Progetto Almax

15112015

2013 Dicembre - “Le letture erotiche di Martina”- MARTIN MILK

Ciao Martin, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura erotica? Devo confessare che quello dell’eros è un aspetto che mi ha sempre incuriosito sin dai tempi in cui ero un lettore, forse perché la sessualità, per me, è uno dei pilastri dell’esistenza, in qualsiasi tempo e in qualsiasi età e non ci trovo nulla di male, né a parlarne né a praticarla, senza remore, l’importante con il giusto rispetto del o dei partner. Poi, qualche anno fa, ho pensato di scrivere un testo erotico anche io, così, per gioco. Alla fine, a forza di condividere questi esperimenti letterari e riscuotendo un buon apprezzamento anche da chi si ritrova a star lontano dall’oggetto trattato nei miei racconti, sono arrivato a raccogliere le mie storie e a farne delle raccolte. Per me scrivere racconti erotici è un’esigenza, non solo un diletto. Un misto tra lo sfogo della mia fantasia e il diario di quello che faccio e mi piace fare. Poi, chi vuole discriminare l’esperienza dall’inventato… non ha che da leggere. Io non lo dico. La scelta di utilizzare un alias è dettata dall’esigenza di tenere separato il percorso dell’autore erotico da quello, per così dire, ufficiale? Devo essere sincero, non deriva dal tenere separato il mio percorso come autore dall’erotismo, quanto invece salvaguardare il mio nome per questioni professionali. Mi spiego: faccio un lavoro molto delicato e abbastanza alla ribalta nel mondo di tutti i giorni, questo purtroppo, trovandomi in Italia, non si concilia con la mia attività di artista erotico, e per di più omosessuale. Non fraintendiamo: non mi vergogno né mi nascondo dietro paraventi per parlare di chi sono e cosa sono, anche nella vita quotidiana. Ma essere gay purtroppo già di per sé mi ha ostacolato in certe situazioni professionali quando è stato usato da altri per “infangare” la mia affidabilità e la mia sfera professionale, figuriamoci cosa accadrebbe se il mio nome non solo fosse sinonimo di romanzi gay (cosa che è ben nota e di cui non mi vergogno affatto) ma diventasse anche etichetta di storie di sesso esplicito omosessuale. Certo, non escludo che in futuro io e Martin smetteremo di vivere due vite separate, e alla luce del sole, come è giusto che sia, dato che essere gay e scrivere di omosessualità e di erotismo non fa male a nessuno, se non alle solite teste bacate. Però per il momento mi ritrovo obbligato, con tutte le complicazioni del caso, a dover distinguere la mia identità di autore erotico dal resto. Ecco sì, magari anche con una buona dose di eccitazione, perché essere Martin mi ha consentito anche di vivere delle esperienze estreme o poter raccontare proposte e aneddoti divertenti, da cui di fatto adesso mi verrebbe difficile separarmi. Esiste un autore (o un’autrice) che consideri un punto di riferimento, letterariamente? Se parliamo di autori erotici, non ho punti di riferimento. Ho solo una predilezione per una talentuosa esordiente, Nina Vanigli, che ho vissuto nella lettura come un’anima gemella. Il resto lo leggo con piacere, ma non ho mai avuto nessun autore erotico a cui ispirarmi… sbaglio sempre tutto da solo. I tuoi testi sono spinti ma narrati con linguaggio preciso e la tua abilità di scrittore è nota. Qual è la tua formazione? La vita e la lettura. Scrivere e leggere, ri-scrivere e non smettere di leggere sono la mia palestra quotidiana, il mio mantra. E soprattutto leggere e confrontarmi indiscriminatamente con tutto quanto, senza pregiudizi, è così che si scoprono dei tesori.E poi… devo dirlo? Ovviamente la pratica. Non c’è storia che io non abbia scritto che non mi sia stata ispirata da qualcuno che ho realmente conosciuto. L’immaginazione mi erotizza, ma solo se si coniuga con la realtà. Poi è vero, a volte il sogno, la passione vissuta nella propria mente, si mischia, si coniuga con l’esperienza fatta. Mi è capitato di descrivere storie inventate, magari suscitate da un’idea provocata da un incontro, o più semplicemente da uno sguardo anonimo per strada o nella spiaggia, come anche di riportare fedelmente scene di vita domestica vissute per intero… e perché no? Anche bollenti avventure che sulla carta hanno avuto modo di rimanere indelebili, sia per me che per chi con