Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Poeta - MARIO RASO

"AUTORE E POETA RICERCATORE CRITICO LETTERARIO"

Ciao Mario, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura? Forse è nata prima la passione e poi sono nato io. Iniziai a comporre dagli anni scolastici, durante gli anni delle scuole medie quand’ero nell’Istituto maschile San Giuseppe, per orfani e per i poveri a Polistena dai frati concezionisti; forse per un puro caso perché avevo una buona dialettica ed ero molto sensibile ed esuberante. Così i compagni iniziarono a chiedermi di scrivere per loro delle lettere d’amore, dichiarazioni d’amore adolescente per le loro innamorate, che spesso, le ragazze erano le nostre vicine dell’istituto femminile, con le quali avevamo una collaborazione anche ludica oltre che didattica, ed erano di fronte al nostro in via Vescovo Morabito 19 (che memoria!). Poi dalle lettere, sempre richieste: avevo un’estrema facilità di comporre anche sempre di getto alle elementari, passai alle composizioni dell’estro. Presto capì che qualcosa stava nascendo in me, e con altri amici decisi di mettere per iscritto le composizioni. Così che uno degli educatore laico Pietro Greco mi regalò un quaderno e lì potetti riportare ciò che avevo scritto in brutta copia. Il quaderno era destinato ad essere pubblicato, che però l’educatore smarrì a casa sua. Ma nell’ambiente in cui vivevo, ed esclusivamente lì, governava la legge della foresta, ed io ero un esempio non certo di debolezza o, di uno da farsi sottomettere dalle dicerie né dalle derisioni, fu così che decisi di celare la mia sensibilità a tutti indossando una maschera che portati fino al 1996. È appunto da questa data che non mi vergogno né ho paura di essere poeta. Pensa, le liriche di questo anno 2012 appena trascorso sono 194, e 9 aforismi, e quelle composte dal 2 gennaio 2013 sino domenica 20 gennaio sono 17. Lo scrivere, è un bisogno fisiologico affettivo, come nutrirmi o fare l’amore, anzi più che fare è essere amore, il momento della catarsi è una necessità un bisogno di comunicare dal mio estro col mondo! Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Sovente sono ingannevoli, ma quelli gratuiti qualcuno sa essere interessante, certi regolamenti sono faziosi e spesso solo a scopo di lucro a discapito dei diritti d'autore. Debbo moltissimo ai concorsi letterari, mi hanno dato modo di dare una svolta alla mia vita ricominciando da zero. Una soddisfazione? Emanciparmi, uscire definitivamente dallo stato inappropriato in cui mi trovo da quando scelsi di crescere intellettualmente senza soluzione di continuità. Ovvero, vivere da poeta grazie anche alle pubblicazioni dei miei libri ancora inediti. Sassolini nella scarpa? Dovrei camminare nudo perché di sassolini ce ne sono in quantità eccessiva, nelle mie scarpe, ma la soddisfazione più grande sarebbe che le mie poesie fossero divulgate in tutti i continenti, naturalmente bilingue italiano a sinistra e a fronte l'altra lingua, prima di compiere cinquant'anni, ora ne ho quasi quarantacinque. Credi nell'editoria Italiana? Sì, ma con riserva, attualmente è raro se non singolare che un editore finanzi un poeta. Il tuo percorso? Sono nato a Cittanova di Reggio di Calabria il 6 luglio del 1968 alle 21:30 in via Diomede Marvasi al n°155 durante la rivoluzione sessantottina. A 19 anni terminato l'anno di leva venni a vivere da solo in Emilia Romagna a Pavullo nel frignano prima e poi dopo 12 anni a Solignano nuovo di Castelvetro nel modenese. Dal 2009 vivo a Castelnuovo Rangone e lavoro al C.E.P.U. di Modena a fatica come docente per le discipline umanistiche, con contratto a progetto e come educatore supplente negli asili nido delle Terre dei Castelli. Laureato nella Facoltà di Lettere e Filosofia corso di laurea D.A.M.S cinema 2 all'Alma Mater Studiorum Università