Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - "Educazione Civica" - L’EDUCAZIONE NELLA SOCIETA’

BIO "Fabio Amato nasce a Milano il 14 marzo 1964.Si laurea in pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel marzo 1989 Col massimo dei voti con una tesi in psicologia sociale sul gruppo e la leadership col professore Luigi Anolli.Nel 1991 vince il concorso presso la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone(Mi) e intraprende la professione di educatore.Si occupa di inserimenti lavorativi in aziende fino al 1998 di persone con disabilità psichica,curando tutto il percorso che queste persone devono intraprendere per riuscire al meglio Nello svolgimento delle mansioni loro assegnate. Tiene i rapporti con i datori di lavoro,i responsabili del personale e i colleghi della persona in difficoltà.In seguito continua comunque ad occuparsi di integrazione sociale organizzando e gestendoDei laboratori interni ad un reparto della fondazione e instaurando rapporti col comune di Cesano Boscone e col territorio,volti a favorire una reciproca conoscenza tra i pazienti dell’istitutoE gli abitanti del paese. Molti pazienti del reparto,svolgono lavoretti artistici all’interno di questiLaboratori,partecipano a mostre e manifestazioni (feste patronali,settimana ecologica) facendo conoscere le loro capacità artistiche e socializzando con l’ambiente esterno all’istituto.Nel 2007 in collaborazione col circolo “Abete rosso” di lega ambiente di Cesano Boscone organizza. All’interno della Fondazione la giornata di Puliamo il Mondo. Giornata dedicata al rispetto dell’ambiente che si svolge tutti gli anni l’ultima domenica di settembre in tutto il mondo. DuranteQuesta giornata le persone disabili hanno coinvolto volontari,familiari e cittadini in giochi e dimostrazioni sull’importanza del rispetto dell’ambiente.Nel 2009 diventa responsabile delle politiche ambientali della Fondazione col compito di stendere. Un progetto sulla raccolta differenziata della spazzatura all’interno della struttura.Attualmente è educatore presso una comunità psichiatrica con pazienti con doppia diagnosi,cioè disabilità e patologia psichiatrica.Nel 2003 riceve l’attestato di coordinamento dopo un corso tenuto in fondazione e patrocinato dalla Provincia di Milano. Nel 2011 consegue il master in sociologia su disabili e progetto di vita in Università Cattolica a Milano.Ha inoltre creato il concorso letterario Sacra Famiglia con la finalità di far conoscere la realtà. Della disabilità al maggior numero di persone possibile.Recapiti Fabio Amato via Abeti 4 20152 Milano. Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."

Prefazione al libro "Ridateci la voglia di vivere" di "Ima Pasquadibisceglia" Dobbiamo cominciare a progettare un nuovo tipo d’intervento educativo. La grande funzione dell’educare è quella di cercare un cambiamento, una nuova idea di uomo. Partendo dalla circolarità del rapporto educativo, che significa riconoscere che quando si educa veniamo contemporaneamente educati, gettiamo le fondamenta per una nuova umanità. L’umanità che interagisce, che con umiltà sa ascoltare e coglie tutte le vibrazioni che giungono da chi ci sta di fronte. Grande importanza va riconosciuta al tempo e alla voglia di prendersi il tempo per stare coi figli, per sentirli, per discutere, per crescere nel confronto. Fin da piccoli dobbiamo instillare nei bambini l’amore per il lavoro, non come strumento per fare soldi, ma come possibilità di interagire con gli altri per crescere nello scambio, quindi lavoro come capitale sociale, non come mezzo per costruire oggetti. L’educazione dei bambini non va vista come una sorta di addestramento ma come qualcosa che investe la personalità nel profondo, favorendo il confronto e il senso critico. Educare diviene quindi dare senso alla capacità di scegliere propria di ogni essere vivente e che fin da piccolo contraddistingue l’uomo.Dare la possibilità ai propri figli di sbagliare, ovviamente sempre nei limiti del buon senso e tenendoli lontani dai pericoli più cruenti, ha grande valenza nella formazione del carattere e della capacità di scegliere, che faranno del piccolo l’adulto maturo e consapevole di domani.I semi vanno gettati nei primi anni di vita quando le capacità di apprendimento sono al massimo delle loro potenzialità, rispettando le varie fasi di crescita che non sono uguali in tutti e avendo la pazienza di assecondare queste fasi, senza volerle accelerare né sottovalutandole, sostituendosi alle esperienze, che sono uniche e irripetibili e da cui deriva in seguito la capacità d’inserirsi nella società propria di ogni essere umano. Rubrica a Cura di Fabio Amato

La funzione primaria dell’educatore è,dopo aver effettuato un periodo di osservazione,quella  di stendere un progetto di vita il più possibile  ispondente alle esigenze della persona che ha in carico. Farsi carico è il centro dell’attività educativa. La capacità dell’educatore è proprio il riuscire a cogliere non solo i bisogni,ma anche e soprattutto i desideri e le aspettative della persona in difficoltà. Questo a maggior ragione quando il paziente non è in grado di esprimere verbalmente le sue esigenze. Vie primarie che permettono di cogliere i bisogni e i desideri sono la relazione e l’empatia,cioè la capacità di sentire l’altro e di coglierne tutti i segnali anche i minimi. La sola tecnica quindi non basta. Il canale comunicativo privilegiato che permette la crescita è la fiducia che va costruita con pazienza e rispettando i tempi della persona che abbiamo in carico. La mia esperienza con persone disabili istituzionalizzate mi ha fatto capire quanto sia importante l’ambiente di vita,che deve essere personalizzato malgrado la vita di comunità spesso non favorisca questo. In uno dei reparti dove ho lavorato presso la Fondazione sacra Famiglia di Cesano Boscone( Mi),il S Benedetto che ospita 44 persone con ritardo mentale medio di età compresa tra i 40 e i 70 anni  Abbiamo fatto un’esperienza di lavoro di rete,coinvolgendo le persone disabili i parenti i volontari  e gli amici nelle scelte di vita quotidiane. Questo reparto è diviso in 3 gruppi 2 maschili e uno femminile con persone ricoverate anche da 50 anni. Abbiamo lavorato sulle autonomie e sulla  socializzazione esterna che comprende la capacità di utilizzare i mezzi pubblici. Abbiamo chiesto ai vigili di Cesano di tenere delle lezioni sulla segnaletica stradale e su come si attraversa la strada lezioni molto apprezzate e che sono servite per aiutare i pazienti a raggiungere un certo grado di  autonomia. In seguito abbiamo favorito la capacità di scelta coinvolgendoli nella scelta degli arredi e dei colori delle stanze e questo anche riguardo la scelta dei capi di vestiario. Siamo andati insieme nei negozi ad acquistare gli abiti e le scarpe.  L’educatore svolge quindi molti interventi a livello di microscelte ed ha una funzione fondamenta- Le nel favorire la crescita della persona,soprattutto quando investe le sue risorse personali andando Oltre le capacità tecniche,mettendoci quindi cuore e passione e cercando sempre nuove vie per favorire lo sviluppo armonico della persona che ha in carico.Rubrica a Cura di Fabio Amato

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