me le ha vissute. Cosa pensi dei concorsi editoriali? Hai mai partecipato? Mi è capitato, sì. Ma sempre per puro spirito di divertimento, e di confronto con gli altri, adoro le sane competizioni. Ma è anche difficile, in questo mondo, riuscire a trovare lo stesso spirito sportivo da parte dei colleghi. Una soddisfazione avuta come autore? Sentirmi dire, da qualche lettore audace quanto me, che si è eccitato molto nel leggere le mie storie erotiche e che addirittura si è dovuto… sfogare J. E questo è avvenuto sia con uomini gay che con persone (ambo i sessi) eterosessuali. Riuscire a coinvolgere il lettore, per me significa tutto. Certo, chiunque troverebbe sopra le righe un commento del genere o anche degli atti conseguenti alla lettura di un mio racconto (so di una coppia che ha letto i miei racconti per metterli poi, in pratica, come gioco da camera da letto) ma a me ha fatto piacere sentirmi dire di aver colto nel segno. Perché alla fine scrivo erotico per raccontare e raccontarmi, ma anche per suscitare negli altri le stesse emozioni che, in qualsiasi modo, io ho provato. I contenuti dei tuoi racconti sono a sfondo gay, ma piacciono molto anche al pubblico femminile. Ti piacerebbe scrivere un testo a quattro mani con qualche scrittrice che apprezzi? Sì, mi è stato anche proposto, e non nego che vorrei potermici dedicare. Anche se non è facile adeguare il proprio registro consolidato a un altro registro narrativo altrettanto consolidato. Io ho un ben preciso percorso da seguire, ma è il mio. Ciò che al momento mi ha tenuto lontano da questo esperimento (ho avuto anche proposte per scrivere a quattro mani una storia con un uomo etero, che forse è addirittura più difficile, ma ugualmente stimolante) è la carenza di tempo per poter stilare un progetto, provarci e vedere come va. Un chiarimento infine è obbligatorio: io non scrivo erotico a sfondo gay, ma nei miei scritti parlo di un erotico LGBT lontano dalle mode che, mio malgrado, grazie a fan fiction e ai cultori di yaoi nipponico, riempiono oggi le librerie, virtuali o non. Infatti i miei protagonisti sono omosessuali, ma rimangono uomini, anzi, spesso mi dedico alla categoria di genere Bear, proprio per rinforzare il concetto di un’omosessualità e di un erotismo reale, non filtrato dall’immaginario collettivo delle fangirls.E devo dire che comunque, l’apprezzamento del pubblico femminile alla mia proposta di omoerotismo diverso da canoni che con LGBT poco hanno a che fare, mi ha molto confortato. Sogni nel cassetto? Sogni tanti, ma così tanti che non mi basterebbe un’intera casa da riempire. Di sicuro uno dei miei sogni come Martin è quello di non vedere la letteratura erotica solo come uno scaffale di disimpegno (e spesso nascosto) nella libreria delle persone e dei librai. Io credo che la sessualità faccia parte della nostra vita, e che parlarne non sia né disdicevole né sbagliato. L’importante è che sia una buona sessualità, anche dal profilo letterario, no? Credi nell'editoria Italiana? Io davvero, ce la metto tutta per crederci, ma a volte anche chi si occupa realmente di editoria, fa di tutto affinché io non ci creda, nell’editoria italiana. Esistono tanti piccoli e medi esempi virtuosi, alcuni si perdono per strada, altri sono obbligati a smettere solo perché certi giganti schiacciano quello che hanno intorno, compresa la coscienza critica delle masse. Io nell’editoria italiana ci posso pure credere, ma c’è bisogno di cambiare, ce n’è un assoluto bisogno. Quali sono i tuoi progetti futuri? Altre pubblicazioni in vista? Attualmente ho solo idee che vagano per la testa, in attesa che io abbia il tempo per coltivarle e coglierle sino in fondo. Ho in mente un mini romanzo, erotico e dissacrante, che ha l’intento di scardinare il lecito e l’illecito e gettare un po’ di chiarezza su alcune cose che ci vengono nascoste. E devo essere sincero, non vedo l’ora di poterlo scrivere. Sarà un cocktail sul sesso, la morale, la religione e le contraddizioni di chi vuole imporci una vita e una legge di comportamento diversa da quella che noi sentiamo dentro. Per cui, se tutto andrà bene, tenetevi in campana. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto eStima.  [Intervista di: Martina Galvani

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