di Bologna. La rinascita artistica avviene nel 1996 dopo un breve ritiro all'eremo di Rocca del Garda postumo ad una crisi mistica. L'esordio con i riconoscimenti letterari e le partecipazioni artistico-culturali sarà invece nel 1998. • Nel 2004 - Il libro di Mario Raso “Un’infanzia saltata” depositata presso: Fondazione Archivio Diaristico Nazionale del comune di Pieve di S. Stefano, Arezzo. PREMI LETTERARI - Menzione d’Onore alla XI° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA pro U.N.I.C.E.F. “ ROCCO CERTO ” 2004, con la Poesia: ”LIBRI IMPOLVERATI”. • Nel 2003 - Menzione d’Onore (4° Classificato), alla X° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA pro U.N.I.C.E.F. “ROCCO CERTO” 2003, con la Poesia: “L’ALTA MAREA”. • Nel 2002 - 3° Classificato al PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA under 35 “ RITMO ” del Centro “Il Buco" di S. Nicola la strada, con la Poesia: ”ALBERO MUTO" Premio Straordinario della Giuria alla IX° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA pro U.N.I.C.E.F. “ROCCO CERTO”2002, con la Poesia: “STA’ NOTTE”. 6° Classificato alla III° EDIZIONE, PREMIO NAZIONALE DEL LIBRO EDITO DI POESIA, “ MEDITERRANEO ” 2000, con il libro: “COVANDO UNA VIPERA IN SENO”. • 3° Classificato alla VII° EDIZIONE, PREMIO INTERNAZIONALE POESIA E NARRATIVA, “SORRENTINUM” 2002, nella sezione Silloge di Poesia, con la Silloge: ”VEGLIA ”. • Nel 2001 - 2° Classificato alla VI° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE POESIA E NARRATIVA, ”SORRENTINUM” 2001 nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: “ALBERO MUTO”. 2° Classificato alla VI° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE POESIA E NARRATIVA, ”SORRENTINUM” 2001, nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: “FURIA ALATA”. • Nel 2000 - 5° Classificato alla V° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA, “SORRENTINUM” 2000, nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: “SE PIOVE”. Premio Speciale della Giuria alla IV° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE, “MELISIUM” 2000, nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: ”COME UNA SIRENA”. 3° Classificato alla V° EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA, “SAN TEODORO 2000” nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: “ È ”. • Nel 1999 - 4° Classificato alla IV° EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA, “SORRENTINUM” 99, nella sezione di Poesia in lingua, con la Poesia: “ FIGLIA”. 3° Classificato alla I EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA, “NEBRODI” 99, nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: “FIGLIA”. Menzione Speciale alla I EDIZIONE, PREMIO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA, “ I MALAVOGLIA ”, nella sezione Poesia in lingua, con la Poesia: “FIGLIA”. • Nel 1999 - 3°Classificato alla III° Edizione del PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA, “SORRENTINUM” 98, nella sezione Silloge, con le Sillogi di Poesie: “BRUTIUM” e “ALL’ALBA”. Menzione Speciale al V° PREMIO NAZIONALE DI POESIA: “ROCCO CERTO” 98, con la poesia: “SCENE DI MARE”. Di cosa tratta la tua ultima pubblicazione? “MORGETE FRAGRANZE INCISE D'AGAVE" per la Rupe Mutevole Edizioni, è una proiezione linguistica filo-genealogica filosofica e poetica della mia lirica. La Calabria oltre che Italia fu chiamata: Ausonia terra dei venti, Esperia, Enotria terra della vite e del vino, Morgezia terra di Morgeto, Magna Grecia grande Grecia, Calabria dal greco = bel germoglio. Si vuole che prima dei greci fossero gli Osci di origine indoeuropea ad abitare l’Italia Meridionale. Gli Itali s’insediarono nell’estrema punta dello Stivale di stessa matrice micenea come i greci, Italo re degli enotri vuole la leggenda fosse nipote del re Minosse e di Penelope che scappando dall’isola di