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Nome o Pseudonimo  Francesca Ghiribelli
Qualifica  Poetessa
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Biografia

Francesca Ghiribelli è nata a Piombino (Li); è ragioniera programmatrice. Fin da sei anni ha coltivato la passione per la poesia e la scrittura. Ha ricevuto il primo premio nel concorso nazionale “Maribruna Toni 2009” per il racconto 'inedito' e la menzione per la silloge e per il presente libro di poesia ora pubblicato. Per lei non esiste migliore strumento di un foglio bianco dove poter riversare le sue ispirazioni, pensieri e speranze dell'anima da condividere con i lettori, fedele al suo principio “che l'unico segreto che anima la vita è l'emozione di saperla vivere completamente.” 

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. lgs. 196/03 del 2003 e successive modifiche.

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LETTURE POESIE SU ‘RADIO SI’ DA BRUXELLES

TRASMISSIONI IN DIRETTA RADIOFONICA 12/06/10- 19/06/10- 26/06/10

LINK DA RIASCOLTARE QUI LETTURA SINGOLE POESIE http://www.musicaeparole.org/poesie.html

Note

I suoi libri:

UN'ALTALENA DI EMOZIONI - La Bancarella Editrice 

copertinaALTALENAdiEMOZIONI

Questo libro di poesie con cui Francesca si presenta ai lettori sono un’ esplosione di emozioni e di immagini poetiche che toccano il cuore. È un percorso tra la natura, la vita, l'amore, e i luoghi del vissuto quotidiano che suscitano nel lettore rispondenze, affinità di pensiero, e un invito a riscoprire i più profondi sentimenti dell'animo umano che solo la poesia può risvegliare anche nel lettore ormai più smaliziato.

O fuggitivo pensiero/che inconsapevole/ viaggi nella mente/ del tempo,/ di fronte alla mia anima/ ti inchini/ e le tue possenti ali/ innalzi…. /…sulla soglia dell’ispirazione / posi i tuoi silenziosi passi / e nel profondo / del mio cuore batti.

Non voglio parlare troppo di me, anche perchè non servirebbe, ma vorrei soltanto introdurre con brevi parole l'immenso universo di poesia che la scrittura mi ha regalato da sempre.

Avevo solo sei anni quando strappando un piccolo foglietto ingiallito impressi le prime timide parole che con una elementare grafia si abbracciavano fra loro intrecciando delle goffe rime, le quali il tempo ha perfezionato in modo da renderle autentiche per il cuore e per me che non avrei immaginato di poter realizzare il mio più grande sogno di bambina.

Sì, fino ad un anno fa guardavo le vetrine e continuavo a nascondere le mie piccole grandi 'creature' nel cassetto pensando che nessuno mai un giorno potesse leggerle con piacere oppure soltanto degnarle di uno sguardo. Ora invece mi trovo qui a raccontarvi di una esordiente 'poetessa' o meglio mi sento come damigella di un'arte che piano piano mi ha regalato preziose gocce di quella gioia infinita che è la scrittura. Per me scrivere è vivere due volte: la prima vivere la vita così come è e si presenta e la seconda è poter tornare indietro e riviverla con gli occhi della fantasia che il foglio ci regala. 

Non voglio dilungarmi troppo e vorrei mettervi la piccola dedica che ho inserito nel mio libro che nel leggerlo rispecchia davvero il titolo che lo introduce:

 A coloro che sanno ancora pronunciare le parole

per far battere il cuore,

che sanno scavare nel profondo 

e illuminano la paura di non potercela fare

con il riverbero della luce che splende sul mare.

A tutti quelli che sanno viaggiare sui binari della fantasia

e sanno trovare l'armonia

'nell'altalena delle emozioni' di una poesia.

Copyright©Tutti i diritti riservati
ALL RIGHTS RESERVED 

Piccoli progressi che il mio libro sta avendo
su internet.
Il mio libro e’ stato inserito con il relativo Booktrailer su http://www.biblion.org/un-altalena

inoltre è stato inserito con alcune poesie tratte da esso anche su
questo sito che è ritrovo di opinioni culturali e letterarie sia di
personaggi famosi che persone esordienti.
http://www.pensieriparole.it/frasi/

ed infine sono molto soddisfatta che la mia raccolta di poesie sia stata
pubblicizzata su Teatroweb,compagnia teatrale su internet di attori che prestano la loro voce
per poesie e racconti.
E' stata inserita una piccola presentazione del mio libro e una poesia
tratta da esso fra le news di questo sito su: http://www.teatroweb.it/public/community/news.asp?id=114

