Progetto Almax

15112015

Febbraio 2013 - Recensione Letteraria “LE LETTURE DI MARTINA”

Almax Magazine

Molte volte i lettori si lasciano sedurre dalle pubblicazioni provenienti da altri Paesi e acriticamente le acquistano, finendo per tributare il medesimo successo a quegli stessi autori che vendono milioni di copie in tutto il mondo. Anche l’appeal che i nomi dei personaggi dello spettacolo e dello sport esercitano su troppe persone contribuisce a trascinare gran parte del pubblico, pilotato da sapienti operazioni di marketing, a scapito di scrittori italiani meritevoli di attenzione per il loro indiscutibile talento. Senza contare, poi, che spesso sono ghost writers professionisti a scrivere ciò che viene proposto sul mercato con la firma nota in copertina, ma spesso non si sa, o si preferisce fingere di non sapere. Questa rubrica si propone di dare visibilità e spazio proprio a coloro che pubblicano opere, a mio avviso, degne di considerazione. Roberto Tartaglia, ad esempio, giornalista e scrittore indipendente per scelta, in questi giorni ha consegnato al pubblico il suo secondo romanzo, Lo scacciapensieri, edizioni Youcanprint. Il primo romanzo, “Casus belli”, vendette cinquemila copie in soli sei mesi, grazie anche alle ottime capacità relazionali dell’autore, abile imprenditore di se stesso e ormai lontano dall’editoria tradizionale. “Lo scacciapensieri” è un thriller dalle tinte cupe, i cui colpi di scena suonano come prepotenti gong all’interno di una narrazione tesa, incalzante, decisamente adatta al cammino letterario intrapreso. Tartaglia sa scrivere, e spezza le frasi in maniera efficace, come scandendo attraverso un respiro mozzo gli attimi che precedono ogni inaspettata rivelazione, mentre la trama si snoda scorrevole e incisiva, incatenando il lettore con forza magnetica. Un altro romanzo che colpisce indelebilmente è “I Quattro Re” di Giancarlo Galletti, edizioni Elmi’s World. Il talentuoso e prolifico scrittore, che ha in questi giorni pubblicato “Lemures Obitus” in ebook presso il sito LEO Libri, secondo me si inserisce più nella tradizione letteraria francese che in quella italiana. L’atmosfera oscura, l’ambientazione angosciosa, la sua capacità di dare forma concreta agli incubi e il linguaggio desueto, rendono Galletti un autore dall’inconfondibile cifra. Il lettore viene trascinato e strattonato, mentre il protrarsi e lo svolgersi dell’agghiacciante contesto non concedono tregua e lui affonda, malvagio e sordido, generoso e tenero, in un “noir” originale ed eccentrico, procedendo per infernali volute. In netto contrasto con Tartaglia e Galletti quanto a tematica e stile, “Ishtar” di Luca Foglia Leveque, edizioni Youcanprint. La matrice poetica dell’autore è sempre percepibile, nel tocco leggero del suo linguaggio in bilico tra prosa e versi, raffinato, etereo anche quando carnale, elegante funambolo sospeso tra metafisica e concretezza del vissuto. Foglia Leveque, qui al suo secondo romanzo dopo “Blu” del 2007, intreccia realtà parallele tra le metafore di una favola in cui l’esperienza si rivela necessaria al disvelare il significato allegorico racchiuso nello scrigno delle parole, e realizza così un’opera davvero originale sia nel contenuto che nella padronanza di un linguaggio decisamente personale. 

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