Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - "BIG" Cabaret - ENRICO BERTOLINO

Ciao Enrico, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo veramente onorati. Hai un diploma di laurea in economia, hai lavorato in banca e studiato alla Bocconi. Dopo tutto questo percorso così serioso la domanda nasce spontanea: Come ti sei avvicinato al cabaret? Dopo aver lavorato in banca, ho fatto consulenza e formazione del personale per diverse aziende. Tornato da questi corsi mi sentivo spesso ripetere dalle aule che faceva sorridere quello che dicevo, cioè che quello di cui parlavo oltre che ad essere interessante aveva anche la capacità di coinvolgere positivamente. Successivamente andando alla festa di un mio amico avvocato in un locale di Milano, la "Cà Bianca”, il mio amico avvocato mi ha chiesto di dedicargli un “pezzo” e gliel'ho dedicato sul palco del locale dove si stava appunto svolgendo la festa. Il proprietario di questo locale dopo avermi visto in azione mi ha proposto di fare da “scaldapubblico” per la loro gestione e da quel momento, dopo aver accettato, ho fatto sette anni di apprendistato nel cabaret per prima cosa. Come vivi la tua notorietà? La mia notorietà la vivo benissimo perchè è a livelli normali, del tipo che quando esco di casa non sempre tutti mi riconoscono, almeno nel mio caso. Di solito le persone che si fanno avanti per salutarmi sono quelle che si complimentano piuttosto che quelle che creano i due partiti:"Quelli che ti amano e quelli che ti odiano". Quindi nel mio caso non ho problemi, la vivo molto bene e cerco di approfittarne per farne anche del bene e ti parlo perché ci tengo della Onlus “Vida a Pititinga“ aperta in Brasile dal 2004. Diciamo che spesso e volentieri cerco di mettermi anche al servizio delle cause sociali. Il tuo primo provino? Il mio primo vero provino dopo la "Cà Bianca" di Milano  l'ho fatto a Zelig. All'epoca Zelig era il locale e non era "Il Programma" (perchè parliamo purtroppo di più di  10-15 anni fa). A Zelig c'era Raoul Cremona che come me oltre alla "Cà Bianca" dove anch'io lavoravo, faceva anche Zelig. Raoul Cremona mi ha chiese di provare anche in quest'altro locale, solo che i provini si eseguivano alla mattina davanti a Gino e Michele e al Dj Carlo Fossi e ad altri colleghi che aspettavano di fare il provino. L'adrenalina era scarsa, era bassa e insomma, questi provini fatti alle undici di mattina per essere poi assunti a fare i primi dieci minuti dello spettacolo non è stato facile. Alla fine però la fortuna mi è venuta incontro perché arrivò questa opportunità di provinare una sera durante la quale al mio esordio era presente Enzo Iachetti in platea che osservandomi aveva riso dei miei monologhi quindi decisero di tenermi. Una serie di circostanze fortunate... anche… !!! Hai viaggiato molto all'estero, per studio, per lavoro e per beneficenza. Quali diversità ti hanno colpito maggiormente rispetto all' Italia? Ogni volta che viaggio ho sensazioni combattute: praticamente c'è la sensazione bella perchè si scoprono mondi nuovi ma poi (come diceva Pendacchi) “Non bisogna mai confondere il turismo con l'immigrazione” e cioè: dopo un pò di tempo che rimani fuori casa cominci a risentire della nostalgia delle proprie radici e del proprio Paese, anche se il nostro Paese in questo momento fa di tutto per allontanare le persone. Mi riferisco anche ai modi di fare ed ai comportamenti e nell'organizzazione del Paese, però le radici sono radici cioè gli alberi tornano dove nascono , ecco! E poi devo dire sinceramente che è bello girare all'Estero e la cosa che ho imparato maggiormente negli anni Inglesi è la tolleranza verso altri stili di vita. Quando ero a Londra per lavoro (ti parlo purtroppo di 20-25 anni fa), Londra era la prima città cosmopolita con integrazione razziale perfetta, cioè tutte le etnie che lavoravano a Londra da indiani a cinesi e via dicendo avevano un grande rispetto l’una per l’altra. Questo tipo di ideologia a Milano non era ancora arrivata, adesso invece, Milano sta diventando una città così. Questa cosa aiuta a capire e a riflettere e per me è importante. Ci parli del tuo ultimo libro "Pirla con me"? che poi non è stato il tuo unico libro e vogliamo ricordarlo. E' fatto bene ed è vero che io ho scritto diversi libri ma sempre un pò leggeri come ad esempio: “Il quarant'enne sarà lei" o "Ho visto cose" a seguito dell'esperienza fatta alle Iene. Devo dire che quest’ ultimo libro "Pirla con me" è stata una richiesta partita da Mondadori di parlare un pò della mia città in maniera diversa dal solito anche per chi non ci vive, per cui una persona che viene a Milano "avere questa guida". Dietro alla copertina c'è infatti la rappresentazione di tutte le linee