L'ultima novità è che mi è stato appena comunicato da una delle attrici di questo sito che il mio racconto ''Il ferroviere e la bambina'' che ha vinto il primo premio al concorso sarà musicato da un direttore artistico e narrato da una delle voci più belle di TeatroWeb, un ragazzo che fa anche il doppiatore cinematografico. Sono diretta autrice di una rubrica di articoli su liberaillibro.com chiamata ‘’La voce dell’anima’’: http://www.liberaillibro.com/category/rubriche/vocedellanima/

Poesie, racconti o altri scritti DUE POESIE TRATTE DAL LIBRO:  

LA STORIA

Fra gli scaffali impolverati
di una biblioteca si nasconde,
fra le vecchie e pazienti pagine di un libro si addormenta,
fra i gradini consumati del tempo si giustifica,
del magnifico colore di fresie e girasoli
in un campo assolato e solitario
si traveste:
dal primo vagito di un neonato
all'ansante respiro di un vecchio
inizia e finisce di vivere.
Fra i ciottoli di un antico borgo cittadino
fino alle fresche e giovani ghiaie di una spiaggia
ripercorre il tenero e timoroso passo di un bambino.
Il galoppo di un cavallo stanco ma felice,
il fedele sguardo di un cane che vive delle tue carezze
e sorge nella luce dell’ alba,
ritirandosi infine nelle fioche ed emozionanti promesse
di un tramonto.
Respira in noi,
accompagna la nostra ombra,
ci sussurra i peccati della nostra coscienza,
ma ci prende per mano,
facendoci danzare
l’infinito valzer della storia della vita.

Copyright©Tutti i diritti riservati
ALL RIGHTS RESERVED

POESIA 

O fuggitivo pensiero

che inconsapevole

viaggi nella mente

del tempo,

di fronte alla mia anima

ti inchini

e le tue possenti ali

innalzi…..

……sulla soglia dell’ispirazione

posi i tuoi silenziosi passi

e nel profondo

del mio cuore batti.

Regali vita

al bianco vuoto

del foglio strappato

che si riempie

di grazia divina

con l’arrivo di una baciata rima;

sai farti aspettare trepidamente,

emozionando la voce della gente,

ma per me la vera allegria

è lo scriverti ‘cara poesia’.

Copyright©Tutti i diritti riservati
ALL RIGHTS RESERVED

Racconto inedito dell'autrice offerto ai suoi lettori con cui ha vinto il primo premio al concorso ''Maribruna Toni 2009''

