Progetto Almax

15112015

I VOLTI DELL'OSSESSIONE

Il Cortometraggio di Progetto Almax

 

I VOLTI DELL'OSSESSIONE

VERSIONE INTEGRALE

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I VOLTI DELL'OSSESSIONE

 

SINTESI

 

Il cortometraggio racconta il viaggio onirico di uno psichiatra turbato da inquietanti presenze. Lungo il percorso si materializzano le sue ossessioni e le sue inquietudini che ci accompagneranno alla scoperta di una realtà sconvolgente.


IL RIENTRO A CASA


Lo psichiatra Andrea Grimorio entra dalla porta della sua abitazione o del suo studio privato. La sua identità è confermata dal cartellino di riconoscimento che viene inquadrato in primo piano. E' visibilmente stanco dopo una dura giornata di lavoro, presumibilmente presso un ospedale o un'altra struttura sanitaria. Appoggia la borsa e il camice sulla cassapanca ed entra in bagno: si guarda allo specchio con un atteggiamento quasi di incredulità come se stentasse a riconoscersi. Si lava la faccia e subito dopo sente strane voci che gli sussurrano parole incomprensibili; si accorge che queste voci non provengono dall'esterno ma dalla sua stessa mente e cerca di liberarsene coprendosi le orecchie con le mani. Ritornato nel corridoio non sente più le voci; prende una tazzina di caffè e si reca nel soggiorno. Sta cercando un libro tra i tanti che, all'interno di una libreria, ricoprono un'intera parete. Trovato il libro, lo estrae e si siede in poltrona a leggere: anche se non riusciamo a leggere il titolo, possiamo intuire che si tratta di un testo di psicologia o psichiatria. Al capitolo intitolato “Quando qualcosa non funziona” pare che il volto nella fotografia prenda vita e gli sussurri qualcosa di incomprensibile: le voci sono le stesse che aveva udito in bagno. Deve trattarsi anche questa volta di voci della sua mente che lo tormentano. Improvvisamente si accende il televisore: sconcertato da questo evento inspiegabile ripone il libro e si alza in piedi per capire cosa stia succedendo. Una donna misteriosa compare sullo schermo e gli parla di sofferenza, di paura e di un assassinio. Incuriosito da questa presenza, si avvicina al televisore per toccare lo schermo con una mano: appena lo sfiora si scatena uno strano fenomeno di dilatazione spazio temporale che lo porta a ricomparire all'interno del televisore davanti ad una tenda rossa. Non sappiamo se si tratta di un universo parallelo o più semplicemente di una sua allucinazione: forse sarà più chiaro in seguito...

LA TENDA ROSSA


Il medico si trova in uno strano luogo, circondato da tende rosse e specchi: si guarda attorno meravigliato: la stessa donna apparsa sul televisore ora si materializza su una poltrona nera davanti a lui. Con un gesto della mano pare richiamare qualcuno che si nasconde dietro alle tende. Infatti, dopo poco, escono, uno dopo l'altro, quattro personaggi mascherati, ognuno dei quali porta con sé un oggetto: si avvicinano alla donna in poltrona con atteggiamento di riverenza fino a quando lei non indica col dito proprio il medico spaesato che osserva immobile tutta la scena. Uno per volta, si avvicinano a lui mostrandogli ciascuno un particolare oggetto: una clessidra, uno specchio da borsetta, una bottiglia di vino e alcune carte da gioco. Per ogni oggetto vediamo una scena rievocativa di situazioni che Andrea pare apprezzare particolarmente: un impiegato indaffarato seduto alla sua postazione di lavoro che svolge contemporaneamente più attività mentre una clessidra misura il tempo che scorre; una donna usa il rossetto mentre si guarda allo specchio; un bevitore è ansioso di versarsi del vino seduto davanti all'agognata bottiglia; un giocatore arraffa un malloppo di banconote dopo aver vinto ad una mano di poker. Possiamo immaginare che il nostro protagonista sia perseguitato da una serie di ossessioni che si materializzano in forma umana nei personaggi mascherati usciti da dietro le tende. La maschera toglie la personalità del soggetto allo stesso modo di una ossessione che annebbia la mente e induce l'individuo a compiere gesti autolesionisti. Eppure il medico pare compiaciuto e per nulla intimorito dai misteriosi personaggi: è solo l'inizio di un lungo percorso alla scoperta del vero volto dell'ossessione; infatti non è ancora pronto per incontrare da vicino gli individui mascherati: quando cerca di avvicinarsi, viene immobilizzato dalla donna seduta in poltrona. Solo quando lei scompare, lui potrà finalmente esplorare cosa si nasconde dietro alle tende ma resta deluso quando scopre la stanza vuota. Sconsolato, indietreggia verso una parete di specchi e si siede a terra con la testa china. A questo punto è possibile anche cominciare a farsi un'idea sul significato della donna misteriosa: l'abbiamo vista comparire durante gli stati alterati di coscienza del medico, prima solo con voci confuse ma in seguito in modo sempre più chiaro, in trasparenza sul libro e poi all'interno del televisore; infine, come personificazione dello stato di depressione del protagonista che inizia a manifestarsi quando si rende conto di non poter fare a meno delle sue ossessioni rappresentate dai personaggi mascherati.


