Progetto Almax

15112015

2013 Agosto - “Le letture erotiche di Martina”- VALTER PADOVANI

Ciao Valter, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati.  Come ti sei avvicinato alla scrittura? Per scommessa! Nel 1994, insieme ad un amico, partecipai a un concorso di racconti a tema organizzato da una biblioteca. Il risultato fu che il suo si classificò al terzo posto mentre il mio probabilmente fu bruciato. Effettivamente, rileggendomi oggi, non posso dare torto alla giuria. Il risvolto inaspettato fu però quello di avvicinarmi ad un'attività che non avevo mai valutato e che mi piaceva. Quando hai scoperto la tua predisposizione nei confronti di testi erotici? Anche qui fu il caso. Nel 2007 decisi di tentare la stesura di un romanzo intimistico in cui ricercavo un elemento forte ma non violento come mezzo del cambiamento della protagonista. Ne: “Le porte dentro”, il romanzo non ancora ultimato, azzardai le prime situazioni erotiche e il risultato mi piacque molto. Da quel momento il filone erotico è divenuto preponderante nei testi che ho prodotto. Esiste un autore (o un’autrice) che consideri un punto di riferimento? Sicuramente Lawrence ha segnato la mia formazione letteraria per il modo elegante, mai volgare e istintivo che utilizza per descrivere situazioni anche particolarmente forti, mentre apprezzo molto Anais Nin e Henry Miller per la sensualità quasi animale che utilizzano. Considero “Emmanuelle” e “Histoire d'O” i capolavori assoluti della letteratura erotica e spesso riprendo concetti e situazioni espresse in queste opere. Com’è nato: “Perversa”? Cosa fa scattare nella tua immaginazione lo spunto per un racconto? Nasce da una semplice riflessione: ognuno di noi vive un evento in funzione dell'imprinting che preventivamente gli assegna, senza tenere conto di aspetti ben più importanti e che, anche quando realizza il vero significato dell'evento stesso, fa sì che l'impostazione data rimanga comunque valida. Nel racconto “Perversa” la protagonista vive una fantasia erotica inespressa di cui solo alla fine capirà la gravità e, nonostante questo, vivrà la vicenda come un'appagante esperienza erotica. Cosa pensi dei concorsi editoriali? Hai mai partecipato? Ho partecipato a molti concorsi editoriali anche su generi diversi dall'erotico e ritengo siano estremamente utili a livello formativo per un autore in erba. Sempre più spesso, però, si dimostrano dei banali specchietti per allodole in cui non esiste, o comunque è un aspetto molto marginale, la volontà di valorizzare l'autore ma piuttosto un facile metodo per vendere agli autori stessi le proprie opere senza neppure un minimo di supporto editoriale. Rimane indubbiamente un validissimo strumento di crescita personale e, se vogliamo, una tappa obbligata. Una soddisfazione? Sentirsi dire da lettori, colleghi e professionisti del settore, di avere un modo forte ma elegante di affrontare un argomento che spesso e, inutilmente aggiungo io, scivola nella volgarità. Il sesso e la volgarità, nel mio modo di scrivere, possono essere solo funzionali, mai il fulcro della narrazione. Credi continuerai a scrivere racconti o proporrai in seguito un romanzo? Appena possibile metterò mano a: “Le porte dentro” ultimandolo. Qualche idea per romanzi futuri c'è, ma al momento la produzione di racconti mi è molto più consonain quanto permette di focalizzare uno specifico erotico senza necessariamente costruire una trama complessa. Mi piace che il lettore “consumi” e apprezzi il singolo aspetto anziché sottoporlo ad un insieme di situazioni che nel complesso potrebbero risultare disarticolate. Sogni nel cassetto? Tanti, ho un'infinità di cassetti! Battute a parte come ogni autore il grande sogno resta quello di poter vivere di scrittura, senza pretendere di scrivere il best-seller del secolo da milioni di copie ma piuttosto attraverso molte opere cercando, nel mio piccolo, di dare la dignità che merita a un genere considerato ancor oggi frivolo e, sostanzialmente, di nicchia. Credi nell'editoria Italiana?  L'editoria vive, come peraltro quasi tutti i settori della società, un momento difficile. La tecnologia ha permesso la nascita di una vasta rete di piccoli editori che combattono una lotta impari contro le grandi case che, troppo spesso, preferiscono puntare su autori stranieri e di fama piuttosto che su autori esordienti o emergenti italiani. Personalmente, ho avuto la fortuna di imbattermi, con l'aiuto di una validissima persona che non smetterò mai di ringraziare, in ErosCultura che si è dimostrata una valida casa editrice a dispetto della giovane età. Mi auguro che avvenga nell'editoria quanto successo per la discografia a suo tempo, ovvero che le nuove tecnologie si integrino con quelle tradizionali, abbassando i costi e ampliando l'utenza e che gli editori ricomincino a svolgere quel ruolo essenziale di talent-scout che permetterebbe il ricambio generazionale necessario per un rilancio del settore. Quali sono i tuoi progetti futuri? Nell'immediato la conclusione di una serie di testi e il conseguente “invio alla stampa”, poi la speranza di presentare le varie opere in sedi adatte alla tematica. Sul lungo periodo non riesco ad immaginarlo, così come non immaginavo nel lontano 1994 che un giorno avrei rilasciato un'intervista su un mio racconto erotico a Almax...J Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Martina Galvani]  

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