 IL FERROVIERE E LA BAMBINA 

C’ era una volta una bambina che amava passare gran parte del suo tempo ad ammirare tutto ciò che la circondava; le piaceva fare lunghe passeggiate in mezzo alla natura, osservare le bellissime sfumature colorate dei fiori, andare ad immergere i suoi candidi piedini nell’acqua calma e limpida di un piccolo e solitario laghetto lì vicino.
Aveva una graziosa casetta di legno con delle piccole finestrelle che davano su un giardino accogliente e ben curato;la bambina adorava prendersene cura insieme alla sua cara mamma e lo tenevano con così tanto amore e tanta dedizione che non si accorgevano neanche delle lunghe giornate estive che passavano velocemente.
Entrambe erano riuscite a diventare le migliori amiche della natura, perchè riuscivano addirittura a parlare con i fiori mentre se ne prendevano cura ed alla sera un po’ stanche, ma felici e soddisfatte, si ritiravano nella loro casetta a consumare una meritata cena.
Le giornate scorrevano così nella loro cara routine quotidiana, ma un bel giorno la bambina, mentre se ne stava davanti alla finestra immersa nei suoi pensieri, vide un piccolo uccellino, a differenza di tutti gli altri che volavano nella campagna vicina, avvicinarsi così tanto alla casetta da destare la sua curiosità.
L’animale se ne stava a frugare tranquillo fra la vegetazione, in cerca di qualche piccolo seme o insetto.
La bambina pensò che subito dopo pranzo avrebbe lasciato qualche briciola di pane o qualche pezzetto dei biscotti che la mamma le preparava sempre per la merenda, nel caso l’uccellino tornasse in cerca di cibo.
L’animale nel pomeriggio non tornò, lasciando la bambina un po’ delusa e triste. La mattina dopo, appena si fu alzata, si affacciò alla finestra e con sua grande gioia vide il piccolo volatile sempre più sicuro e deciso ad avvicinarsi alla casa.
La bambina lo guardava emozionata ed assorta ad ammirare così da vicino con quale sveltezza quel leggero corpicino si affrettava a raccogliere le briciole lasciate il giorno prima.
Lei era sempre stata affascinata dalla natura che la circondava, ma ora lo era ancora di più, perché era grata di poter osservare per lungo tempo in silenzio un tenero e garbato animale come quello. Questa osservazione a distanza continuò per una settimana e anche se la bambina era felice di poterlo studiare con lo sguardo, adesso non le bastava , perché avrebbe voluto vederlo ancora più da vicino.
Nel frattempo aveva potuto capire che non era come uno dei tanti passerotti che volavano guardinghi ed intimoriti nel cielo, ma aveva le piume di un colore diverso, anche se non sapeva dire quale fosse; il corpo era minuto e la forma del becco era particolarmente fine e quasi invisibile come le piccole zampette corte, ma agili.
Esso si distingueva facilmente da tutti gli altri, perché sia prima di comparire agli occhi della bambina, sia al momento di andare via per ritirarsi alla ricerca di un riparo sicuro,la salutava con un simpatico ed elegante cinguettio, piacevole da ascoltare che si differenziava molto da quello di un comune uccellino.
Lei sapeva bene, mentre aspettava il ritorno del suo piccolo amico, che per vederlo comparire poteva aspettare di sentire il suo caloroso canto oppure poteva dirigere lo sguardo in direzione della ferrovia, la quale segnava il confine tra il bosco e la città.
Un bel giorno le speranze della bambina si avverarono: nel momento in cui si affacciò alla finestra lo vide proprio sotto il suo davanzale intento e assorto a piluccare fra l’erbetta, così lei con il timore di spaventarlo mantenne una piccola distanza dalla luce che proveniva dall’esterno, restando nella penombra della sua stanza.
Piano piano l’uccellino, non avendo avvistato pericoli di alcun genere, si fece coraggio e azzardò un piccolo salto sul davanzale, così da rendersi totalmente ed inconsapevolmente visibile alla bambina che nascosta dietro le tende della finestra sbirciava silenziosa e meravigliata l’animale e nella camera immersa di quiete poteva percepire soltanto il forte battito del suo cuore pieno di emozione e felicità.
In quel momento poteva scoprire finalmente le vere sembianze di quel piccolo scricciolo, lo guardò attentamente e vide che il suo piumaggio era di un intenso color cenere con delle venature grigie più chiare in superficie, le quali ricoprivano uno strato di piume più scure.
La bambina notò che il grigio, un colore che aveva sempre considerato triste e monotono, ora addosso a quella piccola creatura diventava allegro e spensierato come un arcobaleno; notò con curiosità una penna più corta rispetto a quelle di tutto il resto del corpo , che si diramava dal minuto dorso fino alla coda sbarazzina: era una piccola e morbida piuma di un bianco candido che si distingueva dalle altre.