delle metropolitane. Questo libro l'ho scritto con un amico di Bologna "Luca Bottura"che è un autore di Bologna che vive a Milano per lavoro, quindi con l'occhio di una qualcuno che Milano deve viverla per lavoro. Vedi che in Emilia siamo sempre preparatissimi? L'Emilia è una regione forte che ha reagito bene anche ai terremoti. Perchè a tuo avviso, tutti i Milanesi vivono questo dissidio di amore ed odio nei confronti della loro città? … Perchè? I Milanesi vivono un dissidio odio e amore perchè probabilmente non hanno ancora la percezione di quello che c'è in giro. Qui siamo abituati bene, questa è una città che fa parlare, infatti si parla: della "Milano Bene" poi c'è tutta la "Milano da mangiare" perchè qui c'hanno mangiato quasi tutti  e adesso poi c'è la "Milano da digerire" e questa è la Milano più complicata. Questa è una città frenetica che ha dentro tante spinte: la spinta di chi la vorrebbe sia con il tram a cavallo sia di chi la vorrebbe con invece le astronavi. L'unico rischio che si corre è che poi viene a nascere un pourporì di troppi elementi incoerenti. Per fare un esempio, adesso c'è una parte di Milano che si Chiama “Manhattan” ma a 500 metri ci sono le case degli anni '50 e la gente vive un pò in questa schizofrenia, se poi aggiungiamo che è una città frenetica dove i ritmi sono sempre molto alti noti che il rischio è evidente. Comunque ci sono delle aree ancora molto protette. Forse anche queste nuove costruzioni porteranno dei risultati positivi magari mantenendo parchi e zone di verde.Bisognerebbe andare a visitare un pò Berlino o molte di quelle città che mantengono cultura arte e modernità tutte insieme con un tratto di verde. Come nasce un tuo monologo? Mah, nasce dall'osservazione della realtà. Una mattina mentre guardi il computer o che leggi un articolo di giornale o esci per andare a fare la spesa al supermercato arriva l’ispirazione. Ieri, che era una domenica mattina sono stato al supermercato ed uno dovrebbe essere premiato quando esce, dovrebbero dargli una medaglia perchè ci sono code chilometriche. E' vero che si parla di un modello di crisi dei consumi ma non è sicuramente una domenica mattina all’Esselunga, perchè è una cosa davvero devastante, un combattimento ad arma bianca. Per gettarsi in un’impresa del genere devi uscire di casa e guardare in faccia la gente. Si pensa sempre che un comico o un artista per trovare spunti debba chiudersi nella torre Daturnia e cerca di lavorare da solo, io invece li trovo tutti facendo l'esatto opposto. Hai molta dimestichezza con terminologie  molto attuali, ne hai una che ripeti spesso? Io uso i social network per mettermi a contatto con le persone e quelli che utilizzo maggiormente sono twitter e facebook sui quali mi confronto con la gente che si meraviglia che sia io in persona a scrivere. Del resto se sei in un social devi essere social, cioè io non potrei mai prendere una persona a dire quello che io penso senza che io lo venga a sapere, devo essere sempre al corrente delle mie questioni, perciò le mie terminologie nascono un pò da questi canali virtuali ed io ci lavoro. Le osservazioni della realtà escono un pò anche da questi incontri on line fatti a tre/sei filtri che sono i social network ed il vivere in mezzo alla gente, a contatto con le persone. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico in Italia? Perchè viene dato così poco spazio agli esordienti? Eh, questo è un dato di fatto che purtroppo è piuttosto evidente, perchè L'Italia forse è un Paese dove si tende alla tutela del passato piuttosto che allo sviluppo del futuro. Questa cosa non è molto buona. Io nel mio piccolo per quel poco che posso fare a "Glob", che è una trasmissione che stiamo facendo adesso, lasciamo molto spazio a delle figure poco viste o poco conosciute. Ci sono: Fabrizio Casalino che è l'imitatore ed l'attore, Brenda Lodigiani e Saverio Raimondo che sono già dei personaggi meno noti. Poi è chiaro che abbiamo anche i talentoni comeAntonio Cornacchine e Stefano Bartezzaghi (che già erano parte delle nostre edizioni precedenti) però lasciamo molto spazio anche a dei ragazzi giovani. Se non viene dato spazio agli esordienti in seconda serata o terza serata, attualmente, non c'è più spazio per i nuovi talenti. C'è questo modello del guardare indietro ma a mio avviso le macchine non si guidano guardando gli specchietti retrovisori ma bisogna guardare avanti per farlo. Siamo conservatori in Italia? Si, un pò lo siamo però capisco anche che quel qualcuno che gestisce i programmi in prima serata abbia bisogno di ascolti sicuri e non possa permettersi di bruciare una situazione. Noi invece abbiamo il programma giusto che è appunto "Glob" una volta alla settimana: martedì