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Nome o Pseudonimo Monia Minnucci
Qualifica Poetessa
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Biografia

Monia Minnucci nasce a Sora il 5 maggio 1973; cura la sua attività poetica da numerosi anni con svariate partecipazioni a concorsi letterari, partecipazioni a trasmissioni radiofoniche , pubblicazioni in antologie poetiche.

Il libro "La bambola rotta" è la sua prima opera interamente dedicata alle sue liriche.

Dim lights

Oltre all’attività poetica coltiva la passione per l’arte in generale, dilettandosi in scultura, pittura, intarsio; ha frequentato la "Scuola di arte e mestieri" specializzandosi nell’arte dell’intarsio; successivamente ha frequentato un master e insegnato come docente formatrice.

Questa nota biografica è stata scritta da Marco Mannucci (poeta cantautore).

 

La Poetessa

Monia Minnucci Partecipa a PROGETTO ALMAX Sezione CANTAPOETI

con la Sua Poesia ora anche Canzone:

 

"FIORE RECISO" Feat ALMAX

 

Dim lights

 

Testo Originale: FIORE RECISO 

 

Sono una lacrima,goccia di sangue,

pelle d'acqua che si frange,

la roccia m’annichilisce.

Palesemente persa,

il fuoco brucia,

la strega è morta.

Spirali folli

Tendono le stelle...

genio folle!

Non c'è rete per salvarmi

o uomo per amarmi,

non fate che rubaree violare...

fiore reciso.

Lo specchio m’ ingoia,

il tempo svelaserpi sulla fronte.

Son fatta di pieghe,

solchi e abissali mari,

cieli bassi,stelle pendentie struggenti scogliere.

Il cielo,come te,non m' ha ascoltato.

Mia colpa,l' esser sopravvissuta,vostro,

il peso della condanna,la misericordia è degli angeli.

 

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Note Intervista a Radio Alfa del 05/12/2009:

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E' la poetessa di Frosinone Monia Minnucci la prossima ospite a "Letto alla Radio", la rubrica dedicata ai libri ideata da Annavelia Salerno, in onda il lunedì alle 18.40 e in streaming su http://www.radioalfa.fm/. Monia parlerà della sua arte, ed in particolare delle sue poesie, venti delle quali sono contenute nell'antologia Voci di conchiglia, uscita di recente per la casa editrice Il Fiorino di Modena: venti poesie che trasudano sentimenti, e che parlano soprattutto di dolore. Un dolore, però, che sebbene pervada tutta la lirica della poetessa del frusinate, è “formativo”, perché aiuta ad affrontare meglio la vita. L'espressione artistica di Monia Minnucci non si esurisce, tuttavia, con la poesia: oltre all'interesse per la poesia, infatti, coltiva la passione per l'arte in generale, dilettandosi in scultura, pittura, intarsio. Infatti ha frequentato la "Scuola di arte e mestieri", specializzandosi nell'arte dell'intarsio, sotto la guida del maestro Carlo Turri di Anagni, e successivamente partencipando ad un master come docente formatrice. Scrive da sempre, e tra poche settimane uscirà per Aletti Editore la sua pubblicazione dal titolo La bambola rotta. Le sue liriche sono state inserite in varie antologie. Questa è una delle sue poesie: Rintocchi di campane scippati alla notte. Notte, landa di sogni e stelle. Sai essere breve, dolce, per me, che amo i tuoi silenzi, le curve senza ombre, dove tutto è un abbraccio. Questa sera solo distese di cielo. Colla, sei stato colla che mi teneva giù, appiccicata all'inferno. Cane
ringhioso alla staccionata, sotto-tiro di un sentimento cecchino, astuto, implacabile. Ora sono in volo, puoi aggrapparti ai miei piedi, se ti va, con le tue grinfie rapaci. Perderai la presa e il cielo ti inghiottirà, con acque di lago. Tentacoli di alghe, fondo e buio pesto. Non volerò in picchiata, freccia ansiosa, per afferrar le tue mani senza domani. Mani
ingrate, menzognere, propositi da flebo che mirano alla mia consuzione. Io sono piuma e non so posare.

Poesie, racconti o altri scritti

Queste poesie sono state pubblicate nelle antologie di Aletti Editore. Sono concorsi nazionali gratuiti e vengono distribuite nelle librerie Feltrinelli.

  • Habere Artem con la poesia "condanna"
  • Poesie del nuovo millennio con la poesia "carne"
  • Parole in fuga con la poesia "dove saremo"
  • Dedicato a...poesie per ricordare con la poesia "omaggio"
  • Il Federiciano con la poesia "ricordi"
  • Fra un fiore colto e l'altro donato con la poesia "sarebbe"
  • Antologia "Luoghi di parole" Poesia "Omaggio a Alda Merini"

Edite e distribuite da Aletti editore.

