Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Speaker&Scrittore - ANDREA COLLALTO

Ciao Andrea, ti ringraziamo per la tua  partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il tuo percorso artistico? Allora… in quel tempo… hahaha …diciamo che artisticamente a livello radiofonico nasco agli inizi degli anni 90, precisamente nel 91. Ho sempre amato il mondo della radio e ho sempre voluto provare a cimentarmi dietro al microfono per intrattenere gli ascoltatori. All’inizio l’idea era anche per combattere la timidezza, che mi ha sempre bloccato nei momenti più importanti. C’era una radio fm a pochi chilometri da casa mia, pensa che ci andavo in bicicletta. L’inizio è stato quello classico di quel periodo: diventare amico di uno dei dj, riuscire un po’ alla volta ad infilarsi nel programma come aiuto fac totum (redazione, rispondere al telefono, trovare dischi in archivio ecc…) poi per un po’ di tempo ho dato voce anche ad alcuni personaggi divertenti che “disturbavano” lo speaker per rendere la trasmissione più coinvolgente, finché l’allora direttore dell’emittente decise che era arrivato il momento di mettermi dietro al microfono con la mia voce. E da li è nato tutto. Ho girato per diverse radio fm: dopo la prima esperienza all’allora Radio Gambellara, sono passato a Radio Collina (radio comunitaria), poi Radio Planet fm Vicenza… Tutte emittenti che ora non esistono più ma che mi hanno dato tantissimo. L’fm locale purtroppo non è più quello di una volta; nella mia zona (ma non solo) è stato troppo spesso fagocitato dai grossi gruppi che bramavano le frequenze. Quindi guardando al futuro mi sono aperto al mondo del web. Il primo approccio era il classico format registrato in bianco che per un po’ è andato in onda su rta Planet. A darmi fiducia sul mondo del web però devo dire è stata l’esperienza, durata tre anni, a Radio Goccioline. Per me all’inizio è stato un po’ come un ritorno a casa, perché il proprietario è il fratello dell’allora direttore della radio dove ho iniziato, che tra l’altro l’aveva a suo tempo fondata. Un “ritorno al futuro” l’ho definito spesso, perché si ha sempre lavorato come nelle care e vecchie radio libere, ma con la tecnologia del futuro. Poi anche li il progetto è cambiato e col mio gruppo di lavoro abbiamo deciso di proseguire il percorso per conto nostro fondando quella che è adesso Container Radio. Un progetto iniziato un po’ in sordina, che stiamo costruendo quotidianamente lavorando sodo. Devo ringraziare Gloria Zanuso (che agli inizi ci ha dato una mano a livello redazionale e creazioni di alcuni programmi), ma in modo particolare Cristel Dalrì, cantante emergente di Rovereto e carissima amica con la quale collaboro da anni con cui fin da subito abbiamo creato quasi tutti i programmi, palinsesto, e tutto quello che i nostri ascoltatori possono sentire giorno dopo giorno. Perché ricordiamo che a parte tre, tutti gli altri programmi che si susseguono di ora in ora sono interamente autoprodotti da noi e aggiungo anche con un notevole sforzo organizzativo e tanta passione e creatività da parte di tutto lo staff, perché la nostra è una realtà attualmente senza scopo di lucro. Devo dire che poi di settimana in settimana, abbiamo trovato tante belle persone che hanno creduto e che continuano a credere in questa nostra realtà e adesso possiamo annoverare collaborazioni e uno staff che copre tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia con idee e programmi che cercano di coprire i gusti di tutti. Presenti in radio, ma quali canzoni prediligi? Beh, se parliamo di musica, ti posso dire che sono molto eclettico, posso passare dalla classica al latino americano, passando per gli anni 90 o il pop italiano. Dipende dai giorni, dipende dagli stati d’animo, perché tutti i generi musicali sono belli per chi ama la musica. Se devo proprio scegliere però, sono molto legato alla musica anni 80 e 90, in particolare alla dance di quel periodo. Che tipo di programmi presentate? Come ti dicevo, ce n’è veramente per tutti i gusti, ad iniziare dal programma del mattino, “Appuntamento alle 11” che è uno dei miei programmi storici dove in un mix di musica e cultura, si parla di ricette, poesie e aforismi. Tra i programmi più apprezzati dai nostri ascoltatori sicuramente figura quello del pomeriggio, Information Desk, che offre quotidianamente il meglio della musica con le classiche dediche e richieste come si faceva una volta ed ogni giorno propone alle 16 un intervista con un esponente più o meno famoso del mondo della musica, arte e cultura. Sono passati e stanno passando dei nomi veramente importanti. Poi tra i programmi più apprezzati per chi ama la musica da ballare non si può non ricordare Sweet Melody, il programma di Cristel del giovedì, oppure Ten By day, programma che ogni giorno propone una playlist scelta di vari generi musicali che cambiano di giorno in