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15112015

Febbraio 2013 - "Anator" Recensione VOIVOD

Almax Magazine

In onore del 30° anniversario e della loro ultima uscita discografica parliamo dei canadesi Voivod… per iniziare pero’ dobbiamo fare un passo indietro. Era il 1981 quando comincia ad affacciarsi sulla scena questo nome; nei primi anni gira qualche demo della band registrato sulle vecchie (ma mai dimenticate) cassette a nastro… Il genere musicale, per fornire qualche riferimento musicale a chi non li conosce, è di matrice Metal, ma versata fortemente verso il filone Thrash/Punk/Hardcore. Il loro debutto è rappresentato da “War and Pain” e il successivo “Rrroooaaarrr”. Anche se diversi sono molto violenti ma con un riffing di chitarra da parte di Piggy (Dannis D’Amour) completamente nuovo, uno stile che diventa un marchio di fabbrica nel tempo e che insieme agli arrangiamenti di Away (Michel Langevin) dietro le pelli e Blacky (Jean-Yves Thèriault) al basso creano il tipico sound di questo combo… La voce di Snake (Denis Bélanger) è il completamento perfetto, seguendo la musica nei suoi continui cambi di ambientazione, sapendo passare dalla voce clean a quella più urlata con semplicità ma in maniera determinante. Nel 1987 esce il seminale “Killing Technology” che vede i nostri cimentarsi con l’inserimento nel loro sound di elementi progressivi e psichedelici, anche se la base rimane di un Thrash mai banale e anzi sempre più articolato. Da questo momento in poi definire un genere ristringendo con una parola tutte le innumerevoli sfumature che nel corso degli anni sono riusciti a regalarci sarebbe cattiveria pura. In ogni caso il suono si “ammorbidisce” gradatamente sempre più ma al contempo la sperimentazione (anche nei suoni) e il nuovo volto progressivo si fanno strada e con questa miscela alchemica creano gemme di assoluto splendore quali “Dimension Hatross”, “Nothing Face”, “Angel Rat” e “The Outer Limits” anche se negli ultimi due album Blacky non e’ presente in fase di registrazione… la band a questo punto viene abbandonata anche da Snake e sembra la fine … l’apice oltre il quale non poter guardare… e invece il chitarrista e il batterista (nucleo fondamentale tra i riff di Piggy e le storie “fantascientifiche” di Away che e’ anche il curatore della grafica di tutti i lavori prodotti) rimangono uniti e trovano in Eric Forrest la persona adatta a far quadrare il cerchio… Eric suona il basso e canta e con lui la band ritorna a sonorità molto violente ma nello stesso tempo mantiene aperta la sperimentazione e con questa formazione vengono pubblicati due album “Negatron” e “Phobos” che segnano ancora il tempo per tutti, inarrivabili con le loro visioni e il loro songwriting unico e inimitabile! Nella band entra Jasonic (Jason Newsted) passato alla storia per aver militato nei Metallica nel periodo del “Black Album” ma che aveva iniziato la sua carriera nei Flotsam and Jetsam e insieme a lui torna anche Snake che rientra nella formazione in pianta stabile riprendendo il suo posto dopo che Eric decide di lasciare in seguito a un incidente grave che lo ha tenuto fermo a lungo. Con questa formazione viene registrato un album denominato semplicemente “Voivod” nel quale convergono tutti gli stili ormai usati e consolidati in precedenza ma snellendo i brani dalla vena psichedelica risultando più diretti ma non per questo meno affascinanti. Nel 2005 arriva la doccia gelida della morte del chitarrista Piggy per un tumore, la band sembra destinata a sciogliersi e invece poco prima di morire Denis confida ai suoi amici Away e Snake di aver registrato dei brani completi con la sua chitarra e che tutto il materiale è in un pc a casa sua. Avrebbero dovuto andare a prenderlo per poter registrare comunque quei pezzi, anche per mantenere l’impegno con l’etichetta discografica con la quale avevano firmato da poco e che avrebbe pubblicato il loro successivo album. E cosi avviene, Piggy da l’estremo saluto liberatosi delle sue composizioni, che usciranno dopo la sua morte, in due album dal titolo “Katorz” e “Infini”. I componenti della band si ritrovano in studio senza la presenza fisica del loro compagno, ma in presenza del suo spirito che ondeggia nell’aria essendo lui l’autore di quei brani. Ormai erano anni che i Voivod non salivano su un palco, ma la band comincia ad essere richiesta e dal 2009 Dan Mongrain riesce a ricoprire il ruolo una volta di Piggy rispettando comunque il suo tipo di riffing e quindi rispettando lo stilema e rendendo continuo e fluido questo doloroso passaggio… e arriviamo ai giorni nostri …. La band ormai ha ripreso a suonare dal vivo grazie anche al rientro in forze del bassista originario Blacky che rimpiazza Jason (il quale da anni ormai non suona più nei live) …. E con questa formazione ora ci regalano l’ultima loro fatica dal titolo “Target Earth”; il suono ritorna ad essere quello di una volta e senza perdere nemmeno un grammo della loro attitudine … l’album è vario e ovviamente con il loro marchio di fabbrica consolidato e riconoscibile dal primo all’ultimo solco. Le tematiche dei loro testi ideati da Away e scritti da Snake trattano spesso di visioni futuristiche di un pianeta completamente irrespirabile nel quale la razza dominante non è più umana ma extraterrestre alla quale siamo sottomessi creando spesso dei concept album (anche legati tra loro) e la grafica che produce Away è perfettamente in tema con la musica. Si può trovare nelle librerie specializzate una pubblicazione nella quale ci sono molte delle sue illustrazioni! Che altro aggiungere … andate a cercare questo ultimo album “Target Earth” e vedrete che vi verrà la curiosità di ascoltare anche gli album più vecchi scoprendo dei gioielli sonori che non vi aspettavate… i Voivod sono riusciti a miscelare il metal nella sua forma estrema a un prog di classe ma non sbrodolante di note, inventando uno stile unico. E’ nelle architetture labirintiche dei loro brani il segreto! E ora buon ascolto. Recensione a cura di Vitriol.

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