Poesie selezionate per il concorso nazionale mensile "istant-antology" della casa editrice Giulio Perrone editore. La pubblicazione è gratuita.

Pubblicazione nelle antologie

  • Lussuria con la poesia "il fior della lussuria"
  • Ira con la poesia "l' ira"
  • Superbia con la poesia "superbia"
  • Accidia con la poesia "ventre azzurro"
  • Invidia con la poesia "quel che resta"
  • Avarizia con la poesia "vocazione"
  • I grandi temi della poesia con la poesia "la bellezza"
  • I grandi temi della poesia "la malinconia" con la poesia "lacrima ambrata"
  • I grandi temi della poesia con la poesia sul Natale
  • I grandi temi della poesia con la poesia sull'inverno
  • I grandi temi della poesia Eros con la poesia "Sogno erotico".
  • I grandi temi della poesia "La follia" con la poesia "Il male oscuro".
  • I grandi temi della poesia poesia sul tema "Il corpo"
  • I grandi temi della poesia con una poesia sul tema della "Nascita".

Edite e distribuite da Giulio Perrone Editore.

Presente nell' antologia "voci di conchiglia" con venti liriche, edita dalla casa editrice Il Fiorino di Modena.

Presente nella seconda edizione dell'antologia "voci di conchiglia" edita dalla casa editrice il fiorino di Modena, con quindici liriche.

Presente nell'antologia "Collana di perle 2"
Con la poesia "Ignoto".

Presente nell'antologia " Poeti d'Italia" con due liriche "Poesia per Ulietta" e "Per lei (un saluto speciale)". Pubblicazione gratuita su "Il mio libro" del gruppo espresso.

Intervista per radio Alfa con Annavelia Salerno
presentazione dell'antologia "voci di conchiglia".

E' uscita la raccolta poetica con 30 liriche unicamente di mia composizione "La bambola rotta" edita dalla casa editice Aletti.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. lgs. 196/03 del 2003 e successive modifiche.

 Kronos
Croce d’esser uomo.
Dov’è la fine del pianto?
Alle prime dell’alba
il destino pone faticose tagliole,
s’invita nella stanza scarna.
Il foglio l’unica salvezza,
parole su parole,
inferno di parole …universo d’inchiostro.
Il dolore non tace,
non trasmuta l’arsura esistenziale.
Mescolo la brodaglia delle paure,
tanfo generale …m’annichilisce!
Non so neanche pregare!
Potessi rovesciare i chilometri,
comandare Kronos …rendimi Kairos!
Accorcia la sequenza nefanda del fatto
e chiamami "menzogna".

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Vento di rose
Ambrosia mortifera
scorre a due dita dall'inutile
scorta di vita ,
sapore incolore
refluisce e scola
l'insolito pantano.
Pelle,
soli sepolti,
non ho che ricordi,
mi rincresce lo scriver vano
che non cede perdono
o quiete d'olmo.
Non resuscita albe antiche,
non nutre vene invertite,
grottesco paralume
che scinde le cose.
Allora io e le tenebre
non abbiamo che pianto stellare
a ricordarci la vita
dall'impossibile presa.
Questo grande macigno
pietra angolare,
queste braccia spalancate
stingono vento di rose
e grondaie sfondate.