giorno. Tra i programmi più pazzi della radio c’è Fuori di Testa, co condotto da me e da Carmela Simeone, che ogni settimana prende un argomento e lo sviluppa con gag radiofoniche, sceneggiati, parodie, sassolini nelle scarpe, vaffa terapia e tanta musica che va dal serio al demenziale per parlare dell’argomento trattato durante il programma. Tra gli altri programmi da segnalare due programmi per i più piccoli: Cucciolandia, il programma di Cristel Dalrì che ci fa ritornare bambini ogni week end con le sigle più belle dei cartoni e Container Junior di Veronica Sfrulli, programma riservato ai più piccoli e alle famiglie che ogni due settimane sviluppa varie tematiche legate al mondo dell’infanzia, compresa la rubrica di libri “Tre per tre” che parla di tre libri per tre fasce d’età diverse. Ma non è finita, perché parliamo anche di filosofia, ogni due settimane con Roberto Borghesi e grazie alla collaborazione con Franca Foffo, da Roma, ogni settimana abbiamo un programma che svela vizi, segreti e virtù dei vip spesso con ospiti importanti del mondo dello spettacolo. Parliamo di moda e anche di consulenze legali, grazie all’Avvocato Antonio Motta che collabora con noi dalla Sicilia e ogni settimana risponde ai quesiti legali degli ascoltatori. Uno dei programmi di punta della radio però è sicuramente Pigiama Party, che ogni giovedì sera apre un salotto virtuale unendo le sedi di Vicenza e Rovereto con me da Vicenza, Cristel da Rovereto e Carmela dal Molise. Un programma creato per avere un filo diretto con gli ascoltatori che possono non solo fare dediche e richieste, ma intervenire in diretta e dire la loro da tutto il mondo sugli argomenti della serata. Questo solo per ricordare alcuni dei nostri programmi autoprodotti. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico in Italia? Io direi che, nonostante la crisi discografica in Italia c’è speranza. Se andiamo oltre i fenomeni commerciali che ci presentano i mass media tutti i giorni, anzi… che ci propinano tutti i giorni, troviamo ancora tanta musica di qualità, tanti b side che andrebbero valorizzati, tanta musica che ha molto da dire. Ci sono tanti artisti importanti che hanno fatto e che continuano a fare dei pezzi stupendi, che spesso segnano dei momenti della vita in modo indelebile. Dando spazio agli esordienti in radio però ho scoperto un mondo sommerso che andrebbe decisamente rivalutato, anche dalle case discografiche che ultimamente vogliono investire solo sul prodotto sicuro. Come mai viene dato così poso spazio agli esordienti? Come dicevo poco fa, proprio perché le major, perché in fondo tutto è in mano loro, vogliono andare sul prodotto già sicuro, perché si guardano i guadagni prima di tutto ovviamente, come in qualunque impresa. I giovani quasi sempre sono costretti ad autoprodursi e pubblicizzarsi da soli. Le grandi radio che potrebbero lanciare i giovano in questo non aiutano molto, per un discorso che sarebbe troppo lungo da affrontare e ci si trova sempre di fronte alla solita minestra riscaldata. La cosa che trovo deleteria per il panorama giovanile italiano è l’emulazione che hanno spesso le radio fm locali nei confronti delle radio nazionali, conformandosi ad un canone commerciale che non centra nulla con loro. Occhio, non voglio dire con questo che bisogna dare solo spazio agli esordienti, però basterebbe infilare qualche brano in programmazione ogni tanto, dare voce con un intervista, creare uno spazio in programmazione dove si possano proporre anche cose nuove. Cosa che stanno facendo spesso le web radio, che hanno un po’ preso il posto delle “radio libere” di una volta. Il tuo primo provino in radio? Non è stato un provino vero e proprio. Come ti raccontavo all’inizio la mia è stata una gavetta che è iniziata in redazione e piano piano è andata in crescendo prima con personaggi e poi si è evoluta con la mia voce vera e propria. Credi nella discografia italiana? Più che altro credo negli artisti. La discografia al giorno d’oggi, e lo sento anche con le tante interviste che facciamo quotidianamente in radio a personaggi famosi e giovani emergenti, crede a chi la fa guadagnare, ed è normale essendo un business. Credo nei tanti artisti che, nonostante tutto continuano a produrre ed autoprodursi, credo nella musica e finché continueranno ad esserci idee da realizzare e persone che ci credono, ci sarà anche un futuro e nuovi sbocchi. Sappiamo che oltre la musica e la radio coltivi anche un'altra passione che è la scrittura. Si, è vero, è una cosa che è sempre andata paripasso. Ho sempre adorato scrivere e sono sempre stato un ottimo lettore, anche se ultimamente per mancanza di tempo sto latitando un po’. Come ti sei avvicinato alla scrittura? Forse un po’ per timidezza. Lo so che è un controsenso dirlo, visto che sono in diretta tutti i giorni, però sono e continuo ad essere un tipopiuttosto chiuso, di quelli che si tengono sempre tutto dentro. Un po’ con la radio e un po’ con la scrittura, ho trovato la mia valvola di sfogo.  