LA SOFFITTA


Il medico rialza la testa in uno scenario completamente cambiato: pare una soffitta buia in cui penetrano sporadici raggi di luce. Di nuovo compare come un fantasma la donna misteriosa, prima in lontananza e poi a distanza ravvicinata: gli parla di terrore, di agonia e di un crimine. La donna scompare allo stesso modo in cui era apparsa mentre vediamo aprirsi una porta in fondo al corridoio dalla quale escono due dei personaggi mascherati già visti nella scena precedente. A questi se ne aggiungono altri due che escono da porte laterali fino a riunirsi in prossimità delle scale di accesso alla soffitta. Le quattro maschere osservano Andrea che pare in uno stato confusionale; ad un tratto compare sul suo viso una mezza maschera. Il percorso di immedesimazione nei comportamenti ossessivi, iniziato nella scena precedente con la contemplazione degli oggetti portati dalle maschere, progredisce in modo preoccupante. Una donna in camicia da notte sale le scale alla luce di una candela con sguardo fisso come una sonnambula. Si avvicina al medico, ormai in stato di incoscienza, e lo aiuta a rialzarsi. Lo conduce per mano lungo la soffitta cercando di allontanarlo da quelle presenze inquietanti ma lui la respinge stizzito e si dirige verso i personaggi mascherati che lo stanno invitando ad avvicinarsi. La sonnambula non è riuscita ai aiutarlo ed evitare quindi il peggioramento del suo stato mentale, ormai indirizzato verso la follia. Le maschere indietreggiano lungo il corridoio fino a scomparire ma lui le insegue fino a raggiungere la porta da cui le aveva viste arrivare la prima volta: da qui filtra una strana luce, un altro mondo si nasconde dietro ad essa. Per Andrea è un'attrazione irresistibile e attraversando la porta si ritrova nel bel mezzo di un bosco.

 

IL BOSCO


Il nostro protagonista ha ormai un unico obiettivo: raggiungere i personaggi mascherati per condividere le ossessioni da loro rappresentate. Si lancia così in un lungo inseguimento attraverso il bosco aiutato anche dalla luce rossa emanata da queste presenze: ma non appena è sul punto di raggiungerle, scompaiono misteriosamente obbligandolo a guardarsi attorno per ritrovare il giusto sentiero. Finalmente approda in una radura dove tre maschere gli indicano uno specchio appeso ad un albero. Andrea si avvicina allo specchio incuriosito e guardandosi si rende conto solo ora di avere una metà del volto coperto da una maschera. Comincia a diventare consapevole del suo stato mentale alterato: è come se la sua personalità fosse stata dimezzata e stenta quasi a riconoscersi. Sconvolto da questa presa di coscienza, sente di perdere le forze: non riesce più a reggersi in piedi e ha la vista annebbiata. Riesce ad intravedere la depressione personificata che, mimando il gesto dei polsi incatenati, fa comparire una catena che lo imprigiona: ormai è schiavo delle proprie ossessioni. L'ultima immagine che riesce a intravedere è quella delle tre maschere che si chinano su di lui disteso a terra. La depressione parla allo specchio, come rivolgendosi allo spettatore, facendo presagire il compiersi imminente di un macabro evento. Una volta scomparsa, si intravede all'interno dello specchio un edificio merlato.