Creta andasse ad abitare in quella che oggi è la parte reggina del regione calabra, saggio quanto grande stratega unì ipopoli migranti dei bruzi dei lucani con gli enotri in un unico popolo al quale diede il nome Italici, come ce lo ricordano Aristotele prima e Virgilio poi nella sua Eneide. Da qui l’origine del popolo Italico e Morgeto della stirpe degli Enotri il mitico cavaliere che respinse i cugini ellenici. I Morgeti successivamente fondarono alcune città in terra di Trinacria Morgantina nella Sicilia orientale intorno al 575 a.C; fu distutta poi dai coloni greci che si insediarono. Dell’epoca d’oro dei Morgeti è rimasta la Venere di Morgantina da pochi anni recuperata ed ora custodita in un degno museo. “Morgete fragranze incise d’agave” è naturalmente ispirato al mio patrimonio genetico ereditato dai miei avi in terra di Morgetia o Morgezia dall’eroe Morgeto condottiero del leggendario re Italo che, appunto, diede nome agli abitanti gli italici anticamente vissuti sulla parte estrema dello stivale ricca di cultura pre ellenica, l’attuale provincia di Reggio Calabria nella quale crebbe l’odierna amata terra nostra nominata Italia. Fragranze sono i gusti del bergamotto degli ulivi secolari, dei boschi di castagni del parco nazionale d’Aspromonte dove il mio paese è incastonato al centro sul terrazzo da dove si scorge il Tirreno e le isole Eolie quando c’è bel tempo, dei tramonti viola del profumo dei due mari che baciano i fianchi delle costa, del miele d’arancio che mi porto nel cuore e nell’anima. Incisa d’agave perché i primi 18 anni li ho vissuti nella mia amata Cittanova e, l’agave è una pianta anche mediterranea, che fiorisce dopo diciotto anni circa. I Maya utilizzavano un metodo di scrittura geroglifico, attraverso il quale registrarono la storia e i miti su lastre di pietra. Essi inoltre utilizzavano le foglie di agave per fabbricare una sorta di carta su cui scrivere. Quindi agave come supporto per i miei segni significanti, che si muovono nel tempo e nello spazio del linguaggio mio poetico. Come nasce un Tuo scritto? Da dove trai gli spunti? Il mio ‘Entusiasmo‘ poetico nasce, dal piacere per un amore immaginato, per un ricordo affiorato all’improvviso, per un segno ancestrale di preghiera come di ringraziamento quanto di immaginazione, per un viaggio col mito ellenico o nordico, oppure all’estremo oriente o, rivelato da urla del mondo della natura, e, anche dell’istinto primordiale di parlare col Creatore, porta l’estro a scatenarsi dall’inconscio. Il poeta è appunto il mediatore dell’animo è colui che parla e capisce la psiche dell’umano sentire maschile quanto femminile. È, ovvero, l’appagamento dei sensi attraverso la composizione di getto (scrivere una poesia nel tempo che l’estro o l’ispirazione viene);  in altre parole scrivere poesie per avere piacere e rimuovere il lutto (superare un momento triste o di rabbia, di sconforto, di impotenza avversa alla personale povertà o, al malgoverno, alle ingiustizie subite o viste, agli sfruttamenti e alle violenze dei deboli o, alle dittature mediatiche e governative passate e presenti, oppure al mal costume bigotto) dopo averlo elaborato, si potrebbe dire che le mie sono poesie pragmatiche, scritte sotto l’azione dell’estro come forma terapeutica, mi nutro di poesia come la terra si nutre dell’acqua e del calore del Sole. Poetando, io posso esternare tutte le mie passioni, i miei desideri o i miei bisogni, altrimenti covate dall’inconscio e, magari, trasformarsi in atti. Inoltre dalle tematiche della vita nonché la poesia, l’aforisma e il sillogismo. La mia vena poetica spesso mi trascina o meglio, mi guida ad usare un linguaggio che va dal narrativi descrittivo che sfocia sovente nel sillogismo filosofico. Oppure conciso con l’aforisma, e spesso si confonde nelle poesia o ritorna nella sillèsi, cioè