Il tuo percorso? Diciamo che la vita non è sempre stata molto generosa con me; come tanti ho sempre dovuto sudare tutto quello che sono riuscito ad ottenere e molti sono ancora i sogni da realizzare. Inizialmente, ancora da bambino, ho cominciato a scrivere un po’ per sfuggire alla realtà, per sfogarmi e li sono nati i primi racconti. Poi un po’ alla volta sono uscite delle cose più elaborate: racconti brevi fino ad arrivare a due romanzi e un monologo teatrale che attualmente tengo però nel cassetto in attesa che arrivi il momento giusto per farli conoscere al mondo, sempre che arrivi ovviamente “il momento giusto”. Di cosa tratta la tua pubblicazione? All’inizio mi ispiravo ai thriller, tra i miei scrittori preferiti ci sono sempre stati Stephen King, Kathy Reichs ecc… Storie di mistero, fantastiche, che poi maturando col passare degli anni sono diventate rielaborazioni di storie di vita, sul tragicomico tra il riso ed il pianto, un po’ come le nostre giornate. Ho avuto la fortuna, partecipando a diversi concorsi letterari di essere diverse volte pubblicato a livello locale e recentemente anche a livello nazionale in due antologie di racconti intitolate “Anime Sparse”. Poi nel 2012 abbiamo autoprodotto con la radio un libro di ricette, “Appuntamento a Tavola” legato al programma del mattino che raccoglie tutte le più belle ricette che ci sono giunte in redazione suggerite dagli ascoltatori (ne abbiamo ancora qualche copia) ed ho collaborato ad altre autoproduzioni tra cui un libro che si è fatto notare che è stato presentato in tv in un programma Rai l’autunno scorso. Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Ho notato che adesso, con l’avvento dei social network si stanno moltiplicando come funghi, un po’ come i talent show per i cantanti. Credo sia sempre una buona cosa, poi dipende dai concorsi e da cosa si aspetta una persona. La cosa principale secondo me è non prendersi mai troppo sul serio, prenderlo come un gioco, perché altrimenti se ti fai troppe aspettative e la cosa non va bene ci resti malissimo. Ci si prova, poi se le capacità ci sono e magari ne esce qualcosa di buono, perché no? Una soddisfazione? Ti sembrerà strano quello che ti dico, però nonostante il portafogli con le ragnatele e il conto in banca in rosso come la maggior parte degli italiani ormai, ogni giorno mi porta delle soddisfazioni. Per un intervista con un personaggio famoso ben fatta, per gli ascolti, nel vedere il mio nome sulla copertina di un libro, nell’essere citato nei credits di un disco… soprattutto però nell’avere delle persone vicino che ci tengono a me e me lo dimostrano ogni giorno… se non ci fosse quello tutto il resto conterebbe in modo molto relativo, anzi, proprio per niente. SassolinI nella scarpa? Hehehe Ti diro: più di uno, ma non è il caso di renderli pubblici, però ti posso dire che da quando abbiamo iniziato in radio più di un anno fa quella che abbiamo battezzato la “vaffa terapia”, stiamo tutti molto meglio. La cosa che mi urta di più nella vita di tutti i giorni sono le persone che non si fanno i fatti propri, che vogliono cambiarti e che non sanno ragionare con la propria testa lasciandosi condizionare da quello che possono pensare gli altri. Non dico che un “vaffanculo” possa sistemare le cose, questo no, però nelle sue varie forme anche più aggraziate, ti libera e ti fa sentire meglio. Perché non si può star male per colpa di quello che possono pensare gli altri. Ognuno ha il suo cervello in testa e dovrebbe essere in grado di usarlo, tanto più che è una delle poche cose che si possono usare ancora gratis… Sogni nel cassetto? Tanti progetti, tante cose da realizzare, uno schedario pieno più che un cassetto… Le più importanti sicuramente una famiglia, anche se è difficile trovare una che mi sopporti… e la sicurezza economica. Credi nell’editoria italiana? Non è un ambiente che conosco tantissimo a dire la verità, lo conosco più che altro tramite le varie interviste dove in radio presentiamo i nuovi libri insieme agli autori. Credo che ci sia della buona editoria, che crede e investe anche in autori emergenti e ci sia dell’editoria come dire… così così… anche a me tempo fa sono stati chiesti tremila euro per stampare un romanzo, con tanto di contratto. Beh, quando ti capitano editori così tanto vale andare da un tipografo no? Il risultato è lo stesso alla fine e magari ci risparmi pure qualche euro…  Progetti futuri? Obbiettivi. Ce ne sono tre di importantissimi per me, però per scaramanzia non ne voglio parlare. Voi continuate a seguirmi in radio e nei social network, che se le cose vanno in porto sarete i primi a saperlo e poi come diceva la canzone… “sarà quel che sarà”… Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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