In questo modo era sicura che, anche a distanza di tempo, lo avrebbe riconosciuto fra tanti. La bambina era sempre stata una grande sognatrice, volava con la fantasia, riuscendo molte volte nei suoi pensieri a farla diventare realtà; le piaceva quando la madre prima di andare a letto le raccontava con tanto amore le favole, nelle quali spesso si narrava di una speciale amicizia nata fra gli animali e gli umani che riuscivano perfino a parlare fra di loro: sapeva bene che nella realtà gli uccellini come tutti gli altri non avevano purtroppo il dono della parola, ma come al solito sperava che almeno una bella amicizia potesse sbocciare ugualmente, forse più sincera e vera di quella che si crea tra due persone.
Lei percepiva già la speranza che un giorno potesse nascere davvero qualcosa tra lei e quel tenero esserino, anzi da parte sua c’era stato subito un affetto particolare e speciale che con il tempo aveva messo delle forti radici nel suo piccolo grande cuore: era sicura però che l’animale fosse estraneo a tutto questo, dato che non l’aveva neanche notata, perché forse troppo occupato a rimpinzarsi di cibo.
A lei bastava anche solo poter guardare quel puntino piccolo e svelto muoversi nell’immensità di quel meraviglioso paesaggio.
Con il passare dei giorni l’animale tornò spesso sul suo davanzale e la bambina conservava e ricordava quegli attimi come un tesoro inestimabile.
Lei sapeva bene che quando non lo vedeva apparire subito, doveva pensare intensamente all’animale, così esso appariva improvvisamente alla sua vista, rendendola sorpresa e felice.
La bambina iniziò ad avere la sensazione che il piccolo uccello si fosse accorto della sua presenza e con piacevole soddisfazione vide che anche ad esso la sua silenziosa e garbata compagnia non dispiaceva affatto.
Un giorno infatti sempre affacciata alla piccola finestra della sua camera, mentre mangiava un delizioso biscotto fatto dalla mamma, si accorse che l’animale ,pur consapevole della sua presenza, stava raccogliendo con il suo piccolo becco tutte le dolci briciole cadute sotto il davanzale e con sua grande sorpresa non era per niente intimorito, anzi sembrava felice di condividere con lei quella silenziosa amicizia.
Entrambi sapevano che fra loro non potevano esserci parole, ma bastava solo la complicità dei loro sguardi e dei loro piccoli gesti; non potevano pensare di dover fare a meno dell’altro, si sentivano felici all’idea di potersi osservare anche solo per un minuto: la bambina si meravigliava di quanta gioia potesse sprigionare quel piccolo essere e quanto il mondo era inerte di fronte all’intelligenza e all’umanità di quell’animale.
Esso invece adesso si accorgeva di quanto si sbagliasse nel pensare che gli umani fossero tutti uguali, sì, ora sapeva che di lei poteva finalmente fidarsi.
L’animale sapeva di doversi sdebitare con la bambina per la sua straordinaria bontà,così decise di fare il primo passo: un giorno mentre lei, come al solito, gli lasciava delle briciole sotto la finestra, l’uccellino spiccò un leggero voletto sopra il davanzale e con disinvoltura beccò i pezzetti rimasti.
La bambina incantata e sorpresa approfittò dell’occasione e sbriciolò il resto del biscotto sulla sua mano, porgendola all’animale piano piano.
Esso a questo punto timoroso, alla fine si lasciò andare e volse il suo esile collo verso ciò che lei gli porgeva con tanto amore.
La bambina ora lo osservava così da vicino che non poteva credere ai suoi occhi: desiderava tanto in quel momento poterlo accarezzare, ma il timore di spaventarlo e di vederlo volare via era tale che decise di accontentarsi di avere avuto anche solo l’onore di poterlo guardare da vicino e di aver conquistato parte della sua fiducia.
Lei sapeva che se una cosa si desiderava tanto alla fine si sarebbe avverata, bastava solo volerla: pensò che se avesse aspettato ancora, l’animale forse si sarebbe fatto accarezzare, riponendo incredibilmente tutta la sua fiducia in un essere umano.
Sapeva che era impossibile, ma in fondo al suo cuore ci sperava.
Il tempo passò e la tenera amicizia fra i due si fece ancora più forte: adesso ognuno poteva fidarsi ciecamente dell’altro;non passava giorno che il piccolo uccellino non andasse a trovare la bambina e che non si facesse osservare da vicino, infatti, ormai se ne stava tranquillo e beato sulla mano della sua amica a rimpinzarsi di briciole.
La bambina però non aveva ancora avuto il coraggio di fare anche solo un piccolo movimento brusco per accarezzarlo con la paura di tradire la fiducia dell’animale.
Un bel giorno però decise di farsi forza e mentre l’animale stava piluccando, come al solito, dalla sua mano, lei tese un piccolo ditino verso l’invisibile e sottile becco dell’uccellino, il quale con prontezza e furbizia si spicciò a raccogliere da esso le restanti briciole, senza alcun timore.
