Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - "BIG" Istrione - TERRY SCHIAVO

INTERVISTA DI ALMAX MAGAZINE A TERRY SCHIAVO SUL TRENO MILANO ROMA

Ciao Terry, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Un'icona di riferimento? Da sempre amo Marilyn Monroe. Attualmente sono in casting per interpretarla in una commedia, spettacolo teatrale, e sarebbe un sogno per me ottenere il suo ruolo. Marilyn a livello artistico e professionale pur essendo bravissima e bellissima (all'epoca non esistevano i ritocchi ad opera del chirurgo estetico, ed anche se io ne sono a favore, ammetto che le donne per forza di cose fossero tutte naturali e belle dalla nascita), finché rimase in vita fu forse sottovalutata. Le venivano attribuite caratteristiche come voce da oca e poca professionalità. Lei per prima ha sdoganato la sua sensualità di donna ed essere così sensuali probabilmente non era nemmeno ben visto. Essere femminili non era poi così facile per colpa di tabù, barriere e maschere imposte dalla società, ma lei lo era ed il suo essere sensuale e femmina avveniva in maniera inconscia: era semplicemente un modo di essere, non forzato, che scandalizzava. Anche ora, spesso trascuriamo e sottovalutiamo gli artisti. Per il mio provino ci sarà un lavoro molto lungo e profondo da fare. Mentre studiavo due monologhi per interpretarla senza scimmiottarla o crearne una caricatura, ho capito che dovevo recuperare e palesare la mia femminilità. A volte noi donne spaventiamo l'uomo, che ha soggezione della donna di polso, e a volte ci spaventiamo anche noi nell’esibire la nostra naturale femminilità perché viene spesso confusa con la volgarità: solo le persone intelligenti e sensibili riescono a cogliere la differenza. Sei una sognatrice? Io da due anni a questa parte mi affido molto alla meditazione buddista, perché il buddismo si basa sulla prova concreta, ma chiaramente ho i miei sogni, come ad esempio il poter ottenere il ruolo del mio mito Marilyn Monroe in questa commedia teatrale. In che modo è arrivata la chiamata alla religione buddista? Io sono da sempre stata Cristiana ma da due anni sono diventata buddista. In realtà sono sempre stata attratta dalla filosofia buddista, non credo alle coincidenze, si tratta di disegni come diceva anche Steve Jobs, di cose già stabilite. E'un insieme di energie e conoscenze non casuali. Dal 1994 al 1995 sono stata fidanzata con Marco Columbro, che ora si professa libero ricercatore spirituale ma a quei tempi era anche lui buddista e già mi aveva incuriosita. Più avanti ho trovato occasione per praticare con più frequenza ed assiduità questa religione. Quali sono le tue letture ? Leggo molti libri inglesi spirituali e fra questi anche il libro preferito di Steve Jobs. Nel marsupio ho numerosi e-book. Con i libri in versione digitale non si hanno problemi di spazio o di peso. Leggere è cultura e noi leggiamo troppo poco. Quando scrivi? Quando scrivo, sono sempre certa di non essere una depositaria della realtà assoluta convinta di avere scritto una verità assoluta. Come senti la tua notorietà? Mi ha sempre emozionata fin dall'inizio, ma essendo anche molto timida spesso mi trovo in imbarazzo. Quello che mi trasmettono le persone è un valore inestimabile, energia pura. Questo lavoro è una vocazione. Non amo stare al centro dell'attenzione e non ho manie di protagonismo. Non è un lavoro facile, comunque. Ci sono giorni in cui ti senti come una persona superficiale che vive d' immagine e non è sempre facile incassare il colpo ma bisogna trovare la forza per andare avanti, andare ed andare. Nell’ambito del tuo settore artistico, a tuo avviso si riscontrano più invidie o più esternazioni favorevoli? Sul piatto della bilancia direi più che equilibrato, 70 a favore, 30 contro. Le critiche le senti a livello emozionale. Rapporto con i fan? Meraviglioso da sempre e non potrebbe essere diversamente. Segreto per non essere banali? Essere sempre e comunque se stessi e non cercare di essere la caricatura di altri. E' più importante una buona produzione o una buona pubblicità per avere ascolti? La pubblicità è l'anima del commercio al fine di fare cassetto al botteghino, ma sarebbe importante avere entrambi, come sono riusciti a fare quelli che ora chiamiamo" Mostri sacri". Se si potesse vorrei entrambe le cose ma siccome siamo immagine e se non siamo finti moralisti, ammettiamolo, guardiamo molto l'estetica. Se si deve per forza scegliere opterei per un'ottima pubblicità che porti successo al botteghino per rinvestire il guadagno successivamente. