vuole. Probabilmente non sarò mai una scrittrice che può vantarsi di vivere con la scrittura, ma non ha importanza. Scrivere mi ha dato tanto, e continua a darmi tanto. Per me è sufficiente. Sogni nel cassetto? Tanti. Il più grande? Avere il tempo di scrivere tutte le storie che al momento vivono soltanto nella mia testa. Credi nell'editoria Italiana? Credo che il mercato sia monopolizzato dalle grandi case editrici, che non hanno alcun interesse nel promuovere scrittori esordienti. Per questo motivo, le case editrici più piccole fanno i salti mortali per far emergere i talenti che scoprono, e non sempre ci riescono. E’ un mondo che non conosco molto bene, ma da quando vi sono entrata, due anni fa, ho capito che l’unica cosa davvero importante, per me, era realizzare un sogno. Progetti futuri?Tantissimi. Terminare di scrivere i due libri della saga, terminare i due libri che sto scrivendo a quattro mani con giovani autori esordienti, continuare a divertirmi scrivendo racconti e mettendo sulla carta le emozioni dei miei personaggi. Iniziare un nuovo libro. Insomma, credo di avere materiale per i prossimi dieci anni almeno! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Martina Galvani]  

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