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GAS
L’inverno era trascorso con una lentezza esasperante. La neve aveva continuato ad imbiancare i cipressi quando la madre di Gilda era uscita di senno, suo marito Gianni l’aveva lasciata per una donna più giovane e bella di lei. Gilda sedeva compita alla sua scrivania; era sempre stata una ragazzina schiva, fuori dal comune, ma gli avvenimenti che le erano crollati addosso quell’inverno l’avevano indotta ad un tepore emotivo, una sonnolenza emozionale che spesso la faceva trasalire – non provo nulla!- pensava, mentre reggeva a due mani il capo e una frotta di ciocche si spargevano sul tavolino in legno massiccio.
Si era alzata di scatto e infastidita dai suoi stessi pensieri s’era diretta nella camera della madre, attutendo il rumore dei tacchi con passo felpato.
La stanza era calda; Gilda non mancava di accendere i termosifoni e rimboccare le coperte che i sogni agitati di Claudia –sua madre- rovesciavano sul pavimento…
"Sei tu? Sei tornato da me? …dimmi che sono bella!" sussurrava la donna, annaspando il braccio nell’aria per afferrare il fantomatico visitatore.
"Mamma , sono io Gilda!"
"lo so, sei tornato da me …lo sapevo che saresti tornato!"
La ragazza le si era avvicinata costernata; sua madre era l’unica persona che aveva al mondo e ora ... non la riconosceva neppure; con un gesto riverente si accucciò al bordo del letto e afferrato il grembo materno, vi calò il volto per annusare l’odore della donna che non c’era più.
Il campanello della porta la fece riavere da un’amara nostalgia …si riavviò i capelli facendo attenzione a non urtare alcun mobile nella stanza in penombra, si avviò alla porta e con sollievo lasciò che lo spazio, la distanza, assorbissero i discorsi deliranti di sua madre.
Caterina era sempre puntuale: ogni giorno, dalle 16:00 alle 19:00, si recava dalle due donne per permettere a Gilda di uscire di casa, frequentare il corso di parrucchiera e assolvere le varie incombenze casalinghe.
La ragazza aveva indossato il soprabito di lana rossa, dopo aver salutato Caterina era uscita di casa.
La scuola era a pochi metri da casa sua; l’aria era frizzante, pungente, e il desiderio di fare due passi in santa pace divenne estremo, oltrepassò la porta dell’edificio, coprendosi il volto con l’ampio cappuccio per proseguire verso il centro.
Mentre camminava respirava un senso di liberazione, più camminava e più voleva camminare; grosse lacrime le sgorgavano dagli occhi nocciola – come il gelato!- così usava dirle sua madre, quando piccina odiava quel colore neutro.
Giunta all’angolo fra Via Mascagni e Via Cavour, prese a rovistare nelle tasche – eccolo!- pensò, mentre portava davanti agli occhi un biglietto ingiallito da un lavaggio in lavatrice non previsto.
- Ti aspetto in corso della Repubblica , giovedi’ alle 17:00 in punto…non deludermi.Ti amo.-
Gilda si affacciò all’angolo e, fra la gente che ciondolava anonima, riconobbe Piero: lui l’aveva amata subito, dal loro primo incontro in gelateria, quando la mamma era in salute e la vita bella.
Si erano frequentati fin quando lei non era stata avvinghiata da quella sorte difficile, che la vedeva reclusa in una casa triste come un’omelia.
Il ragazzo aveva continuato ad aspettarla invano nel luogo dei loro appuntamenti e, non vedendola più, s’era fatto forza e si era portato a casa di lei.
Gilda nel vederlo aveva chiuso la porta alle sue spalle per nascondere, più a se stessa che all’uomo, quella situazione …"ho da fare!" gli aveva detto coincisa.
"Ti aspetto …ti aspetterò sempre!"
Le aveva riposto in mano il biglietto ed era andato via.
Gilda fece due passi verso Piero che di spalle guardava una vetrina, le si era avvicinata tanto da sentire il profumo di muschio che lui usava; aspirò quell’effluvio e, in quel momento, vide la sua vita come un film che fioriva di sogni, speranze, vita stessa .
Un solo tocco e tutto sarebbe cambiato – un solo passo!- s’era detta …quando, dall’altra parte del marciapiede , una donna che scrollava e ripeteva a un bimbo magro "non farlo mai più…vuoi lasciarmi sola?...vuoi lasciare sola la tua mamma? devi guardare quando attraversi. Non farmi morire di paura"!."Il cuore si fermò – non lasciarmi!- sua madre era padrona della sua volontà, dei suoi pensieri , lo era sempre stata… il senso di colpa era la mannaia; un cielo cupo l’avvolse …sua madre! Non avrebbe mai potuto lasciarla.
Ripercorse la strada a ritroso con la testa china, le mani in tasca.
Entrò in casa e accennò vagamente un saluto a Caterina che uscendo le indicava la cena, lasciata al caldo in forno…
La casa era tetra, triste, come la sua intera esistenza; aveva appena rinunciato alla sua vita, aveva perduto ogni possibilità…
"Mamma hai fame ?" chiese alla donna con occhi umidi.
"Sei tornato!"
"Sì …sì …sono tornato."
Gilda si alzò e tornata in cucina scaldò la pentola sul fuoco, mise la pietanza nel piatto… prima di dirigersi dalla madre spense la fiamma, ma riapri' il gas.
"Tesoro ora saremo assieme per sempre…tu ed io e la piccola Gilda!"
La ragazza prese ad imboccarla in silenzio, immersa nella sua follia e nell’aria satura di gas.

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Sito web

LA BAMBOLA ROTTA DI MONIA MINNUCCI
http://www.gliautori.it/blog/2010/06/25/la-bambola-rotta-di-monia-minnucci/

LA BAMBOLA ROTTA DI MONIA MINNUCCI ARLETTI EDITORI
http://www.alettieditore.it/emersi/giu10/minnucci.htm

I CAFFE' CULTURALI - INFOGESTIONE

http://www.icaffeculturali.com/comunita/tavolino/Minnucci%20Monia/Monia%20Minnucci.htm

I RACCONTI DEL PERDONO DI MONIA MINNUCCI
http://www.livello4.com/I_Racconti_dellAgenzia_del_Perdono.pdf

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