Per la bambina il fragile e leggero contatto di quel piccolo becco che cercava tenero, ma deciso sulle sue dita fu così meraviglioso ed emozionante da farla quasi gridare di gioia: fu in quel momento che decise di tentare di accarezzare il piccolo animale; rassicurata dalla tranquillità dell’uccellino, spostò il suo tenero ditino dal becco al minuscolo capo del volatile, dove il suo tatto trovò la piacevole sensazione di toccare il morbido e giovane piumaggio, arrivando all’esile collo che mostrava quella piccola piuma bianca e candida come una nuvola, mentre le zampette corte, ma robuste graffiavano inconsapevolmente il dorso della mano della bambina, la quale sapeva che erano innocue di fronte all’innocenza di un tale tesserino.
L’uccellino si lasciava accarezzare dolcemente mentre mangiava, perché sapeva che non poteva esserci un cuore più puro e sincero di quello della bambina e di tanto in tanto alzava il piccolo capo per guardare gli occhi della sua ormai padroncina, nei quali vi leggeva un infinito amore.
La bambina aveva deciso anche un nome per il suo uccellino, il quale non era un vero e proprio nome, ma soprattutto un soprannome che lo riconosceva fra tutti gli altri: il ‘ferroviere’.
Lei scelse proprio questo nome, perché solo il suo piccolo amico quando le faceva visita proveniva sempre dalla ferrovia.
La bambina era tentata di rivelare la sua tenera amicizia alla mamma, ma sapeva che non le avrebbe creduto, soprattutto perché un uccellino non si lascerebbe avvicinare così tanto per paura dell’uomo e poi perché una tale amicizia poteva esistere solo nelle favole.
Un bel giorno la nonna fece visita alla bambina e come al solito durante il pranzo amava raccontare a sua nipote tutti i bei ricordi vissuti con il nonno che lei non aveva conosciuto: alla bambina piaceva rivivere anche solo attraverso un ricordo raccontato quella meravigliosa persona che il destino purtroppo non le aveva permesso di incontrare.
La nonna infatti stava raccontando che quando il nonno andava a caccia, sua grande passione, riportava a casa dei piccoli uccellini dal dorso grigio che lui stesso soprannominava i ‘ferrovieri’, proprio perché diceva provenissero dalla ferrovia e che per il loro piumaggio si caratterizzassero da tutti gli altri.
La bambina anche se era del tutto contraria alla caccia, quando sentì nominare il piccolo uccellino pensò che si trattasse della stessa specie a cui apparteneva il suo tenero amico.
Al momento in cui la nonna affermò che anche dopo la perdita del nonno, lei continuava a vedere tuttora il piccolo esserino svolazzare di fronte a casa sua, la bambina pensò davvero che le favole qualche volta si possano avverare, dato che la nonna viveva in città ed era strano e raro che sempre lo stesso uccellino potesse farsi vedere così spesso in un luogo urbano.
Anche la madre rimase sorpresa da quello che aveva detto la nonna e la bambina pensò subito che il piccolo volatile visto dalla nonna e quello che tutti i giorni faceva visita a lei nel bosco fossero lo stesso animale.
Fu in quell’occasione che decise di raccontare tutto alla mamma e alla nonna, le quali rimasero entrambe sorprese e meravigliate dalla strana coincidenza, ma alla fine ci dovettero credere.
La bambina infatti per dimostrare che aveva ragione decise che al momento della visita quotidiana del suo piccolo amico, avrebbe reso partecipi della sua segreta amicizia con l’animale anche loro due: poco dopo infatti sua mamma e sua nonna se ne stavano nascoste nell’ombra più lontana della stanza, mentre lei dava da mangiare, come al solito, al suo dolce amico e ogni tanto si apprestava ad accarezzarlo teneramente, lasciandole estasiate ed incredule alla vista di così tanta reciproca fiducia e di puro affetto,il quale forse può esistere solamente nel piccolo grande cuore di un animale.
In quel momento tutte e tre sapevano e speravano che forse quella minuscola creatura fosse un piccolo segnale che il nonno aveva mandato dal suo cuore per dimostrare che anche se non c’era, da lassù era partecipe di tutto quello che succedeva alla sua cara famiglia.
L’uccellino continuò a far visita alla bambina, la quale stava male al pensiero che un giorno potesse arrivare il momento in cui il piccolo animale non si facesse più vedere: decise soltanto di godersi la compagnia di quel piccolo esserino.
L’uccellino infatti non la tradì, perché tuttora fa visita alla bambina che ormai è diventata una ragazza, la quale però ha sempre la stessa sincera dolcezza e sensibilità nel cuore: ha capito che in fondo alcuni sogni con la forza della volontà e della fiducia si avverano e che alla fine in questo mondo nessuno è completamente solo.

Copyright©Tutti i diritti riservati
ALL RIGHTS RESERVED

©Francesca Ghiribelli

Sito web http://www.myspace.com/fraghi88

http://francescaghiribelli.jimdo.com/

http://www.facebook.com/fraghi88

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