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Agenzie di Milano e di Zurigo, le classiche con cui si può fare il cinema. Agenzie di quando ero piccola che ho ritrovato ma tolgono una percentuale al tuo lavoro. Poi ognuno è il manager di se stesso. Il periodo di crisi ha fatto sparire la figura del manager e rimangono i piccoli impresari che vogliono fare i manager ma anche la buona volontà non sempre è capacità. Che opinione hai riguardo al panorama artistico in Italia? A mio avviso di artisti in Italia ce ne sono tantissimi sia a livello di autori cinematografici che a livello musicale. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Viene dato più spazio ai raccomandati che agli esordienti. Lo spazio lo si lascia ma siamo in tempo di recessione e bisogna accontentarsi di quello che si possiede, smettere di lamentarsi (tipica attitudine ed abitudine italiana) e rimboccarsi le maniche. Diamo la colpa agli altri e non facciamo nulla per cambiare la situazione. Impariamo l'arte dell' accontentarsi, non essendo remissivi ma felici del successo ottenuto. Bisognerebbe essere propositivi più che lamentosi. Il tuo primo provino? Si lo ricordo, avevo 15 anni ed era per una pubblicità di borse, era un'altra vita. Mi presero al primo colpo e divenni testimonial di zaini da scuola orrendi, ma ero supergasata per lo spot. Non avevo genitori che mi spingevano verso lo spettacolo, anzi, erano contrari ed io ho fatto tutto da sola. Alla fine, però, mi hanno apprezzata. Si dice che gli attori abbiano tutti uno psichiatra di fiducia che li aiuti a scindere la persona dal personaggio, credi sia vero? Si. Spesso con la preparazione si entra in un meccanismo particolarmente delicato che può destabilizzare, di conseguenza arrivano le problematiche emozionali e mentali. Recitare non è finzione, più si diventa veri più la recita diventa reale. Come nasce il tuo libro? Nasce da un lungo periodo di riflessione, sulle poche occasioni da esordiente. Una domanda silenziosa. In Italia si diventa famosi facendo scandalo, ma c'è un mondo anche dietro le quinte: produttori, registi, redattori e quant'altro. Io frequento lo stesso club sportivo di Nicol Minetti (nel libro c'è infatti una dedica a suo nome, poiché mi ha ispirato la stesura del libro ma non entro in altri meriti che non mi competono, relativamente agli scandali o alle faccende giudiziarie del bunga bunga) con la quale ho rapporti di cordialità, incrociandola mi venne in mente questa storia da scrivere con un titolo volutamente provocatorio dove si racconta un dietro alle quinte biografico ed ironico, senza nomi a parte Columbro e Lele Mora, che fu il mio agente per un periodo. Il mio peccatuccio è quello di cadere vittima dell'amore, tra l'altro il motivo per il quale ho iniziato questo mestiere è stato appunto l’amore, e sono sempre stata fidanzata. Comunque, è tutto scritto in chiave ironica. Ghost Writer? Nessun ghost writer: non me lo posso permettere, ho scritto tutto di mio pugno, cose belle e cose brutte arrivano tutte dal mio cuore e dalla mia passione. Cosa avresti fatto se non la showgirl? Non c'è un lavoro diverso da questo che avrei potuto fare. Emozionare e sensibilizzare le persone, farle riflettere e sorridere. Sorridere in particolar modo, perché non fa mai male, visto che abbiamo tanti pensieri e preoccupazioni.Compromessi per entrare nel mondo dello spettacolo, soprattutto per le donne? Esistono in questo ambiente come in tutti, anche al supermercato nelle grandi imprese e piccole aziende e via dicendo. Bisogna comprendere, non negare e vampirizzare ma rendere inoffensive tali proposte. Non è l'unico percorso. Il più facile, se vuoi, ma può farti cadere in fretta senza farti comprendere il tuo valore professionale. Non aggiungo altro perché è tutto scritto nel mio libro. I Figli d'Arte, ad esempio, talvolta sorprendono, hanno quel qualcosa in più che respirano in casa fin da sempre. Come le figlie di Celentano, che ammiro, troppo spesso sottovalutate per via del cognome importante.Il tuo rapporto con la moda: Ho un diploma di stilista di moda ma non sono una fashion victim. Non è essenziale avere tutto firmato. Classe e fascino: sono quelle che fanno sempre moda. Sogni nel cassetto? Come già ho detto, lo spettacolo teatrale sulla vita di Marylin Monroe. Progetti futuri ed aspettative? Una trasmissione ad Aprile su "Canale Italia" con Recchia e Falorni: "Domenica Italia live" dove parlerò di calcio, di cui sono diventata molto esperta. L'aspettativa è che l'Inter vinca lo scudetto e non dico niente altro.  Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la isponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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