mercoledì e venerdì in seconda e terza serata dove abbiamo lo spazio ideale per far nascere qualcosa di nuovo. Quanto è difficile far ridere e quanto è invece difficile far riflettere? A far ridere, oggi, se uno scende a compromessi con sè stesso ci vuole poco: basta guardare la realtà o a volte basta addirittura storpiarla o cercare di fare come quel Maurizio Crozza quando nel suo spettacolo introduce l'imitazione di personaggi un pò noti ed importanti portandoli all'esaperazione … e fanno ridere !!! Far riflettere invece è un pò più complesso perchè bisogna dare quella risata che deve avere quel retrogusto un pò amaro: quella risata che dopo aver riso ti rimane il dubbio del se fosse invece meglio forse piangere. Credo che sinceramente se si riescono a coniugare nel contempo le due cose assieme e quindi far sorridere e far riflettere ma soprattutto dare un pò di sollievo: a satira o la comicità diventano una bella valvola di sfogo per in un Paese messo sottopressione. Come ti reputi: “Un uomo di spettacolo o uno spettacolo di uomo” ? No (ride) per adesso mi ritengo un comico vintage cioè uno di quelli che gira ancora con la zampa di elefante... un uomo di spettacolo anziano. Il tuo rapporto con i social network, come mi dicevi, è quindi positivo. Si, i social network mi hanno aiutato molto sia per quanto riguarda l'attività artistica sia e soprattutto per quanto riguarda la fondazione Onlus perchè attraverso i social network abbiamo potuto fare una serie di campagne pubblicitarie del 5 per mille che sono state molo amplificate, davvero molo amplificate. Quindi anche tu riscontri che questo tipo di beneficenza sia reale e di azione concreta. Si, certo. Fra l'altro il 5 per mille in questo periodo tanto prolifico di ladri è molto sicuro. Ad oggi stiamo ricevendo logicamente il ricavato del 2009/2010 che però adesso è stato erogato e sono soldi che noi stiamo realmente usando per azioni benefiche e questo deve essere  detto perchè in questo momento così particolare ,magari, hanno tutti la tendenza a voler vedere nell'Italia solo un qualcosa di negativo. Questo invece è stato un patto che è stato rispettato e garantisce a noi della Onlus una sopravvivenza. Si può accedere al sito: www.pititinga.org per avere maggiori informazioni. Glob porcellum/Glob in onda su Raitre. Come vivi questa esperienza? Il programma sta andando molto bene perchè, mi facevano notare che abbiamo la fortuna di essere collocati in serate dove prima di noi il martedì ed il mercoledì ci sono due programmi che ci danno un buon ascolto e che ci lasciano un buon patrimonio di pubblico, un pubblico che comunque noi riusciamo a tenere in ascolto. Dopo “Floris” e dopo “Chi l'ha visto” i risultati sono tangibili. Abbiamo qualche difficoltà il venerdì ma lo sapevamo già di partenza perchè è una serata dove le persone escono (e dove trasmettendo in seconda - terza serata: alle undici di sera se una persona è a casa va a dormire) quindi generalmente il venerdì sera alle undici di sera il nostro pubblico non c'è… e poi abbiamo prima di noi il film di animazione piuttosto che le partite, non abbiamo mai lo stesso minutaggio. Nel complesso, la valutazione delle tre serate è positivo per quel che mi riguarda ed anche il direttore di Rai Tre ha espresso un buon gradimento quindi speriamo e reputiamo la riconferma. Progetti futuri? Portare a termine questo ciclo di "Glob" perchè richiede molta partecipazione, poi ho in ballo l'idea di questa inaugurazione di un progetto in Brasile che si chiama: "La Posada della Gioventù" ed è un ostello del turismo che abbiamo fatto assieme alla “smemoranda” che è un nostro patrocinatore in quel luogo, per cui dovrebbe essere possibile questa inaugurazione. Se riusciremo ad erigerla, questa struttura accoglierà dei ragazzi che vogliono andare a lavorare in Brasile , un pò per la Onlus e un pò per vacanza. In ultimo penso di fare un pò di stagione estiva con un recital con Teo Ciavarella che è un pianista Bolognese (vedi che si ritorna sempre sull'Emilia) andando in giro per arene o per teatri che è un modo per stare a contatto col pubblico e verificare il loro gradimento. Ci fai un saluto a tuo modo per Almax Magazine? Già è difficile pronunciarvi. Il nome l'ho inventato io perchè Chiamandomi Alessia Marani ho utilizzato le prime due lettere del mio nome e del mio cognome più la x che è la lettera finale del mio codice fiscale. Ah Almax Magazine, allora facciamo un saluto ad Almax Magazine sperando che il codice fiscale porti fortuna. Io ne farò presto uno similare con il mio codice Iban così se qualcuno vuole mandarmi qualcosa può farlo J (ridiamo). Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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