alla costruzione del senso. La semantica collabora con la filologia per la spontanea composizione di getto che l’impeto come un fulmine che precede il tuono propaga nelle righe rivoli prima, fiumi o fiumare poi sino al mare, il mare è il letto che culla le mie parole nel suo fluido vitale. Così, il pescatore è il lettore che si nutrirà dei pesci o dei sapori del mio mare. La mia poesia è bucolica, sarcastica, satirica, ironica, idilliaca, erotica, religiosa e anche ispirato dai versi del Cantico dei Cantici di Salomone per la regina di Saba sua amata; epistolare anche soliloquio o, è come un bacio desiderio di passionalità che si da senza studiare la topologia o la geometria dello spazio. Poeti si nasce e non si diventa, esserlo è un dono divino non una laurea magistrale acquisita, ma, ovviamente, il dono va coltivato con lo studio non soltanto letterario, è uno studio quotidiano perenne di tutto lo scibile umano, artistico e biologico. Messe insieme nell'ordine cronologico e datate singolarmente e, in capitoli che prendono il nome del mese come sono nate dagli eventi vissuti da me o, visti dalle mie sensazioni nelle azioni delle anime che come me sono temporaneamente ospiti di questo mondo.Ti ricordo che la parola «poesia» viene da póiesis appunto, che significa «produzione», ma produzione del bello. Fare poesia cogliendo dall'Iliade o dall'Odissea o dalle tragedie greche traendone dalle parole segni semantici filologici ricchi di significati significanti, mi danno modo di fondere creature nella fucina degli attimi che mi rapiscono e mi avvolgono. Il gusto dei sapori lontani gelosamente riposti nella mia valigia culturale, da dove si liberano col suono delle parole o quando si affacciano immagini già viste, questo riaccende il passato che traghetta anche sogni nel divenire. Oppure forme di proteste di ingiustizie di solidarietà, di schietta dimostrazione affettiva fra persone che io non conosco ma che si trovano a passare negli attimi di questo mio viaggio.Naturalmente la scelta dei titoli non trascura il latino o, lo spagnolo né altri idiomi che l'estro nell'atto di nascere mi detta, spesso gli stessi coincidono col primo capoverso. I versi sono liberi da ogni forma di legame a canoni o a scuole di pensiero, né si legano alle rime se non di rado, invece, usano il suono per le fricative o le sibilanti consonanti apparentemente in forma ludica, ma in realtà per significare il linguaggio poetico filosofico anche con la filologica semiotica. La mia poesia è bucolica, sarcastica, satirica, ironica, erotica, religiosa, epistolare, è come un bacio passionale che si da senza studiare la topologia o la geometria dello spazio. Poeti si nasce e non si diventa, esserlo è un dono divino non una laurea magistrale acquisita, ma, ovviamente, il dono va coltivato con lo studio non soltanto letterario, è uno studio quotidiano perenne di tutto lo scibile umano, artistico e biologico. Grazie ai miei studi da autodidatta prima e, di discente poi, ma ancora in atto per personale piacere, la passione si arricchisce così di forme linguistiche riportate nelle mie liriche: "il medium è il messaggio" disse Herbert Marshall McLuhan. Sogni nel cassetto? Come ho scritto sopra, creo quasi quotidianamente, ma sono anche pragmatico, ergo se troverò: un filantropo, un mecenate, un benefattore o uno sponsor, allora di novità ce ne sono per tutti i gusti. Nel cassetto ho progetti artistici e culturali che aspettano solo il la per la produzione. Progetti futuri? Fare il poeta vivendo di poesia, considerando la mia vena  poetica dalla quale finora sono nate almeno mille poesie, ancora inedite, con una media annua di 150 liriche composte di getto. Lavorare così per tutta la vita dignitosamente. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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