IL CASTELLO

Il cambio di scena ci fa capire che ci troviamo nei pressi di un castello. I personaggi mascherati scendono da una scalinata per ritrovarsi di nuovo insieme alla donna che li guida. Poco dopo lei compare su una finestra del castello dietro ad una grata parlandoci dell'esitazione e di come questa rappresenti un'insperata clemenza per la vittima, posticipando di fatto un assassinio che pareva ormai prossimo, preannunciando invece un incontro inusuale. E' quello tra Andrea e una misteriosa donna vestita di nero che potremo definire “Dama Nera” come ci suggerisce la canzone di accompagnamento. Andrea si trova nella prigione del castello come incatenato dalle sue ossessioni ma la Dama Nera lo conduce all'esterno trascinandolo lungo le mura come per allontanarlo dai suoi pensieri più tenebrosi; anche i personaggi mascherati escono in uno spazio aperto privi dei propri oggetti come per rappresentare il passaggio ad un diverso stato di coscienza. La donna che li guida non pare più minacciosa come prima e si diletta con le carte da gioco. La Dama Nera trascina Andrea fino ad un prato dove gli mostra due drappi neri stesi a terra con sopra le quattro maschere e i quattro oggetti dell'ossessione: i personaggi che li portavano sono scomparsi e quei drappi potrebbero essere ciò che resta di una sepoltura. Ma che fine hanno fatto? Quasi certamente li ha uccisi la Dama Nera che impugna un coltello ancora sporco di sangue. La donna vestita di nero rappresenta quindi una specie di angelo vendicatore che cerca di liberare Andrea uccidendo le sue ossessioni; ma il suo compito non è affatto facile perché, come dice la canzone, ha il cuore infranto per sentirsi incompresa e per essere stata allontanata dalla persona che voleva aiutare, proprio come la sonnambula: forse si tratta di qualcuno vicino al medico che ha cercato di liberarlo dalle sue ossessioni senza riuscirci. La Dama Nera che si avvicina a lui brandendo il coltello con atteggiamento minaccioso sta a significare il desiderio del medico di suicidarsi e liberarsi così dalle proprie ossessioni. Ma poi ci ripensa e questa esitazione (di cui ha parlato la donna apparsa sulla finestra del castello) si esprime attraverso la consegna del coltello. Da quel momento in poi lo stato mentale del medico peggiora improvvisamente. La Dama Nera svanisce come un ricordo mentre lui non ha più una corretta percezione della realtà come possiamo intuire dai colori alterati della scena ma, soprattutto, dal fatto che insegue ancora l'ossessione accettando una maschera intera dalla depressione personificata che appare dietro di lui: il passaggio alla follia è completo e si appresta a fare la stessa fine dei personaggi mascherati scomparsi prima di lui.


UNA REALTA’ SCONVOLGENTE

Il viaggio onirico di Andrea si conclude con il ritorno alla realtà nel suo studio e lo spegnimento del televisore, il mezzo che ha immaginato di utilizzare per allontanarsi dalla tragicità della sua situazione. Ripensa alle due donne incontrate in sogno e quando vede il coltello insanguinato sul pavimento si rende conto di averle uccise. Le vediamo riverse sul divano. Non sappiamo da quanto tempo si trovano in quella posizione: probabilmente erano già lì fin dal momento in cui il medico è entrato in casa. La sua ossessione si è trasformata in follia omicida rivolta verso quelle donne, probabilmente sue pazienti o sue assistenti, che avevano notato il suo strano comportamento e che hanno cercato di aiutarlo. Questa presa di coscienza è traumatica e per un attimo crediamo di vederlo compiere un ultimo gesto disperato (quello che aveva immaginato per mano della Dama Nera). Ma come nel sogno ciò non accade: il suono del campanello della porta interrompe improvvisamente la sua prostrazione. Si rialza in piedi quasi come rinvigorito manifestando a pieno la sua follia: prima parlando con le donne morte, riconoscendosi il ruolo di liberatore delle loro sofferenze, e poi compiacendosi allo specchio per quello che ha in mente di fare alla persona che aspetta di entrare a casa sua: un'altra donna ancora ignara del pericolo che sta correndo. La scena finale del medico che indossa la maschera completa ed estrae il pugnale non lascia presagire nulla di buono sulla sorte della donna. La chiusura del portone lascia la lucida realtà fuori di casa insieme allo spettatore ma all'interno la situazione precipita in un abisso senza fine.

 

Nicola Tassi
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I VOLTI DELL'OSSESSIONE - TRAMA

 

Uno stimato psichiatra durante studi approfonditi incontra per la prima volta la depressione e la malattia mentale seguita da alcune ossessioni ad essa legate. Tramite diversi viaggi onirici inizierà a confondere sogni e realtà.

 

I VOLTI DELL'OSSESSIONE - TRAILER1

 

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Uno stimato psichiatra durante studi approfonditi incontra per la prima volta la depressione e la malattia mentale seguita da alcune ossessioni ad essa legate. Tramite diversi viaggi onirici inizierà a confondere sogni e realtà.

Cortometraggio Modenese diretto da: Nocola Tassi
Soggetto di: Alessia Marani (Almax) - Nicola Tassi - Andrea Vaccari
Con: Andrea Vaccari - Alessia Marani - Cecilia Vecchi - Fabrizio Bonucchi - Christian Marani - Diego Zanasi - Fabio Guerzoni - Valentina Poppi

 

I VOLTI DELL'OSSESSIONE - TRAILER2

 

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Cortometraggio Modenese diretto da: Nocola Tassi
Soggetto di: Alessia Marani (Almax) - Nicola Tassi - Andrea Vaccari
Con: Andrea Vaccari - Alessia Marani (Almax) - Cecilia Vecchi - Fabrizio Bonucchi - Christian Marani - Diego Zanasi - Fabio Guerzoni - Valentina Poppi

 

I VOLTI DELL'OSSESSIONE - INGIUSTIZIATA

 

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I VOLTI DELL'OSSESSIONE - SONNAMBULA

 

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I VOLTI DELL'OSSESSIONE - LA SILENZIOSA

 

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I VOLTI DELL'OSSESSIONE - LA DAMA NERA

 

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I VOLTI DELL'OSSESSIONE - NOIR

 

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