Progetto Almax

15112015

Maggio 2013 "LA VITA NON DURA UN QUARTO D'ORA" di William A. Prada

Almax Magazine

"La vita non dura un quarto d'ora, un racconto non racconto, un viaggio tra i ricordi dell'autore che emozionano toccando il cuore; profumi, odori, suoni diventano per magia ricordi di chi sta leggendo. Un racconto scritto a tu per tu, con la semplicità e la sincerità di chi parla con il migliore amico, come sequest’ultimo fosse lì presente, seduto davanti all’autore, a sorseggiare unbuon bicchier di vino, mentre si scherza sulla vita, sulle persone,sulle cose. “Come hai fatto ad andartene? E, soprattutto,perché?” chiede l'autore, mentre la sua rabbia e il suo dolore con il tempo si trasformano in rassegnazione e certezza che quella persona non è morta ma viveper sempre nel suo cuore e nei suoi ricordi. Parole scritte con il cuore a quell'uomo che dispone della forza del saggio e dell’ironia dell’indifferente,quella persona che con i suoi silenzi, le sue frasi spezzettate gli aveva insegnato tanto. Il merito di questo viaggio di emozioni va a William A. Prada che certamente ci emozionerà ancora con i suoi scritti.  CREDITS Nancy M. Rock "La scrittrice Nancy M. Rock" (nome tosto per una donna dolce) ha recensito il mio libro. SINOSSI “Se una persona decide di scrivere a una persona che non c’è più, un motivo ci sarà”. Con questa premessa si apre il nuovo libro di William A. Prada, che intende recuperare qualcosa dalle profondità del proprio passato. In fondo, perché le persone vogliono riscattare a tutti i costi certi momenti del passato? La risposta è semplice, ma quanti potrebbero quantificare materialmente queste mancanze? I più preferiscono straziarsi davanti a certi avvenimenti, per dire che tutto parte da qui, da questo presupposto, da queste frasi ad effetto che custodiscono sapientemente anche un piccolo fondo di verità apparente. L’autore, infatti, vuole deliziarvi con questo testo coraggioso, che sta tra la lettera scritta e la confidenza più intima. Nelle pagine che scorrono davanti agli occhi, si aprono spiragli, scenari che trovano le loro fondamenta all’interno di alcuni pensieri volanti, dove tutto è pervaso da un senso di  magia, di ricordo, di paura e – perché no? – di amore più profondo. Dopotutto, la vita, per certi versi è come se fosse un camposanto di sentimenti e di emozioni che ruotano attorno a un infinito numero di parole da dire e da dirsi dopo la morte di chi rimane e di chi se ne và. Ma chi muore? Chi se ne va, anzi, chi rimane? Mentre tutto scorre così, fino all’immancabile finale a sorpresa. Un consiglio? Abbandonate ogni piccola teoria e ogni banale presupposto, e lasciatevi trasportare da questa piccola fiaba senza tempo. ACQUISTI.

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